CONSUMATORI: L’OTTIMISMO DELL’ITALIA, IL PESSIMISMO DEI TEDESCHI

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Cresce l’ottimismo dei consumatori italiani. Scende quello dei tedeschi. Sorprendono, in generale, gli umori nell’Eurozona, per quella che, va ricordato, è una rilevazione antecedente alle elezioni che si sono appena concluse. Partiamo proprio da qui. L’indicatore del clima economico per l’Area Euro, nel mese di maggio, è salito a 105,1, da 103,9 del mese precedente, rivisto al ribasso, e ha superato le aspettative di mercato che si erano attestate a quota 104. Si tratta del primo aumento in undici mesi, frutto di un sentimento migliorato sia tra i produttori (-2,9 contro il -4,3 ad aprile), sia tra i consumatori (da -7,3 a -6,5) sia tra i fornitori di servizi, cresciuti a 12,2 rispetto all’11,8 precedente. Poco ottimista, al contrario, è la categoria dei rivenditori (-1,2 vs -1,1) e quella dei costruttori (4,1 vs 6,5).

La media dell’indice della fiducia per il clima economico nell’Area Euro è stata di 100,80 dal 1985 al 2019, raggiungendo il massimo storico di 118,10 nel maggio del 2000 e il minimo storico di 68,30 del marzo 2009.

Buone notizie anche per il morale dei consumatori del nostro paese: il livello è pari a 111,8 nel maggio del 2019, 1,2 punti in più rispetto al 110,6 del mese precedente, ma soprattutto ben al di sopra delle aspettative di mercato, che riportavano 110. È il valore più alto dal mese di febbraio, complice il sentimento delle famiglie che è migliorato su tutte le componenti principali: quello economico (125,9, da 122,8 di aprile), personale (107,4 da 105,9); fiducia nel presente (109,6 da 106,9) e nel futuro (115,8 da 115,6).

La media dell’indice in Italia ha raggiunto 104,33 punti dal 1982 al 2019. Il suo massimo storico è di 121,23 punti nel novembre 1988. Il minimo storico invece è 82,40 e risale a sei anni fa:  gennaio del 2013.

A sorpresa, e in controtedenza, scende invece l’indicatore di fiducia dei consumatori GfK per la Germania: 10,1 punti verso giugno, dal 10,2 rivisto al ribasso nel mese precedente, ma soprattutto deludendo le attese di mercato, che avevano stimato  un punteggio pari a 10,4. Si tratta della lettura più debole degli ultimi due anni. Per trovare un dato peggiore bisogna tornare indietro a maggio 2017. A incidere, sicuramente c’è la recente decisione da parte del governo di rivedere al ribasso le previsioni di crescita del Pil del 2019 a +0,5% a causa del clima di incertezza dell’economia globale. Il sottoindice delle aspettative economiche è sceso di 1,7 punti, peggiorando l’1,3 precedente. Anche la disponibilità all’acquisto dei consumatori è scesa di 2,6 punti, attestandosi a quota 50,5. Sale invece l’aspettativa di reddito: 57,7.  L’aumento è di 0,9 punti.

La fiducia dei consumatori in Germania è stata in media di 6,29 punti indice dal 2001 al 2019, raggiungendo il massimo storico di 16,80 punti indice nel marzo del 2001 e il minimo storico di -3,50 punti indice nel marzo 2003.

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Redazione

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