CORONAVIRUS: CONTAGI CROLLATI MA C’E’ SPINTA VERSO I BENI RIFUGIO. PERCHE’?

Coronavirus, il numero dei nuovi casi è crollato: 349 contagi in Cina: il giorno prima erano stati quasi sei volte di più. Ancora in su i prezzi dell’oro, vicini ai massimi da 7 anni. Cambio Euro/Dollaro: quo vadis?

Non è facile associare la parola Coronavirus all’espressione buone notizie, ma possiamo provarci. Nonostante i timori generalizzati su quelle che potrebbero essere le conseguenze della pandemia, sia in termini prettamente sanitari sia economici, sono crollati a 349 i nuovi casi di contagio in Cina, il minimo dalla fine di gennaio. Il giorno precedente erano stati 1749. E per la prima volta il numero dei guariti ha superato quello delle vittime, il che, sebbene in piccola parte, riaccende un po’ di speranza. Come mai questo crollo? Lo ha spiegato bene la Commissione Sanitaria nazionale cinese, sottolineando come in parte sia legato alla nuova modifica dei criteri diagnostici nella provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia: prima venivano considerati tutti i casi di pazienti con polmonite anche se non positivi al test del Coronavirus.

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Il focolaio del virus cinese sulla Diamond Princess ha però causato le prime vittime: sono due anziani cittadini giapponesi, un uomo di 87 anni e una donna di 84 con patologie preesistenti, e in generale, sugli oltre 620 passeggeri risultati positivi al test e portati in ospedale, tra cui c’è anche un italiano di 73 anni, sono 29 a risultare al momento in condizioni gravi. Intanto continua lo sbarco dei passeggeri che non hanno riportato il contagio: i 30 italiani rientreranno oggi mentre resterà a bordo il comandante della nave, con 4 connazionali dell’equipaggio.

I mercati finanziari cercano di resistere al Coronavirus ma…?

Nonostante i numeri in calo e nonostante i nuovi record messi a segno da Wall Street nella seduta di ieri, le Borse Europee tentennano nelle contrattazioni odierne, e rimangono interlocutorie proprio per l’incertezza che permane sulle conseguenze del virus cinese. Già nei giorni scorsi le principali agenzie di rating hanno tagliato le stime di crescita della Cina, stime peraltro ancora provvisorie; mentre in generale, invece, si rendono più evidenti gli effetti sulla street economy, l’economia reale: l’impatto è sempre più potente in Cina. Dopo le compagnie aeree, sono i big della tecnologia come Huawei a essere colpiti dalla crisi: si è registrato un calo del 50-60% nelle vendite di smartphone durante il Festival di primavera cinese.

 

Come stanno le commodities

A subire gli effetti della pandemia, ca va sans dire, le materie prime. Il bene rifugio per eccellenza, l’oro, vola a 1.600 dollari l’oncia, vicino ai massimi di 1.611 dollari toccati a gennaio sull’onda delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

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Grafico Oro by TradingView

 

In rally anche il palladio a 2.700 dollari l’oncia. Con il segno più anche le quotazioni del petrolio, che in questo caso sottolineano invece la maggiore tranquillità rispetto le aspettative di consumo: il Brent è in rialzo per il settimo giorno consecutivo. Sulle quotazioni influisce anche la riduzione dell’offerta da parte del Venezuela dopo la decisione Usa di tagliare più greggio venezuelano dal mercato e la produzione libica calata al minimo da vari anni con nuovi scontri nel porto di Tripoli.

 

Cambio Euro/Dollaro: quo vadis?

Il cambio EUR/USD continua a scambiare al ribasso con portandosi sotto 1,08, il tutto dopo aver toccato massimi di 1,12 all’inizio di gennaio. Colpa del Coronavirus? E’ presto detto: in parte sì! Perché l’emergenza sanitaria attuale e quella economica futura hanno spinto gli investitori a preferire gli asset considerati più solidi, come l’oro, già segnalato precedentemente, e appunto il dollaro. Il biglietto verde prosegue il suo rialzo contro le altre divise e si accentua invece la debolezza dello yen (notoriamente altro bene rifugio popolare).

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Grafico EUR/USD by TradingView