Cina: gli sviluppatori immobiliari non accedono più al mercato dei capitali

Cina: gli sviluppatori immobiliari non accedono più al mercato dei capitali

Cina: gli sviluppatori immobiliari non accedono più al mercato dei capitali

La crisi dei gruppi immobiliari cinesi si fa sentire ogni giorno di più sul mercato dei capitali. Da quando Evergrande non ha pagato 83,5 milioni di dollari di interessi nel mese di settembre si è aperta una voragine e gli investitori esteri ora sono in fuga dal debito delle società immobiliari. L’unico sviluppatore che questo mese è riuscito a vendere nuove obbligazioni sul mercato è Helenbergh China Holdings per 102 milioni di dollari, ma è troppo poco per sopperire alle carenze di finanziamento che hanno investito tutto un settore ormai sommerso dai debiti. In base ai dati di Dealogic, vi è stata una diminuzione del 28% dell’emissione di bond in dollari rispetto al 2020. E tenuto conto di alcune stime, vi sono 60 imprese cinesi che potrebbero essere tagliate fuori dalla finanza internazionale.

 

Crisi immobiliare cinese: si impennano i rendimenti delle obbligazioni

La conseguenza più immediata di questo caos che si è venuto a determinare è la risalita dei rendimenti sulle obbligazioni nel settore. L’indice ICE, che replica le emissioni da parte degli sviluppatori cinesi nel mercato, ha visto il rendimento schizzare al 24% questa settimana, una cifra impressionante se si considera che nel mese di giugno era solo al 10%. Secondo l’agenzia di rating Fitch l’aumento del costo del debito sta scontando un possibile default di China Evergrande. Adesso il mercato è in attesa che il Governo cinese faccia un intervento di largo respiro per cercare di stabilizzare un mercato traballante.

Banchieri e investitori sono convinti che l’emissione potrebbe tornare nuovamente a livelli accettabili se da Pechino arrivano segnali di sostegno e di incoraggiamento. Il problema principale per le Autorità cinesi non è solo un discorso legato ai gruppi immobiliari prossimi alla bancarotta, ma il contagio che si trasmetterebbe sul sistema bancario esposto e che quindi si allargherebbe a tutti i settori vitali dell’economia cinese. Il default di Fantasia Holdings ha già messo in agitazione i creditori, che ora potrebbero chiedere i pagamenti anticipati con il deterioramento del profilo creditizio, secondo S&P Global Ratings.

 

Crisi immobiliare cinese: arrivano i downgrade

La situazione generale del settore immobiliare comunque non migliora, anzi piovono i declassamenti da parte delle agenzie di rating. Oggi S&P Global Ratings ha tagliato il merito creditizio di Greenland Holding Group citando appunto la difficoltà di accedere ai finanziamenti come fattore fondamentale che impedisce all’azienda di resistere alla crisi. La stessa sorte è toccata a Modern Land China per mano di Fitch Ratings, che segue il downgrade sulla società da parte di Moody’s. 

Evergrande intanto procede a piccoli passi per migliorare il suo status debitorio. Nelle ultime ore è uscita la notizia che l’unità Evergrande Real Estate Group conta di vendere il 40% di una joint venture a Qumei Home Furnishing Group per 11 milioni di dollari, che a quel punto deterrebbe il 100% della quota. Si tratta di una cifra ridicola in confronto alla montagna di debiti dello sviluppatore immobiliare, ma conferma gli sforzi della società di muoversi nella direzione indicata da tutti. 

 

Le gravi difficoltà tuttavia persistono, con 3 pagamenti di interessi sui bond in scadenza l’11 ottobre saltati contando sul periodo di grazia di 30 giorni. Un altro appuntamento importante riguarda 2 cedole obbligazionarie da pagare il 6 novembre. Anche quello potrà essere una cartina di tornasole sui passi avanti compiuti da Evergrande.

Post correlati

Liquidità: nei fondi mai così alta da attacco a Torri Gemelle

Bitcoin: 3 grossi problemi nell’inserimento nei piani 401 (k)

Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

Junk bond Asia: in 18 mesi bruciati 100 miliardi bruciati, ecco perché

Coinbase: Cathie Wood non perde la fiducia e accumula azioni

Lascia un commento