La Germania ha intenzione di ridurre la sua partecipazione nel colosso bancario tedesco Commerzbank. Il governo era intervenuto con un’operazione di salvataggio dopo la grande crisi del 2008 ma ora, ha dichiarato, l’istituto di credito è di nuovo stabile. “La situazione economica della banca è migliorata costantemente dal 2021. Il governo federale sta rispondendo a questo sviluppo positivo riducendo la sua partecipazione in Commerzbank e iniziando l’uscita”, ha affermato Eva Grunwald, l’amministratrice delegata dell’Agenzia finanziaria che gestisce le attività del mercato dei capitali del governo.
In effetti, Commerzbank dopo il salvataggio è stata sottoposta a una profonda ristrutturazione, con la vendita di molte attività, un taglio drastico del personale e la chiusura di molte filiali. Gli sforzi sono stati premiati con il ritorno dei profitti e con il più grande utile annuale dell’ultimo quindicennio, nel 2023. A quest’ultima performance ha contribuito notevolmente la serie di aumenti dei tassi di interesse della Banca centrale europea, a partire dalla seconda metà del 2022, che ha fatto aumentare la redditività del core business di Commerzbank.
Attualmente lo Stato detiene, attraverso il suo fondo di salvataggio bancario nazionale, una quota nella banca del 16,5% che vale, ai prezzi di mercoledì 4 settembre, circa 2,6 miliardi di euro. Con tale quota è il maggiore azionista, davanti a BlackRock che possiede un pacchetto di circa il 7%. Al momento non quando, come e quante azioni venderà il governo. Tutto dipenderà dal contesto di mercato, ha suggerito un portavoce dell’agenzia. Finora Berlino ha aspettato che i prezzi delle azioni salissero per ottenere il massimo ricavo possibile, ma il suo investimento è ancora in perdita. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, è probabile che inizialmente si punti a una cessione del 3%-5% dell’azienda di credito, magari già da questo mese, per incrementare le dismissioni in seguito.
Commerzbank: chi subentrerà nel capitale?
Nel biennio 2008-2009, Commerzbank ha ricevuto aiuti finanziari per 18,2 miliardi di euro, dei quali 13,2 miliardi sono stati rimborsati. La Germania non è l’unico Stato in Europa alle prese con l’uscita dal capitale delle banche partecipate. Il governo italiano sta defilandosi a tappe da Banca Monte dei Paschi di Siena dopo molteplici interventi negli anni passati per salvare l’istituto senese dalla bancarotta. Altri casi hanno riguardato Olanda e Gran Bretagna con, rispettivamente, Amro Bank NV e NatWest Group Plc.
Il punto è ora capire chi potrebbe prendere il posto del Tesoro tedesco nel capitale sociale del secondo istituto di credito del Paese. Il vicepresidente e direttore finanziario di Commerzbank Bettina Orlopp, sottolineando che il governo rimarrà nel Consiglio di sorveglianza della banca, ha detto che l’interesse per le azioni dell’istituto è molto forte, dato l’andamento del prezzo negli ultimi tempi. Tuttavia, ha precisato, “qualsiasi potenziale anchor investor dovrebbe parlare prima con il Ministero delle finanze”. In questo contesto, “una serie di banche d’investimento si metteranno in fila per offrire consulenza al governo tedesco sull’accordo”, ha aggiunto.
Già lo scorso anno l’amministratore delegato Manfred Knof aveva preso contatti con fondi statali di Asia e Medio Oriente per saggiare il loro interesse a un eventuale acquisto di partecipazioni, con la banca che aveva discusso internamente tutte le implicazioni relative alla vendita della partecipazione dello Stato. Ancora comunque non si sa nulla sui possibili ingressi, ma è incoraggiante quanto affermato dal viceministro delle Finanze tedesco Florian Toncar. “Commerzbank è di nuovo un’istituzione stabile e redditizia. Il governo federale venderà passo dopo passo le sue azioni nell’istituto”.









