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Credit Suisse, il principe saudita bin Salman pronto a investire, cosa fare con l’azione in Borsa

La sede del Credit Suisse in Paradeplatz a Zurigo

Il principe ereditario saudita e primo ministro del Regno Mohammad bin Salman (MbS) sarebbe pronto a investire 500 milioni di dollari nella nuova banca di investimento del Credit Suisse. E non sarebbe il solo interessato all’iniziativa del colosso bancario svizzero. Tra gli altri nomi che potrebbero investire ci sono la statunitense Atlas Merchant Capital, guidata dal banchiere Bob Diamond che contribuirebbe con un altro mezzo miliardo di dollari. La possibilità che MbS intevenga nel Credit Suisse è corroborata dall’attivismo degli arabi nell’aumento di capitale da 4 miliardi di franchi necessario a tirare fuori l’istituto dalle sabbie mobili. Il gruppo svizzero, infatti, è impegnato in una fase di rilancio grazie all’intervento dei sauditi che, tramite la Saudi National Bank, posseggono ora il 9,9% del capitale. In questo caso l’investimento riguarderebbe CS First Boston, affiliata americana di Credit Suisse.

 

Credit Suisse, le quotazioni continuano a scendere 

Il titolo Credit Suisse è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-1,27%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 2,77, per poi chiudere sul finale a 2,80 franchi.

Però qui non si tratta più di analisi tecnica, ma solo di valutare la situazione fondamentale in considerazione delle perdite e degli errori che si sono succeduti negli ultimi anni. La seconda banca elvetica, infatti, considerata come le altre un colosso sicuro e inaffondabile, è da alcuni mesi in profonda crisi con le quotazioni che continuano a scendere inesorabili. L’unico aspetto confortante deriva dal fatto che, poiché non è neppure la prima a subire queste vicissitudini, l’esperienza insegna che con il tempo ci si può risollevare con successo.

Al momento, però, bisogna guardarsi alle spalle e monitorare con attenzione il supporto presente sul livello 2,67, toccato lo scorso 1 dicembre, verso cui i corsi sembrano indirizzarsi nuovamente. Se non verrà violato, ci sono buone possibilità di assistere ad una fase di accumulazione che, lentamente, possa far rimbalzare i prezzi con obiettivo oltre l’area 3 franchi. Ma si tratta solo di un’ipotesi. Dal punto di vista operativo, pertanto, considerata la situazione particolare, è meglio astenersi completamente dall’operatività e attendere nuovi sviluppi, riaggiornando l’analisi tra alcune settimane.


L’andamento di breve termine del titolo CREDIT SUISSE

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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