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Commercio al dettaglio: inflazione penalizza le grandi catene

Commercio al dettaglio: l’inflazione penalizza le grandi catene di distribuzione

I risultati relativi al primo trimestre 2022 delle aziende del settore retail fanno intuire come il commercio al dettaglio sarà annoverato tra le aree di investimento destinate a soffrire maggiormente nei prossimi mesi. Il driver principale di questa depressione è ovviamente l’inflazione che erode il potere d’acquisto e i risparmi dei consumatori. Il settore retail potrebbe aver comunque già scontato nelle quotazioni l’impatto sulla domanda? La risposta nell’Idea d’investimento di Vontobel Certificati di questa settimana (Clicca QUI per iscriverti).

 

Tra i settori più colpiti dall’aumento dell’inflazione negli Stati Uniti compare sicuramente quello del commercio al dettaglio. Nella trimestrale pubblicata lo scorso maggio, Walmart ha riportato utili per azioni a 1,30 dollari e ricavi a 141,57 miliardi di dollari, contro previsioni degli analisti censiti da Refinitiv di rispettivi 1,48 dollari e 138,94 miliardi di dollari. Sulla redditività del colosso USA hanno inciso diversi fattori come l’aumento dei prezzi del carburante, il costo del lavoro elevato e gli alti livelli delle scorte. Per l’intero anno, l’azienda ha affermato che si attende un aumento delle vendite del 4%, ma stima un -1% sui profitti.

A inizio giugno, Target ha avvertito che dovrà annullare degli ordini e offrire sconti per smaltire merci indesiderate, mossa che provocherà un calo degli utili. Per la società si tratta del secondo profit warning in un mese, con il primo lanciato in occasione della pubblicazione dei conti del 1° trimestre 2022, dove son stati riportati EPS inferiori alle attese (2,19 dollari contro stime a 3,07 dollari) e ricavi oltre le previsioni (25,17 miliardi di dollari contro 24,49 miliardi). Costco ha riportato EPS di 3,04 dollari (poco sotto le attese degli analisti censiti da Bloomberg) e ricavi per 51,61 miliardi di dollari.

 

Commercio al dettaglio: domanda dei consumatori USA difficile da prevedere per 3 motivi

Diversi i temi che renderanno difficile la previsione della domanda dei consumatori statunitensi nel prossimo periodo. Il primo è relativo allo spostamento delle preferenze dei consumatori per intrattenimento e in generale sul settore terziario, il secondo sono le problematiche delle catene di approvvigionamento e il terzo è la diminuzione del potere d’acquisto.Interessante citare in questo quadro come dai dati Bloomberg si nota come negli USA la quota di risparmi sul reddito disponibile sia scesa al 4,4%, minimi da settembre 2008 e ben al di sotto rispetto al 33,8% di due anni fa. Oltre a questo, a fine marzo 2021 il reddito reale disponibile nel Paese sia sceso ai livelli più bassi da marzo 2020 a 45.672 dollari dopo aver raggiunto i massimi storici a 51.880 dollari a marzo 2021.Questi dati potrebbero indicare come i consumatori potrebbero ridurre le loro spese nel prossimo periodo. Sarà quindi fondamentale che la Fed riesca nel doppio compito di tenere sotto controllo l’inflazione senza causare una recessione. Il settore retail comunque potrebbe aver già scontato nelle quotazioni l’impatto sulla domanda, con le grandi compagnie che ora potrebbero recuperare terreno.

 

S&P 500: il quadro grafico delle quotazioni

Da un punto di vista grafico, le quotazioni dell’S&P hanno fornito un segnale positivo portandosi al di sopra dell’importante livello resistenziale dei 3.800 punti, dove passa il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci disegnato su tutta la gamba di rialzo iniziata a marzo 2020.Il superamento di tale intorno ha poi aperto le porte ad un approdo sui 3.900 punti, dove è stato chiuso il gap down aperto dallo scorso 13 giugno. Eventuali recuperi oltre questo ostacolo avrebbero come obiettivo la soglia psicologica dei 4.000 punti. Al contrario, indicazioni negative arriverebbero con una decisa rottura dei 3.700 punti, con i venditori che potrebbero tornare a mirare verso i 3.550 punti.

 

S&P 500 future, grafico a 5 anni. Fonte dati Bloomberg aggiornati alle 09:15 del 27/06/2022
S&P 500 future, grafico a 5 anni. Fonte dati Bloomberg aggiornati alle 09:15 del 27/06/2022

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