Cina: ecco tutti i pericoli per gli investitori da un'invasione di Taiwan - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Cina: ecco tutti i pericoli per gli investitori da un’invasione di Taiwan

Cina: ecco tutti i pericoli per gli investitori da un'invasione di Taiwan

Una minaccia che forse gli investitori globali stanno trascurando, ma che potrebbe incidere in maniera determinante sui mercati, è la possibile invasione di Taiwan da parte della Cina. La piccola isola autogovernata che Pechino vorrebbe fare propria con le buone o con le cattive non è una cosa fine a se stessa. Oggi il piccolo Stato asiatico rappresenta non solo un campo minato dal punto di vista militare, ma anche un terreno di scontro per la supremazia tecnologica. A Taiwan infatti si concentra circa il 90% della produzione di chip a livello mondiale, con il colosso Taiwan Semiconductor Manufacturing Company che detta legge. Ciò riveste un’importanza cruciale in quanto oggi i semiconduttori costituiscono il motore dell’economia digitale a ogni livello e per ogni settore.

Le tensioni si fanno quindi sempre più fitte, con gli Stati Uniti che hanno avvisato la Cina che, in caso di invasione, sarebbero pronti a entrare militarmente nel conflitto. Questo già fa porre alcune domande tipo: perché nel caso della guerra Russia-Ucraina gli USA si sono limitati alle sanzioni commerciali e a fornire armi all’Ucraina, invece in questa circostanza sarebbero disposti a un intervento diretto? Probabilmente la risposta sta nel fatto che la posta in gioco e quindi il ritorno dal punto di vista economico e geopolitico sarebbe diverso per l’America. Ad ogni modo, ciò rende l’idea di quanto importante sia la questione Taiwan. Ad aver surriscaldato ulteriormente gli animi sono le dichiarazioni recenti delle Autorità cinesi, che hanno asserito che lo stretto di Taiwan non è accessibile alle navi internazionali, mentre la Marina militare americana vi transita regolarmente.

 

Cina: cosa può comportare un’invasione di Taiwan

Gli investitori quindi stanno pensando alle conseguenze catastrofiche sulle azioni cinesi, ora che si stavano affrancando da una repressione normativa feroce e dalle chiusure dovute al Covid-19. Tutto ciò perché un’azione militare di Pechino su Taiwan quantomeno innescherebbe una sfilza di sanzioni da parte degli Stati Uniti e non solo, anche se non ci fosse un intervento di guerra della Casa Bianca. Questo la Cina probabilmente non potrebbe permetterselo, perché andrebbe fortemente a contrastare i piani espansionistici a tutti i livelli del Paese, ancor più se Xi Jinping dovesse essere confermato alla guida della Nazione nel prossimo Congresso del Partito Comunista che si terrà in autunno.

Tagliare fuori la Cina non è un lusso che può permettersi il resto del mondo. Il Dragone ha le mani dappertutto, controllando quasi interamente il mercato della chimica fine, delle materie prime come litio, cobalto, nichel, grafite, ecc. necessari per le batterie delle auto elettriche e di tanti altri prodotti fondamentali nell’industria moderna. L’effetto per il mondo rischierebbe di essere cataclismatico, di certo molto più forte rispetto all’esclusione della Russia, perché incrementerebbe a dismisura il problema drammatico che hanno le aziende sulla catena di approvvigionamento.

Ma poi soprattutto cercare di mettere all’angolo la Cina aprirebbe la strada a un fronte Pechino-Mosca in funzione anti-occidentale, con scenari non proprio esaltanti per tutto l’Occidente. Questo è un pericolo che gli investitori dovrebbero valutare, perché impatterebbe sui mercati azionari globali in maniera devastante. Willy Shih, professore alla Harvard Business School, ha affermato che il mondo non è preparato per tutto questo e quindi è necessario rafforzare la propria posizione in maniera conciliante prima di entrare in qualsiasi tipo di conflitto. Taylor Loeb , analista presso Trivium China, reputa poco probabile un’escalation militare tra USA e Cina, sebbene le relazioni siano molto tese e Taiwan in questo momento rappresenti una chiara manifestazione di tali tensioni.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *