CheckSig: aumento di capitale per internazionalizzare i servizi - Borsa&Finanza

CheckSig: aumento di capitale per internazionalizzare i servizi

Il gruppo di lavoro di CheckSig, specializzata in servizi per l'investimento in Bitcoin

C’è chi crede nel bitcoin per partito preso, e tra questi ci sono molto probabilmente coloro che l’hanno acquistato prima che il fenomeno diventasse mainstream, e chi invece studia il fenomeno e ne analizza la crescita al di là dell’andamento delle quotazioni, volatili per definizione. Fa parte di questo secondo gruppo di estimatori della regina delle criptovalute Ferdinando Ametrano, cofondatore e amministratore delegato di CheckSig, fintech che offre soluzioni Bitcoin e cripto per investitori privati e istituzionali. Nel corso della conferenza di annuncio di una nuova raccolta di capitale, rivolto a venture capital e private equity, Ametrano ha snocciolato una serie di numeri che si muovono sullo sfondo delle attuali difficoltà di quotazione delle criptovalute.

Tra questi la crescita registrata dai possessori di asset digitali (+40% al 2021 secondo crypto.com e Triple A); i 23 miliardi di giro d’affari in Italia del mercato crypto nel 2022; l’interesse della clientela private italiana per gli asset digitali rilevato da Deloitte nello studio Private banking of the future; il fatto che il 72% degli Ultra-high-net-worth (UHNWI) abbia investito in asset digitali secondo il World wealth report 2021. “E poi non va dimenticato – ha aggiunto – che dal 2017 a oggi il valore degli asset digitali si è moltiplicato per cinquanta, molto di più di quanto avvenuto per le altre asset class tradizionali”.

 

In cerca di capitali per internazionalizzarsi

Tre milioni di euro di raccolta nel 2023 e tre nel 2024. È questo l’obiettivo di CheckSig, valutata a dicembre scorso 20 milioni di euro, per proseguire il suo percorso di crescita. Fondata nell’ottobre 2019 come spin-off del Digital Gold Institute (centro studi sulla scarsità digitale) con un finanziamento seed da 950.000 euro e una valutazione post-money da 5 milioni di euro, nell’ottobre 2020 ha ottenuto una linea di credito da Intesa Sanpaolo per 1,2 milioni di euro e nell’ottobre 2021 un finanziamento di serie A da 1,5 milioni di euro con una valutazione post-money a 20.000 di euro. Ora, nell’ottobre 2022, CheckSig cerca nuovi capitali per proseguire nel processo di internazionalizzazione che ha visto il primo passo con l’ingresso nel mercato svizzero. La società fondata da Ferdinando Ametrano, docente all’università di Milano-Bicocca ed esperto di bitcoin e Blockchain e da Paolo Mazzocchi, assistant lecturer a Milano-Bicocca ed esperto di Blockchain, vuole esportare all’estero il proprio modello di business unico a livello europeo. L’obiettivo è affiancare investitori privati e istituzionali offrendo servizi volti a rendere più semplice, efficiente e sicuro l’accesso a questa nuova asset class di investimento. La richiesta di nuovo capitale è rivolta soprattutto a private equity e venture capital.

 

Bitcoin, oro digitale da maneggiare con prudenza

Nel corso della presentazione Ferdinando Ametrano, in compagnia del managing partner di CheckSig, Michele Mandelli, ha tratteggiato il quadro attuale del mondo delle criptovalute come una specie di corsa all’oro, un Far West “dove si incontrano truffatori e fuorilegge, le mappe non sono state disegnate e lo sceriffo non è ancora arrivato in città”. Ma questo non è un buon motivo per cercare di nascondere il fenomeno o fermarlo come si è cercato di fare, inutilmente peraltro. “Dopotutto – ha aggiunto Ametrano – dove c’era il Far West ora c’è San Francisco e la Silicon Valley”.

Ecco perché, secondo l’amministratore delegato di CheckSig, questo è il momento di rincorrere le occasioni ma senza rischiare di finire in fondo a un canyon. La società da lui fondata si propone di supportare con servizi anche educational gli investitori private e istituzionali che vogliano inserire delle criptovalute in portafoglio – in particolare le due più gettonate, Bitcoin ed Ether che rappresentano il 95% del mercato degli asset digitali – mettendo a loro disposizione un ecosistema più sicuro, affidabile e trasparente. Tra i servizi offerti da CheckSig offre ai privati ci sono la compravendita e best execution su criptovalute, la custodia, la reportistica fiscale, educazione finanziaria mentre per gli istituzionali si aggiungono l’accesso ai mercati tramite brokerage desk specializzato o infrastruttura tecnologica, la custodia in un patrimonio segregato, l’accesso ad esperti in ambito tecnologico, legale, finanziario e di consulenza strategica e le soluzioni da proporre ai clienti. “Siamo l’unico custodian al mondo a dare prova di riserva pubblica e l’unica realtà cripto in Italia a disporre di coperture assicurative per la custodia degli asset investiti e audit esterne e indipendenti sulla qualità dei controlli di sistema e organizzativi. Per questi servizi ci rivolgiamo a Generali e Deloitte” ha concluso Ametrano.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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