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COP27: 3 temi chiave di cui si parlerà alla conferenza

COP27: 3 temi chiave di cui si parlerà alla conferenza

Domenica 6 novembre inizia la COP27, la conferenza mondiale sul clima che raduna i maggiori rappresentanti dei Paesi che collaborano per affrontare la questione del cambiamento climatico. Le discussioni dureranno due settimane e termineranno venerdì 18 novembre. Quest’anno il Paese che ospita l’evento è Sharm el-Sheikh, località in Egitto, che succede a Glasgow, dove si è tenuta la COP26 lo scorso anno.

In questo lasso di tempo sono successe tantissime cose e le prospettive sono inevitabilmente cambiate. La crisi energetica che ha colpito tutto il mondo, in maniera particolare l’Europa, ha determinato una riproposizione delle forme di energia che si accingevano a essere sradicate nel tempo. Persino il carbone, la risorsa più inquinante tra quelle utilizzate, è stato riammesso a pieno titolo in diverse Nazioni.

Il percorso verso un’energia completamente green giocoforza sarà quantomeno rallentato, perché le sfide che il mondo oggi deve affrontare riguardano quelle di un fabbisogno energetico che riveste pari importanza di quella sui danni causati dal cambiamento climatico. Di carne al fuoco, quindi, ce n’è molta. Vediamo allora quali saranno i principali temi su cui si concentrerà la discussione in queste due settimane.

 

COP27: i finanziamenti

Lo scorso anno la COP26 si è conclusa con il proposito di mettere a disposizione dei fondi per i Paesi in via di sviluppo che sono stati danneggiati dai disastri climatici e che hanno subito perdite dalla politica orientata alle basse emissioni. Le discussioni potrebbero farsi accese, perché tali Paesi chiedono ulteriori finanziamenti, ma quelli più sviluppati sono per il momento riluttanti. Nel 2022 la promessa di erogare 100 miliardi in prestiti per combattere il cambiamento climatico non è stata mantenuta, secondo Wai-Shin Chan, Head del Centre Excellence di HSBC. Pertanto, ora i Paesi in via di sviluppo chiedono maggiori garanzie.

A giudizio di John Ploeg, Co-Head of ESG Research di PGIM Fixed Income, solo la Danimarca sarebbe d’accordo a risarcire le Nazioni a più alte emissioni, mentre gli altri temono che ciò possa contrastare i progressi fatti su altre iniziative fondamentali. Secondo Eva Cairns, Head of Sustainability Insights & Climate Strategy di Abrdn, “la COP27 dovrà affrontare il tema della giustizia climatica, un altro fallimento della COP26. Le nazioni sviluppate devono fornire i finanziamenti climatici necessari e promessi per la mitigazione del clima, l’adattamento, nonché le perdite e i danni per i Paesi in via di sviluppo più vulnerabili”.

 

La transizione energetica

Anche se l’aumento dei costi energetici ha reso necessario ancora reperire combustibili fossili nel breve periodo, l’importanza delle energie rinnovabili nel lungo termine è rimasta immutata. Per questo, il tema sarà ancora caldo nelle discussioni che verranno fatte, con gli investitori e le imprese che presteranno molta attenzione ai segnali che arrivano dalla velocità con cui verranno intraprese le azioni. In questo contesto, le emissioni di carbonio nel 2022 sono sicuramente cresciute rispetto allo scorso anno e potrebbero anche rimanere elevate per un certo periodo di tempo, alla luce del fatto che in particolare in Europa si è tornati a utilizzare una risorsa come il carbone in grande quantità.

Il Vecchio Continente è un aspetto chiave, perché i piani per un grande cambiamento verso le energie rinnovabili è molto ambizioso, ma deve fare i conti con molti problemi che riguardano la catena di approvvigionamento e le capacità infrastrutturali. Ploeg afferma che “in un classico do ut des, la REPower EU include anche disposizioni che condizionano i contratti di locazione federali per le energie rinnovabili all’offerta da parte del Governo di nuovi contratti di locazione per progetti relativi ai combustibili fossili”.

 

COP27: i progressi

I progressi che si fanno in tema di cambiamento climatico devono essere costantemente monitorati, sebbene altre esigenze facciano correre il rischio di passare in secondo piano. Wai-Shin Chan sottolinea come lo scorso anno a Glasgow si siano dovute affrontare aspetti cruciali in quanto si veniva da un 2020 disastroso. L’esperto rileva che quest’anno la conferenza è meno pressante ma “è ancora necessario fare progressi per attuare la decisione presa durante il COP26”. Chan aggiunge che l’anno prossimo si terrà il Global Stocktake, che misurerà i progressi dopo l’Accordo di Parigi. In questo quadro l’Egitto, che ospita l’evento, ha affermato che il successo della COP27 è necessario per compiere “progressi trasversali su tutte le tematiche che riguardano il clima in modo equilibrato ed equo”.

 

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