Cina: 3 motivi per puntare sulle azioni nel 2023 - Borsa&Finanza

Cina: 3 motivi per puntare sulle azioni nel 2023

Cina: 3 motivi per puntare sulle azioni nel 2023

La Cina sta per chiudere un anno che si è rivelato molto difficile. L’economia ha subito un rallentamento e il Covid-19 ha rappresentato ancora il suo nemico principale. L’epidemia non ha a Pechino la stessa rilevanza che può avere in altri paesi, per il semplice fatto che le autorità cinesi non possono permettersi di farsela scappare i mano. Il governo ha dichiarato guerra al coronavirus, chiudendo molte aree del paese ripetutamente e bloccando le attività produttive, per perseguire l’obiettivo zero contagi. Una politica che potrebbe non portare a nulla perché il virus cambia pelle e si rigenera in continuazione. In altri termini, riappare sempre e chissà per quanto tempo lo farà.

Ma non è stato solo questo a mettere sotto pressione le aziende cinesi le loro quotazioni in Borsa. Le tensioni con gli Stati Uniti si sono fatte sentire in merito soprattutto al possibile delisting delle società cinesi quotate a Wall Street in conseguenza del mancato adeguamento agli standard contabili americani, nonché all’estromissione del Dragone da parte di Washington dalla fornitura di chip. A tutto ciò si è aggiunta la repressione, in parte ancora presente delle autorità regolamentari cinesi nei confronti delle aziende tecnologiche, nel segno della prosperità comune, la poitica portata avanti dal presidente Xi Jinping.

 

Cina: ecco perché crescerà più di altri

Nel 2023 potrebbe cambiare tuttoe alcuni segnali cominciano a vedersi. Il fondo iShares China Large-Cap, che include le principali azioni della Cina, nelle ultime settimane è salito di oltre il 20%, sovraperformando gli altri mercati. Questo nonostante ancora la seconda economia mondiale proceda con il freno a mano tirato per effetto dei blocchi Covid. Sarebbe interessante chiedersi cosa potrà succedere di fronte a un’economia completamente liberata. Puntare sull’ex-Impero celeste, quindi, può essere una scommessa vincente per il nuovo anno, per almeno tre ragioni.

 

  • La prima è proprio la politica zero Covid. Il governo ha fatto intendere che le misure draconiane adottate nella  primavera passata non dovrebbero essere riproposte e ha di fatto annunciato un approccio diverso rispetto a quello tenuto finora. Ancora nulla si è visto, ma se alle intenzioni seguiranno i fatti la crescita del paese potrebbe essere veramente importante. Secondo Goldman Sachs, la Cina potrebbe essere l’unica grande economia con una crescita positiva nel 2023, con un Pil al 4,5% rispetto al 3% di quest’anno.
  • Una seconda ragione riguarda la politica monetaria adottata dalla People’s Bank of China. Mentre tutte le altre Banche centrali stanno inasprendo la politica monetaria e continueranno a farlo per buona parte del 2023 a causa di un’inflazione ancora troppo alta, la Banca centrale cinese continuerà a mantenersi accomodante in quanto il carovita non è il problema prioritario in questo momento. Tutto questo implica che mentre gli altri vedranno lo spettro della recessione Pechino potrebbe assistere alla rifioritura della propria economia grazie allo stimolo monetario.
  • La terza motivazione è relativa alla minore pressione che il governo attuerà nei confronti dei colossi tecnologici come Alibaba, Tencent e JD.com. Sembra che quanto il governo voleva ottenere da queste imprese l’abbia ottenuto. Ora, probabilmente, si andrà verso una certa normalizzazione. Le trimestrali delle big tech cinesi hanno mostrato una certa resilienza e con quotazioni in Borsa così allettanti ora la tentazione di comprare è forte.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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