Certificati: protezione del capitale e rendimento minimo

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La supremazia tecnologica è diventata il fulcro della competizione geopolitica tra gli Stati Uniti e la Cina, delineando un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali. Con il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli USA, le tensioni tra le due superpotenze hanno assunto nuove dimensioni, riflettendosi in una serie di politiche aggressive e mirate, specialmente nel campo delle tecnologie avanzate. Questa rivalità si manifesta non solo in ambito militare ma, sempre più, nel controllo delle tecnologie chiave che possono determinare il futuro economico e strategico globale. Le tensioni internazionali, i nuovi assetti ed equilibri geopolitici, l’allentamento degli Stati Uniti nell’impegno alla difesa dell’Europa, portano a stimare una crescita degli investimenti nella difesa a livello europeo e probabilmente globale. Esistono molti indici che replicano l’andamento di un settore quale quello delle tecnologie per la difesa ma è possibile ottenere protezione totale del capitale investito, un rendimento a scadenza minimo e performance a leva sul sottostante, ovvero sull’andamento di un settore atteso in crescita come quello della difesa? Le condizioni di mercato fanno sì che l’ingegneria finanziaria possa sviluppare certificati a capitale protetto che a scadenza non solo consentono la restituzione del 100% del capitale investito, ma anche il riconoscimento di un rendimento minimo, ad esempio del 5-7%.

Inoltre, in caso di performance positive dell’indice sottostante, il certificato avrà un rendimento più che proporzionale alla performance del sottostante stesso, per esempio del 150%, consentendo agli investitori di amplificare i rendimenti in scenari di crescita positiva dell’indice, aumentando così il potenziale di rendimento dello strumento.

Gli indici sottostanti su cui investe questa tipologia di certificati possono essere molto vari e possono rappresentare portafogli suddivisi in più componenti. Solitamente una prima parte azionaria espone verso società a media e larga capitalizzazione con una posizione consolidata sul mercato e con buone prospettive di valorizzazione che al contempo hanno un basso rischio geostrategico e bassa influenza estera. In particolare, per individuare queste società si utilizzano filtri di società di consulenza realizzati per la valutazione del rischio geopolitico.

La seconda parte è di liquidità, impiegata per contenere la volatilità della parte azionaria dell’indice al di sotto una percentuale massima. Nel caso in cui la parte equity superi questo limite massimo di  volatilità annualizzata, viene liquidata parte del portafoglio azionario fino a rientrare nel target di volatilità. Questo meccanismo ha una duplice funzione: da un lato controlla il rischio di portafoglio mentre dall’altro permette di aggiungere un effetto leva alla performance.

Sotto le performance dell’indice (solitamente prezzato come excess return, ovvero al netto del rendimento del free risk) viene applicata a scadenza una leva X sulla performance, in genere di 5 anni. Esemplificando, ipotizzando un rendimento annualizzato dell’indice  del 4%, a cui a scadenza viene applicata una leva  ad esempio dell’1,5X, la proiezione di questo rendimento nei  5 anni successivi potrebbe arrivare a un rendimento annualizzato del certificato del 6%.

Di fatto, dunque, con questi certificati si ha la possibilità di investire su un tema di grande interesse e attualità senza alcun rischio di mercato, vista la presenza della protezione del capitale al 105-107%, ma solo di primarie banche di investimento emittenti, con la possibilità di valorizzare il capitale investito con buoni rendimenti annui.

A cura di Luca Comunian, Global Markets Sales, BNP Paribas Corporate & Institutional Banking e di Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI e Professore Ordinario dell’Università di Bergamo.

Immagine di ACEPI

ACEPI

ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento) nasce, sull'esempio di altri Paesi europei come Germania e Svizzera, per promuovere in Italia una cultura evoluta dei prodotti d’investimento, in particolare certificati. ACEPI ha lo scopo di promuovere l’interesse e la conoscenza nei confronti dei certificati e prodotti di investimento presso i risparmiatori e di favorire lo sviluppo di mercati (primario o secondario) efficienti e trasparenti per tali prodotti. Gli Associati, ovvero i membri di ACEPI, si dividono, secondo lo Statuto vigente in Ordinari, Aderenti e Onorari. Attualmente gli Associati Ordinari sono le emittenti Banca Akros, Banca Cesare Ponti, BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Leonteq, Mediobanca, Société Générale, UniCredit, Vontobel, i soci Aderenti Intermonte e IWBank, mentre gli Associati Onorari sono AIBE e AIPB.

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