Il Consiglio direttivo della Bce ha raccolto una serie di raccomandazioni destinate alla Commissione europea per la riforma della semplificazione bancaria, il processo strategico che punta a integrare i diversi meccanismi di regolamentazione, vigilanza e rendicontazione e a ridurre la complessità operativa e burocratica dell’intero settore in Europa. La modifica, prevista per il 2026, ha attivato la task force ad alto livello di Francoforte, che ha elaborato proposte concrete per l’esecutivo di Bruxelles.
Le raccomandazioni interessano tre ambiti specifici: il quadro regolamentare, l’assetto di vigilanza e il quadro di riferimento per le segnalazioni. Guidata da Luis de Guindos, il vicepresidente della Bce, e composta da Madis Müller, Olli Rehn, François Villeroy de Galhau, Joachim Nagel, Fabio Panetta e Sharon Donnery, la task force specifica che le proposte “preservano l’attuale capacità di tenuta del settore bancario europeo, sostengono la cooperazione internazionale attraverso il rispetto degli standard a livello mondiale e invocano la piena, tempestiva e fedele attuazione dei principi di Basilea 3 in tutte le giurisdizioni”.
In questo articolo:
- Il framework del Consiglio direttivo Bce sulla semplificazione bancaria
- Dal rinnovato Tier 1 Capital alla cabina di regia europea
Il framework del Consiglio direttivo Bce sulla semplificazione bancaria
Introdotto dopo la crisi del 2008 e redatto dal Comitato di Basilea sulla supervisione bancaria (Bcbs), Basilea 3 è il più importante quadro regolamentare delle banche mondiali. Il modello, evoluzione del Basilea 2 del 2004, vuole rafforzare la solidità, la liquidità e la gestione dei rischi degli istituti, introducendo requisiti patrimoniali più stringenti (inclusi i buffer aggiuntivi), indici di liquidità (Lcr, il Liquidity coverage ratio; l’Nsfr, il Net stable funding ratio) e limiti alla leva finanziaria. Inoltre, grazie al rafforzamento del terzo pilastro, intende aumentare la trasparenza garantendo una maggiore disciplina e comparabilità tra banche.
Basilea 3 è al centro delle raccomandazioni della task force istituita dal Consiglio direttivo, per la quale “tutte le giurisdizioni dovrebbero assicurarne la piena, tempestiva e fedele attuazione”. Per promuovere l’armonizzazione e l’integrazione finanziaria in Europa, “mantenendo al contempo la capacità di resistenza del sistema bancario europeo e garantendo che le autorità microprudenziali, macroprudenziali e di risoluzione continuino a raggiungere efficacemente i propri obiettivi”, il framework parte dalla “riduzione del numero di elementi inclusi nel quadro relativo al coefficiente di leva finanziaria e alle attività ponderate per il rischio”.
Alle banche viene richiesto di semplificare la struttura dei loro requisiti patrimoniali e dei buffer di capitale, ovvero le riserve extra che devono essere detenute per assorbire eventuali shock e perdite in periodi di stress. La riforma della struttura progressiva del capitale passa per due modifiche: l’accorpamento degli attuali livelli di buffer di capitale in una riserva non rilasciabile e in una riserva rilasciabile che le autorità possono ridurre nei periodi di crisi; il taglio del quadro del coefficiente di leva finanziaria da quattro a due elementi: un requisito minimo del 3% e un buffer unico, che potrebbe essere azzerato per le banche più piccole.
Dal rinnovato Tier 1 Capital alla cabina di regia europea
Tra le raccomandazioni del Consiglio direttivo della Bce ci sono l’introduzione di un regime prudenziale significativamente semplificato per le banche di minori dimensioni, a partire dall’attuale regime dell’Unione europea, e lo stimolo ad aumentare la capacità del capitale di classe 1 (o Tier 1 Capital), il nucleo fondamentale del capitale di una banca, la sua risorsa più solida composta dal capitale di azionisti, utili non distribuiti, plusvalori e riserve accumulate. In questo modo, il Tier 1 Capital aggiornato permetterebbe di assorbire le perdite in condizioni di normale operatività. In caso di dissesto bancario, il Consiglio raccomanda “un maggiore allineamento fra i requisiti di risoluzione cui sono soggetti tutti gli intermediari e i requisiti previsti per le banche di rilevanza sistemica a livello globale”.
La novità dal respiro politico più ampio è l’introduzione di un meccanismo di governance europeo che adotti “una visione olistica del livello complessivo di capitale”. L’indicazione è quella di “trasformare le norme bancarie dell’Ue da direttive a regolamenti direttamente applicabili” e di “completare il corpus unico di norme e armonizzare la normativa in materia di autorizzazioni bancarie, governance e operazioni con parti correlate, ottenendo in tal modo una riduzione della complessità”. Le autorità di vigilanza avrebbero garantita una maggiore flessibilità e il Forum macroprudenziale un ampliamento del suo ruolo.
La quarta e ultima raccomandazione della task force spinge per il completamento dell’Unione del risparmio e degli investimenti e dell’Unione bancaria, “al fine di promuovere l’integrazione transfrontaliera e conseguire una maggiore efficienza nei mercati dei capitali”. Nel caso delle segnalazioni, infine, il Consiglio direttivo propone una maggiore condivisione dei dati da parte delle autorità europee che permetterebbe alle banche di “effettuare le segnalazioni una sola volta, creando in tal modo un sistema segnaletico a fini statistici, prudenziali e di risoluzione pienamente integrato a livello europeo”. La Bce presenterà tutte queste proposte alla Commissione, pronta ad elaborare una relazione definitiva sulla situazione complessiva del sistema bancario da pubblicare nel 2026.









