Una vittoria di Donald Trump alle prossime elezioni statunitensi rappresenterebbe un grave rischio per la Cina, secondo Goldman Sachs. Il leader repubblicano è seriamente candidato a tornare alla Casa Bianca, stando alle risultanze dei sondaggi. La sua popolarità è cresciuta dopo l’attentato di sabato scorso subito durante un comizio in Pennsylvania e con la crisi interna al Partito democratico sullo sato di salute di Joe Biden. Se guiderà gli Stati Uniti, Trump vorrebbe introdurre dazi del 60% sulle importazioni dalla Cina. Questo significa che, per una nazione il cui export è un fattore vitale, il rischio di recessione diventa elevato, ha affermato Hui Shan, capo economista di Goldman Sachs. Ancor più visto che gli USA sono oggi il più grande partner commerciale di Pechino.
Durante la passata presidenza, Trump aveva aumentato le tariffe sulle merci cinesi creando non pochi problemi alla seconda potenza economica mondiale, anche se Shan ha affermato che quei dazi non avevano intaccato in modo significativo le esportazioni verso gli Stati Uniti. Se mettesse in pratica la nuova minaccia, il tycoon repubblicano potrebbe inferire un colpo esiziale a un’economia che fa fatica a riprendersi. “Il rischio al ribasso derivante da dazi statunitensi, potenzialmente più elevati sotto Trump, deriverebbe principalmente dalla maggiore incertezza e dalle condizioni finanziarie più restrittive, nonché dalla pressione sullo yuan cinese” ha detto Shan. Per questo motivo, “i responsabili politici cinesi devono pensare alla domanda interna e concentrarsi su qualcosa che sia più persistente e sostenibile per le prospettive di crescita” ha aggiunto.
Cina: c’è chi crede in un effetto Trump positivo
L’incontro di questa settimana dei massimi leader politici cinesi al terzo Plenum del Partito comunista, ha come obiettivo proprio quello di determinare nel lungo termine la politica economica della Repubblica popolare, decidendo le eventuali misure di sostegno. Questo soprattutto alla luce delle deboli vendite al dettaglio e della deludente crescita del PIL nel secondo trimestre. Tuttavia, secondo gli analisti di Citigroup, alla fine potrebbe essere tollerata una “debolezza a breve termine in mezzo al cambiamento strutturale del settore immobiliare”.
Ad ogni modo, non tutti sono convinti che la risalita di Trump alla Casa Bianca si rivelerà deleteria per la Cina. A giudizio di Ben Harburg, portfolio manager di Corevalues Alpha, sotto la presidenza Trump negli USA, l’ex Celeste Impero avrà maggiori probabilità di ottenere risultati commerciali positivi, vista “la natura transazionale” del leader statunitense. “È un dealmaker e come ogni negoziatore gli piace abbassare l’asticella del prezzo e poi lavorare da lì” ha detto il gestore. Viceversa, se Biden dovesse ricevere un altro mandato attuerebbe dazi continui e “invasioni delle questioni interne cinesi”. Tutto ciò “non migliorerebbe l’economia della Cina, né le relazioni tra Washington e Pechino”, ha aggiunto.









