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Ciavarella (Infinox) G20 decisivo anche per l’OPEC

Angelo Ciavarella

La riunione dei paesi produttori di petrolio, originariamente in programma per il 25 e 26 di giugno a Vienna, è stata spostata ai primi di luglio per capire l’esito del G20 di Osaka. La conclusione è di Angelo Ciavarella, Responsabile del Desk italiano del broker Infinox e analista sul petrolio. Secondo Ciavarella, i paesi produttori, l’”offerta”, vogliono prima capire se ci sarà un accordo fra il Presidente americano Donald Trump e il Presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping. I due hanno in programma di incontrarsi al G20 in agenda ad Osaka per questo fine settimana.

Esiti a confronto. Se l’esito di questo incontro sarà positivo, cioè verrà superato lo stallo sulle trattative commerciali, l’OPEC potrebbe confermare martedì l’attuale taglio alla produzione o addirittura anche ridurlo, ha spiegato il numero uno di Infinox in Italia. A dicembre i paesi produttori si accordarono per un taglio alla produzione di 1,2 barili al giorno (0,8 a carico dell’OPEC e 0,4 per i paesi Non OPEC).

Se al contrario, verrà confermato lo stallo o peggio ancora Trump, deluso, dovesse inasprire la politica tariffaria, l’Opec potrebbe prendere una decisione molto limitata nel tempo o addirittura vedersi costretta ad un taglio molto più marcato di quello deciso a giugno. Per quale motivo? C’è una stretta correlazione fra dazi, volumi del commercio mondiale, pil globale e domanda di petrolio. Se la domanda attesa dovesse calare, l’offerta dovrebbe adeguarsi. Qualora l’allineamento fra offerta e domanda attesa dovesse saltare l’esito potrebbe essere quello annunciato dagli energy strategy di Merrill Lynch, un petrolio vicino ai 30 dollari al barile. Un problema enorme per i paesi produttori.

Così l’analisi tecnica. La riunione dell’OPEC e della Russia è in programma a Vienna lunedì e martedì prossimo, 1 e 2 luglio. Nel momento in cui si scrive il petrolio scambia vicino ai 60 dollari al barile, 59,20. L’impostazione è positiva sia di breve che di medio periodo. I successivi ostacoli all’ascesa delle quotazioni sono posizionati a 61,30 dollari (5,65% dai livelli attuali) e 63,65 (6,23%) posizioni poi. La prima barriera in discesa è collocata, invece, a 56,50 dollari (-4,35% dai livelli attuali). (riproduzione riservata)

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