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La Cina punta sull’immobiliare per la transizione energetica

L'immagine mostra un agglomerato di grattacieli in Cina, con strutture adibite a parco e piscina.

La transizione energetica è un tema molto importante per la Cina e non è passato in secondo piano con le difficoltà di crescita economica che il Paese sta affrontando. Il settore immobiliare sarà uno dei fulcri attraverso cui la Repubblica popolare perseguirà i suoi obiettivi, anche grazie agli accordi nel settore del cemento. Il tema è stato approfondito dagli analisti di Vontobel Certificati nella loro Newsletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti).

Auto elettriche, energia rinnovabile ma non solo. La Cina si conferma attenta al tema della transizione energetica e lo fa mettendo nel mirino uno dei settori che più incidono sulle emissioni di carbonio: quello immobiliare. Nel mondo il real estate è responsabile di circa il 40% delle emissioni di carbonio, con il processo costruttivo che può generare grandi sprechi. Per ridurre le emissioni, China Cement Association e Global Cement and Concrete Association hanno siglato una partnership.

L’impegno prevede un accordo di collaborazione alla sostenibilità e allo sviluppo a basse emissioni di carbonio dell’industria del cemento e del calcestruzzo. Dopo l’acqua, il calcestruzzo è il materiale più utilizzato al mondo e il cemento è il legante chiave del calcestruzzo, responsabile di circa il 7% delle emissioni globali di CO2. Per capire la portata dell’accordo basti pensare che China Cement Association rappresenta oltre il 50% della produzione mondiale di cemento mentre i membri di Global Cement and Concrete Association rappresentano l’80% della capacità produttiva di cemento al di fuori della Cina.

Coinvolta nel progetto anche Sinoma International Engineering, la più grande azienda al mondo di tecnologie e attrezzature nel settore del cemento. La tecnologia rappresenta infatti un veicolo importantissimo per abbattere le emissioni. Il grande impegno sul fronte taglio delle emissioni potrà avere ricadute sui prezzi dei certificati delle quote di emissioni di CO2, tanto in Europa quanto nelle altre aree del pianeta. Secondo gli analisti di Macquarie, dopo il boom el 2021, il crollo del 2022 e il consolidamento del 2023, i mercati del carbonio verranno sempre più guidati dai fondamentali. Soprattutto, le proiezioni a 5 anni del team di ricerca vedono un incremento dei prezzi dei certificati CCA, NZU, ACCU, CEA, UKA e EUA nell’ordine del 60-140%.

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