La Cina sta accelerando sui sistemi di telecomunicazione satellitare. Spacesail, la startup di Ssst (Shanghai Spacecom Satellite Technology) sostenuta dal governo municipale di Shanghai e dall’Accademia cinese delle scienze, ha aperto un nuovo round di finanziamenti per ampliare la costruzione di Qianfan (mille vele, in mandarino), la costellazione cinese di satelliti pronta a sfidare Starlink di Elon Musk. La raccolta fondi porterà a una partecipazione azionaria pubblica complessiva non superiore al 20% e all’ingresso di tre nuovi soci nel capitale.
I piani cinesi per l’economia dello spazio e la connettività satellitare globale sono sempre più articolati e complessi. Spacesail vuole realizzare la più grande infrastruttura satellitare al mondo e fornire un servizio sicuro, affidabile e conveniente di connessione internet a banda larga ad alta velocità e bassa latenza, disponibile per imprese ed istituzioni in ogni parte del mondo. Nel mirino non ci sono soltanto le telecomunicazioni, ma anche settori strategici come la sicurezza spaziale, la gestione delle emergenze, i trasporti intelligenti e l’Iot.
In questo articolo:
- Cos’è Spacesail, la risposta cinese a Starlink
- La centralità dell’accordo con il Brasile
- Il sostegno governativo e l’applicazione commerciale
- La sfida aperta a Elon Musk e agli Stati Uniti
Cos’è Spacesail, la risposta cinese a Starlink
Shanghai Spacesail Technologies è la startup dietro il programma cinese per mettere a punto una costellazione satellitare in orbita terrestre bassa (Leo, Low Earth Orbit) in grado di offrire una potente connettività a banda larga. Lo spin-off di Ssst è l’operatore che si pone a tutti gli effetti come il principale concorrente emergente di Starlink, il servizio di internet satellitare sviluppato da Elon Musk attraverso SpaceX. Principale provider di lancio al mondo, Starlink domina il mercato globale del settore con oltre 10.000 satelliti attivi in orbita.
Attualmente la rete cinese conta 200 satelliti, ma punta a sfruttare gli spazi di mercato lasciati da Starlink, alle prese con i contrasti con diverse autorità di regolamentazione nazionali, alcuni problemi legati alla qualità del servizio, l’aumento dei prezzi e il rallentamento nella crescita degli abbonamenti. La strategia di Spacesail, presieduta dal professor Jason Zheng, è ambiziosa: il suo progetto conta di arrivare a 1.300 satelliti operativi in orbita entro il 2027 e di superare le 15.000 unità entro il 2030.
I satelliti di Spacesail operano ad altitudini che vanno da 160 a 2.000 chilometri sopra la superficie terrestre. Il piano di crescita per Qianfan non passerà per il mercato consumer, almeno per il momento. L’offerta si rivolge soprattutto ad operatori di rete e virtuali, istituzioni pubbliche e imprese degli oltre 140 paesi in Asia, Africa, Europa e America Latina coinvolti nella Nuova Via della Seta. I primi accordi sono stati firmati con partner commerciali in Brasile, Kazakistan, Malesia e Thailandia. Dopo l’intesa con la malese Measat, il partenariato brasiliano assume un’importanza strategica cruciale.
La centralità dell’accordo con il Brasile
Secondo quanto riferito da fonti governative, Spacesail sta negoziando accordi con decine di paesi per l’espansione della sua rete. Quello chiuso con l’azienda statale brasiliana Telebras è particolarmente significativo perché ha ricevuto l’approvazione dell’Anatel, l’autorità responsabile della regolamentazione del mercato e della certificazione dei prodotti di telecomunicazione: il Brasile è diventata la prima nazione dell’America Latina ad aprire il proprio mercato al network satellitare cinese.
L’accordo con Telebras prevede la fornitura di internet a banda larga (in grado di supportare videochiamate, streaming e molto altro) alle regioni remote del Brasile, con particolare attenzione a scuole e ospedali, alle zone interne e all’Amazzonia. L’iniziativa sostiene le politiche pubbliche brasiliane di inclusione digitale, migliorando la connettività in aree isolate all’interno del paese e garantendo la concorrenza e la sovranità digitale.
Il sostegno governativo e l’applicazione commerciale
Nel suo primo round di finanziamento, Spacesail ha ricevuto 6,7 miliardi di yuan (943 milioni di dollari) dal governo municipale di Shanghai, superando quota 7 miliardi di raccolta nel corso del 2024. Interamente finanziata da Pechino, la startup è cresciuta con investimenti limitati di società e organizzazioni con sede in Cina, ad esclusione di Hong Kong e Macao. Tra queste spiccano i fondi di investimento Casstar, Shanghai Alliance Investment, Guosheng Capital e Hengxu Capital.
Stando ai dati diffusi dalla piattaforma Qichacha, Spacesail contava 343 dipendenti nel 2024, anno degli ultimi dati disponibili. L’agenzia per il lavoro Jobui sostiene che l’azienda ha poi ampliato il personale assumendo 224 nuovi dipendenti, con un aumento significativo rispetto all’anno precedente. Ad oggi, il profilo LinkedIn della startup riporta la sede principale a Rafael Sky City e una dimensione aziendale tra 201 e 500 dipendenti.
I primi satelliti di Qianfan sono stati lanciati nell’agosto 2024. Dopo il dodicesimo e ultimo lancio in ordine di tempo, avvenuto nel giugno 2026, Spacesail ha 200 satelliti pronti per avviare la sua prima applicazione commerciale: il tracciamento delle imbarcazioni in mare in tempo reale. Il traguardo di Ssst è avviare servizi commerciali più ampi entro la fine dell’anno, quando prevede di avere 648 satelliti attivi in orbita.
La sfida aperta a Elon Musk e agli Stati Uniti
Starlink è leader assoluto nel settore della tecnologia satellitare con oltre 12 milioni di utenti attivi in 160 paesi e territori. La società statunitense, presente e operativa in Italia con servizi su tutto il territorio nazionale, ha intenzione di allargare la rete fino a 42.000 satelliti grazie ai suoi lanci frequenti e a basso costo. Spacesail è molto indietro rispetto a questi numeri, ma confida su un piano industriale determinato a trasformare l’orbita bassa in un fronte aperto della competizione economica, tecnologica e geopolitica tra Cina e Stati Uniti.
Spacesail sta discutendo accordi commerciali con trenta paesi diversi per lanciare il suo servizio, presentandosi come un’alternativa solida e affidabile a Starlink. Alla fine del 2025, ha chiuso una partnership con Airbus per diventare l’opzione wi-fi a bordo degli aerei del costruttore europeo. La connessione dell’azienda cinese entrerà a far parte di Hbcplus, la soluzione avanzata di connettività in volo sviluppata da Airbus.
La sfida è destinata ad intensificarsi rapidamente, anche sul fronte interno. Spacesail deve vedersela con la rivale nazionale China Satnet, altro progetto statale di China Satellite Network Group (Csng) che sta costruendo una costellazione di satelliti di dimensioni simili, chiamata Guowang (rete nazionale, in mandarino). La concorrenza di Satnet, tuttavia, si concentra sulle telecomunicazioni interne e sulla sicurezza nazionale, un fronte su cui Spacesail non sembra volersi muovere.









