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Crisi energetica: spunta la tassa sugli extra-profitti tra le proposte dell’UE

Crisi energetica: spunta la tassa sugli extra-profitti tra le proposte dell'UE

Mancano solo due giorni alla riunione a Bruxelles dei Ministri dell’Energia dei Paesi dell’UE per discutere circa le possibili soluzioni per risolvere la crisi energetica che sta investendo tutta l’Europa. Il caro bollette è al centro di tutte le argomentazioni e, all’interno dell’Unione, si sta spingendo affinché vengano imposte delle tasse sui guadagni mastodontici realizzati dalle società energetiche. I prelievi andrebbero a colpire non solo i produttori di combustibili fossili come gas e petrolio, ma anche i generatori di energia a basse emissioni di carbonio che sono stati avvantaggiati dall’esplosione dei prezzi dell’elettricità.

Con questa tassa extra si otterrebbero le risorse per aiutare le famiglie e le imprese che sono particolarmente vulnerabili in questa crisi energetica. I produttori di energia però saranno sostenuti dagli Stati membri dal punto di vista della liquidità, per evitare pericolose situazioni di margin call. A tale proposito, il Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha riferito che Bruxelles aiuterà le imprese vittime della “volatilità del mercato manipolata da Putin”, fornendo loro denaro sufficiente. La Commissione UE dovrà modificare al riguardo il quadro normativo sugli aiuti di Stato, in modo da accelerare le richieste di capitale dell’Unione per sostenere le utility, esattamente come ha fatto per altre due situazioni straordinarie quali il Covid-19 e la guerra Russia-Ucraina.

 

Crisi energetica: la Norvegia appoggerà il price cap del gas

L’argomento clou di tutta la discussione di venerdì sarà però il tetto al prezzo del gas. La Russia ha riferito che Nord Stream non riprenderà fino a quando non verranno revocate le sanzioni occidentali. Pronta è stata la risposta da parte di Von der Leyen, che ha definito tutto questo come “un gioco cinico di Putin” che contribuirà a rendere ancora più unita l’Europea. Il Commissario UE ha inoltre affermato che nel breve termine Mosca non potrà trovare nuovi clienti per il gasdotto se verranno davvero chiuse definitivamente le forniture all’Europa.

Un’apertura al price cap è stata fornita dalla Norvegia, Paese chiave in questa fase in quanto è diventato il più grande fornitore di gas in Europa, rimpiazzando proprio la Russia di Putin. Il Primo Ministro Jonas Gahr Støre, ha dichiarato che la propria Nazione non sta chiudendo le porta all’idea portata avanti dall’UE, poiché “è nel profondo interesse del Paese ridurre l’instabilità, aumentando l’affidabilità per gli alleati e partner”.

La Norvegia ha realizzato vendite record lo scorso anno con gas e petrolio, incrementate nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina. Molti critici hanno sostenuto che il Paese scandinavo dovrebbe contribuire maggiormente a sostenere l’Europa in vista di un inverno che si preannuncia essere molto complicato. Le dichiarazioni di Støre non sembrano essere perfettamente allineate però a quelle di Helge Haugane, Vicepresidente senior di Equinor, il gigante energetico di proprietà dello Stato norvegese. L’alto dirigente dell’azienda energetica ieri ha affermato di non considerare efficace un tetto ai prezzi del gas perché il mercato di questo combustibile è di portata mondiale, indicando viceversa nel razionamento l’unica strada percorribile nel breve.

Ora Equinor sta trattando con i clienti su potenziali contratti a lungo termine che potrebbero bloccare il prezzo del gas. Tuttavia, questo sarebbe inferiore al livello attuale, ma superiore a quello dell’anno scorso. I produttori di gas in realtà preferiscono contratti a lungo termine in quanto garantiscono flussi di reddito più stabili, rendendo più agevole la pianificazione degli investimenti. Negli anni però l’UE ha indirizzato verso i prezzi basati sulla Borsa di Amsterdam. In questo momento, con una volatilità schizofrenica delle quotazioni, tale soluzione sembra una scelta suicida.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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