Cosa fa RobCo, la startup di robot modulari su cui puntano Exor e Friedkin

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C’è una fetta importante di calcio italiano dietro l’ultimo round di finanziamento di RobCo, la startup tedesca che vuole portare i robot modulari e l’Ai fisica nell’industria manifatturiera. Il round di Serie C annunciato dall’azienda bavarese, che ha raccolto 100 milioni di dollari, è guidato da Lightspeed Venture Partners e Lingotto, veicolo controllato da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che detiene la maggioranza di Juventus, Ferrari e Stellantis.

Al finanziamento hanno partecipato Sequoia Capital, Greenfield Partners, Kindred Capital, Leitmotif e The Friedkin Group, la holding di investimento con interessi nell’automotive, nell’hotellerie di lusso e nel calcio professionistico controllata da Dan Friedkin, il proprietario di Roma ed Everton. Ma perché l’ultima dinastia del capitalismo familiare italiano e il patron statunitense del club giallorosso hanno deciso di puntare su una giovane impresa di nicchia nata come spin-off accademico?

 

In questo articolo:

 

  • Cosa fa RobCo, la startup di robotica modulare per le Pmi
  • Come funzionano i robot e chi sono i clienti dell’azienda
  • L’Ai fisica e la nuova frontiera della robotica sfondano negli Stati Uniti
  • Quanto vale la giovane società tedesca dopo il round di Serie C

 

Cosa fa RobCo, la startup di robotica modulare per le Pmi

Dopo anni di esternalizzazione e delocalizzazione della produzione in nazioni con manodopera a basso costo, gli Stati Uniti e l’Unione europea vogliono riportare parte di quel lavoro all’interno dei propri confini. RobCo è un’azienda che contribuisce a questo cambiamento con una soluzione di robotica modulare, ovvero una serie di dispositivi formati da diverse unità e allenati dall’Ia per svolgere compiti specifici negli stabilimenti produttivi e adattarsi in tempo reale agli input ambientali.

Fondata nel 2020 dall’amministratore delegato Roman Hölzl con Paul Maroldt e Constantin Dresel all’interno della Tum, l’Università tecnica di Monaco, la startup si rivolge in particolare alle Pmi, sviluppando un’unica piattaforma full-stack composta da un kit hardware di robot modulari a basso costo e bracci configurabili e da una suite software per l’addestramento e la gestione delle macchine. Il modello di business è robotics as a service: i clienti ordinano ciò di cui hanno bisogno e i robot non vengono acquistati, ma consegnati come servizio. In questo modo, possono essere ricondizionati e riutilizzati per altri clienti quando necessario.

Grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale, RobCo sta allargando la varietà di compiti che i robot modulari possono compiere. Capaci di cambiare autonomamente dimensione, forma e funzione, le macchine messe a punto dall’azienda si disimpegnano con rapidità e flessibilità in mansioni ripetitive e pericolose come l’asservimento automatico, la pallettizzazione, la saldatura, il dosaggio e l’erogazione di materiali fluidi e viscosi. L’obiettivo della startup tedesca è rendere l’automazione industriale sempre più accessibile, economica e adattabile.

 

Come funzionano i robot e chi sono i clienti dell’azienda

Le soluzioni end-to-end di RobCo, basate sull’intelligenza artificiale, sono semplici da implementare e gestire da remoto: le aziende che vogliono automatizzare le proprie attività manuali riducendo al minimo la complessità operativa e i rischi, non devono sostenere ingenti investimenti iniziali né avere competenze specialistiche. La startup ha per mercati di riferimento i settori automotive, manifatturiero, logistica, difesa, lavorazione del legno, alimentare e bevande.

Le macchine di RobCo apprendono nuove funzioni attraverso l’osservazione e l’autoapprendimento. La novità è proprio l’assenza di complesse operazioni manuali di programmazione. In questo modo, vengono ridotti i tempi di installazione e si facilitano gli aggiornamenti. La parte hardware è composta da robot modulari e axis robots, giunti meccanici che si compongono come i Lego; quella software dalle piattaforme RobCo Studio e RobFlow.

Tra i clienti di spicco che stanno usando le soluzioni di RobCo ci sono Bmw nell’automotive per la scansione dei veicoli sottoposti ai crash-test, DynaEnergetics nell’industria del petrolio e del gas, Fabexco nello stampaggio a iniezione e nella progettazione ingegneristica e De-vau-ge nella produzione alimentare per la pallettizzazione. Nell’ambito dei servizi e infrastrutture cloud, della connettività in fibra e del cablaggio, la startup collabora con T-Systems del gruppo Deutsche Telekom e con Rosenberger.

 

L’Ai fisica e la nuova frontiera della robotica sfondano negli Stati Uniti

La combinazione di Physical Ai e robotica modulare sta entrando sempre di più nei sistemi che operano quotidianamente nel mondo reale, specie negli Stati Uniti. Una ricerca commissionata da RobCo rivela che per colmare le lacune di manodopera, proteggere le supply chain e migliorare la qualità del lavoro, il 95% delle realtà industriali Usa in settori quali produzione, edilizia, ingegneria e sanità prevedono di introdurre nuove forme di automazione entro i prossimi tre anni. Gli incentivi federali, l’onshoring e il reshoring stanno accelerando questi piani.

Nonostante soltanto il 47% delle aziende abbia dichiarato di utilizzare attualmente la robotica, il 54% sta testando o prevede di utilizzare robot in fabbrica. La tendenza è destinata ad accelerare: il 76% delle imprese intervistate si dichiara molto propensa ad introdurre nuove soluzioni di automazione nei prossimi tre anni. Il sondaggio mostra anche una crescente accettazione del fenomeno: il 58% dei dipendenti e il 55% dei sindacati raggiunti sono favorevoli all’automazione.

 

Quanto vale la giovane società tedesca dopo il round di Serie C

Il round di finanziamento di Serie C da 100 milioni, arrivato dopo un round di Serie A da 13,8 milioni alla fine del 2022 e uno di Serie B da 42,5 milioni all’inizio del 2024, attribuisce alla società una valutazione superiore ai 500 milioni di dollari. RobCo ha dichiarato che utilizzerà i fondi raccolti per espandersi nel mercato statunitense (già ora opera a San Francisco e ad Austin) e l’ingresso di capitali provenienti da grandi nomi dell’industria automobilistica come Exor è significativo in tal senso.

Il traguardo finale è consentire alle imprese clienti di concentrarsi sulle attività chiave e sulla creazione di valore. “Con 100 milioni di dollari di finanziamenti aggiuntivi, diventeremo l’azienda leader nella robotica basata sull’intelligenza artificiale per la produzione negli Stati Uniti e in Europa – dichiara Roman Hölzl in un comunicato ufficiale –. Ciò ci consentirà di realizzare il nostro obiettivo di automatizzare l’ordinario, affinché gli esseri umani possano fare lo straordinario”.

“Il settore manifatturiero sta entrando in una nuova fase in cui l’autonomia costituirà un vantaggio decisivo – aggiunge Morgan Samet, la managing partner e co-head di Lingotto –. RobCo si distingue perché porta l’intelligenza artificiale fisica in ambienti di produzione reali, combinando un’implementazione comprovata con un percorso chiaro e graduale verso una maggiore autonomia, consentendo ai sistemi di apprendimento di supportare le persone dove è più importante in fabbrica”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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