Chip AI: 7 alternative cinesi a Nvidia contro le restrizioni USA

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La Cina è stata messa all’angolo dagli Stati Uniti sul fronte dei chip AI (Artificial Intelligence). Le restrizioni del Dipartimento del Commercio USA, impedendo ai colossi statunitensi come Nvidia di vendere alle aziende cinesi i chip di fascia alta per l’intelligenza artificiale hanno lasciato indietro la seconda potenza economica mondiale. L’azienda di Santa Clara ha fabbricato semiconduttori tarati apposta per la Cina e per restare in regola con le strette governative. Tuttavia non è possibile paragonare con i chip all’avanguardia che Nvidia fornisce ad aziende come Apple e Amazon o alle società europee con quelli destinati al mercato cinese.

Affidarsi essenzialmente al gigante californiano potrebbe inoltre essere molto rischioso per Pechino, in vista di eventuali nuove restrizioni di Washington anche sui prodotti di fascia più bassa. Per questa ragione il Dragone sta intensificando gli sforzi per trovare soluzioni in casa propria, in modo da potersi sganciare dalla tecnologia americana.

 

Chip AI: ecco le soluzioni interne della Cina

Secondo gli analisti, attualmente vi sono grandi aziende cinesi che provano a insidiare l’egemonia di Nvidia, per quanto il processo potrebbe essere ancora lungo e accidentato. L’elenco comprende:

 

  • Huawei;
  • Baidu;
  • Alibaba;
  • Biren Technology;
  • Cambricon Technologies;
  • Moore Threads;
  • Enflame Technology.

 

Huawei ha un’unità di progettazione denominata HiSilicon, indirizzata soprattutto ai data center, per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. I server AI recano il marchio Atlas, mentre l’attuale generazione di chip si chiama Ascend 910B. Secondo un rapporto di agosto dell’azienda, è in arrivo l’Ascend 910C, che sarebbe in grado di competere alla pari con il super chip H100 di Nvidia. Anche la società guidata da Jensen Huang teme l’ascesa di Huawei, avendola indicata tra le concorrenti più agguerrite nell’ambito di aree come chip, AI e prodotti di rete. Paul Triolo, partner associato della società di consulenza Albright Stonebridge, ritiene che il leader cinese degli smartphone sia in prima linea nell’ecosistema software che sta costruendo “attorno alla sua serie di processori per data center Ascend”.

Baidu progetta i chip per i server e le auto autonome utilizzando il marchio Kunlun, ha riferito Wei Sun, analista senior di Counterpoint Research. Per i chip AI attualmente il motore di ricerca cinese si sta rifornendo da Nvidia, ma sta anche progettando un proprio semiconduttore.

La situazione di Alibaba è molto simile a quella di Baidu. Anche il conglomerato tecnologico con sede a Hangzhou si appoggia a Nvidia, però l’unita di progettazione dell’azienda, chiamata T-Head, ha sviluppato un chip AI che prende il nome di Hanguang 800. Si tratta di un chip di inferenza, ossia che addestra i modelli di intelligenza artificiale. “Il chip di inferenza AI di Alibaba è già stato implementato per accelerare il suo sistema di raccomandazione sulla sua piattaforma di e-commerce”, ha detto Sun.

Biren Technology progetta una GPU generiche e dispone di una piattaforma per lo sviluppo del software applicativo, esattamente come fa Nvidia. I chip dell’azienda cinese appartengono alla serie Bili e vengono adoperati nei data center per l’addestramento dell’intelligenza artificiale. In questo momento Biren è tagliata fuori dalla tecnologia americana perché lo scorso anno è finita nella black list del Dipartimento del Commercio USA.

Cambricon Technologies progetta chip per addestrare modelli AI ed eseguire le applicazioni della nuova tecnologia sui dispositivi e nei data center. Anche questa azienda è sulla lista nera di Washington e attraversa un periodo di difficoltà dal punto di vista economico, con perdite significative di bilancio. Al riguardo, lo scorso anno ha effettuato un’operazione di taglio dei costi licenziando personale.

Moore Threads sviluppa GPU per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni, attraverso il suo prodotto per data center MTT KUAE. L’azienda è nata nel 2020 e ha ricevuto il sostegno di grandi marchi come ByteDance e investitori istituzionali tipo Sequoia e GGV Capital. L’obiettivo della società è ambizioso: diventare leader globale delle GPU. Al momento però è nella lista “dei cattivi” rilasciata dalle autorità USA.

Enflame Technology è anch’essa una startup specializzata nella progettazione dei chip per data center incentrati sull’addestramento dell’intelligenza artificiale. Uno dei grandi sostenitori dell’azienda è il gigante tecnologico Tencent.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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