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Criptovalute: ecco i grandi trend da monitorare per il 2024

In questa foto di Kjekol, presa da Envcato, una moneta Bitcoin dorata, incastonata in un server

Il 2023 è stato l’anno della riscossa delle criptovalute dopo il “crypto-winter”. Diversi fattori hanno contribuito al ritorno delle monete virtuali al centro dell’attenzione degli investitori, non solo di quelli più speculativi. Tra questi fattori anche la condanna di alcuni protagonisti negativi del mondo cripto, quali Sam Bankman-Fried. Come Ferdinando Ametrano, amministratore delegato di CheckSig, ama affermare: “Lo sceriffo è finalmente arrivato in città”. Ci è arrivato portando con sé i primi embrioni di una regolamentazione efficace di quello che era definito da molti il “Far West delle criptovalute, come la MiCA (Markets in Crypto Assets) europea che entrerà in vigore nel luglio 2024.

Il prossimo anno potrebbe essere una replica del 2023. Alcuni analisti prevedono che il Bitcoin, la criptovaluta più importante, arrivi a 100.000 euro di quotazione. Ametrano si mantiene più prudente ma ritiene che il record storico del novembre 2021 a 69.000 dollari potrebbe cadere.

“L’orizzonte 2024 si profila all’insegna di un trend rialzista nel mercato delle criptovalute. Le prospettive dei mercati sono ulteriormente alimentate dalla previsione che i tassi di interesse si abbasseranno, creando un clima favorevole agli investimenti in asset digitali” si legge nel report redatto dagli analisti di CheckSig. Per Adrian Fritz, responsabile della Ricerca di 21Share, “vista la crescita che il Bitcoin ha registrato negli ultimi 12 mesi, non si può non pensare che altri utenti vi entreranno”.

 

Le prospettive 2024, non solo halving

A sostenere la prospettiva di un buon 2024 per il mondo delle criptovalute e della loro regina, Bitcoin, non c’è solo il previsto taglio dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali. Ametrano sottolinea infatti l’arrivo dell’halving “previsto per maggio 2024”. Il processo periodico di dimezzamento del premio per i minatori che estraggono il Bitcoin alimenta aspettative positive e “sebbene dal punto di vista quantitativo l’halving sia sempre meno rilevante, storicamente è sempre coinciso con picchi significativi delle quotazioni” spiega Ametrano.

Secondo l’a.d. di CheckSig ben altro impatto avrà l’approvazione “ormai considerata imminente” degli ETF su Bitcoin spot richiesti alla SEC da importanti attori, tra i quali BlackRock e Fidelity. Un argomento che Borsa&Finanza ha seguito con attenzione in diversi articoli tra i quali “ETF Bitcoin spot: la SEC rinvia ma l’approvazione si avvicina”.

Glli ETF su Bitcoin spot aggiungeranno una nuova modalità di utilizzo e investimento, semplice e molto gradita al mercato. In generale, osserva Adrian Fritz di 21Shares “gli utilizzi del Bitcoin si sono ampliati negli ultimi anni, con soluzioni di scalabilità del network e il lancio di nuove dApp”. Sempre più spesso Bitcoin & Co. sono percepite come una asset class legittima da parte di investitori istituzionali e retail.

Gli investitori italiani, per esempio, a fine giugno detenevano sugli operatori autorizzati quasi due miliardi di euro. Il positivo andamento del secondo semestre del 2023 ha molto probabilmente incrementato questa quota. Spiega Ametrano: “Gli interventi regolatori negli Stati Uniti hanno affrontato e condannato attori fraudolenti come FTX di Sam Bankman-Fried e Binance di Changpeng Zhao. Questo contribuisce a instillare fiducia in una crescita sostenibile, immune da scandali e frodi”.

A ciò si aggiunge, nel creare un contesto di sviluppo sano e affidabile per gli investitori e gli utilizzatori di criptovalute, l’entrata in vigore della MiCA in Europa e il delinearsi di un quadro normativo e fiscale chiaro e uniforme. Su questo punto Ametrano ci tiene a sottolineare che “dal 2024 CheckSig opererà come sostituto d’imposta per le criptovalute depositate presso di noi”.

 

I grandi trend in corso nel mondo delle criptovalute

Se i fattori appena visti saranno i punti di svolta importanti del 2024, per Adrian Fritz di 21Shares ci sono alcuni importanti trend già all’opera che proseguiranno anche nei prossimi anni:

 

  • La tokenizzazione;
  • La comunicazione e l’interoperabilità tra Blockchain;
  • L’arrivo dei giganti della finanza tradizionale.

 

Il primo trend è guidato da Ethereum ma interessa anche altri asset della finanza tradizionale ed è destinato a proseguire “soprattutto se i tassi di interesse si manterranno alti. La tokenizzazione ha una portata molto ampia, che interessa non solo Ethereum, ma tutti i player attivi nello sviluppo di applicazioni per il Web3. Infatti, questa tendenza che si è venuta a creare potrebbe portare nei confini della finanza decentralizzata asset anche poco correlati tra loro come commodity e crediti privati, dando la possibilità di differenziare maggiormente, aumentando la capacità di attrarre investitori maturi e molto meno propensi a decisioni speculative e rendendo il mercato molto meno esposto a shock endogeni”.

Il secondo è caratterizzato dallo sviluppo di soluzioni “come il protocollo Cross-Chain Transfer di Circle che ha trasferito 330 milioni di dollari di USDC. La comunicazione e l’interoperabilità tra blockchain permette di aggirare delle barriere insuperabili per chi opera con soluzioni Web2, facendo significativi passi avanti nella creazione di un ecosistema davvero integrato, aumentando i flussi di liquidità, l’efficienza e un maggior numero di soluzioni per un maggior numero di utenti”

Infine, il terzo trend è ben rappresentato dalle domande di ETF su Bitcoin Spot che vedono allineati numerosi protagonisti della finanza tradizionale, a cui si aggiungono, citati da Fritz: Swift, BNP Paribas, ANZ Bank e Vodafone.

 

I principali rischi da monitorare

Riprendendo la metafora del Far West, anche se le tutele sono in crescita, il rischio di incappare in situazioni spiacevoli è ancora presente. Gli analisti di CheckSig consigliano in particolare di monitorare tre situazioni. Tether, per esempio, è la stablecoin leader e ha fatto progressi negli ultimi mesi in termini di trasparenza. Sussistono tuttavia delle preoccupazioni sulla sua solvibilità e sul rischio di lacune finanziarie.

Parallelamente è necessario monitorare gli sviluppi normativi attorno a Binance dopo la condanna per mancanze rispetto alle normative sull’antiriciclaggio che ha prodotto una perdita di quote di mercato, “L’importante – spiega il report di CheckSig – è che non emergano ammanchi importanti”.

Infine HTX Global, il cui fondatore Justin Sun presenta delle criticità di credibilità. Inoltre l’exchange detiene una percentuale significativa delle sue riserve denominata nella criptovaluta da essa stessa emessa.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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