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Criptovalute: per Bitcoin record storico scambi di opzioni, Dogecoin vola con Twitter

Criptovalute: per Bitcoin record storico scambi di opzioni, Dogecoin vola con Twitter

Gli scambi sul mercato delle opzioni su Bitcoin hanno raggiunto il massimo storico, mentre Dogecoin vola nelle negoziazioni di criptovalute. Sulla base delle contrattazioni rilevate su Deribit, uno dei principali exchange di derivati su criptovalute, il 23 marzo sono passati di mano 433.540 contratti. La cifra è esorbitante, visto che nei 12 mesi precedenti l’open interest ha oscillato tra 150.000 e 300.000 contratti. Gli investitori stanno puntando denaro più che altro sulle opzioni call, i cui scambi sono arrivati a 206.979 contratti, oltre il doppio rispetto alle opzioni put ferme a 93.857.

Questo significa che il mercato pensa che Bitcoin salirà nei prossimi mesi dai livelli attuali. La principale criptovaluta ondeggia intorno a 28.000 dollari, dopo che quest’anno ha realizzato una straordinaria performance del 69%. “Non abbiamo mai visto così tanta attività prima”, ha dichiarato Luuk Strijers, Chief Commercial Officer di Deribit. “Abbiamo raggiunto gli stessi livelli di open interest del 2021 a metà dei prezzi, il che significa che siamo raddoppiati”. A novembre del 2021 Bitcoin aveva toccato il suo massimo storico a 68.990 dollari.

 

Bitcoin: perché gli investitori stanno comprando

Ciò che sta attirando gli investitori verso Bitcoin in questo momento storico riguarda soprattutto un ambiente macroeconomico più favorevole. La Federal Reserve ha aumentato le iniezioni di liquidità per sostenere il sistema bancario in crisi, a seguito del fallimento di tre importanti banche e di un’altra moribonda. Inoltre, la Banca centrale statunitense molto probabilmente ridurrà la stretta sui tassi d’interesse per evitare scossoni a un’economia che potrebbe trovarsi sull’orlo del precipizio.

Questo per Bitcoin significa guadagnare interesse in una duplice veste: come risorsa di copertura e come attività rischiosa. Nel primo caso, il mercato potrebbe addirittura trovare rifugio nella criptovaluta, con gli altri asset provati dalla tempesta finanziaria trainata dalle banche. “Questo ha creato il mercato per alcune interessanti operazioni di valore relativo in cui il Bitcoin può ora essere utilizzato come strumento di finanziamento o di copertura”, hanno detto gli analisti della società di investimento crittografico Matrixport.

Nel secondo caso, tassi più bassi e una maggiore liquidità spingerebbero gli investitori a finanziarsi maggiormente con un onere più basso, impiegando il denaro in attività più rischiose. “L’ambiente macro per Bitcoin e altre risorse digitali sta diventando più favorevole date le grandi iniezioni di liquidità della Federal Reserve per sostenere il settore bancario”, ha affermato Leo Mizuhara, amministratore delegato della piattaforma di gestione delle risorse digitali Hashnote.

 

Occhio a Dogecoin

Nelle ultime 24 ore nel mercato delle criptovalute si è distinto Dogecoin, schizzato fino al 30% dopo che nella schermata di Twitter i pulsanti “home” si sono trasformati nel meme del cane da cui prende il nome la moneta virtuale. Tale cambiamento è sopraggiunto alcuni giorni dopo che Twitter ha modificato il suo sistema di verifica, con alcuni account che hanno visto rimossi i segni di spunta, mentre altri li hanno mantenuti con una nota che si trattava di abbonati blu o account verificati legacy. Non è la prima volta che Dogecoin salta su qualche mossa, dichiarazione o post dell’amministratore delegato di Twitter, Elon Musk. Il CEO per ora si è limitato a pubblicare una foto di un post in cui un utente lo esortava a cambiare il logo dell’uccello in un doge. “Come promesso”, è stato il tweet di Musk. Questa la dice lunga sulla grande influenza che il miliardario naturalizzato statunitense ha sulla crypto-meme.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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