Crollano le azioni Stellantis, quali i motivi e i prossimi target?

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È un finale di settimana shock a Piazza Affari per le azioni Stellantis che, con un crollo di oltre il 25%, si portano sui minimi di maggio 2020. A scatenare un vero e proprio panico tra gli investitori è stato il comunicato arrivato prima dell’apertura delle contrattazioni da parte del gruppo italo-francese.

Nello specifico la profonda revisione della strategia sull’elettrico, ha comportato per Stellantis oneri per quasi 22,2 miliardi di euro nel corso del secondo semestre del 2025 e una perdita netta compresa tra i 19 e i 21 miliardi di euro. Inoltre l’azienda guidata da Antonio Filosa, ha sottolineato che nel 2026 non ci sarà nessun dividendo.

Il Consiglio di amministrazione ha inoltre autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi di euro. Queste misure contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di liquidità industriale disponibile a fine esercizio.

Dinanzi a queste notizie a poco è servito un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale che si è riscontrato nel corso del secondo semestre rispetto alla prima metà dell’anno. Inoltre la società ha presentato una guidance preliminare per il 2026, con ricavi attesi in crescita a mid-single digit e un free cash flow industriale in miglioramento su base annua, Il Piano industriale sarà presentato agli investitori il prossimo 21 maggio.

 

Azioni Stellantis analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Stellantis sulla Borsa italiana.  Con volumi che a fine seduta potrebbero superare i 200 milioni, rispetto a una media giornaliera mensile di poco superiore ai 25,5 milioni, è una giornata in forte ribasso, con un calo di oltre il 25%% in area 6 euro. Il movimento odierno che va a rafforzare il trend primario al ribasso, rappresenta un vero e proprio knock-out per la struttura grafica del titolo.

Dal punto di vista operativo, il mancato recupero delle prime resistenze poste sui 6,40-6,5 euro, potrebbe favorire una continuazione delle vendite prima verso i 5.5 euro e a seguire la soglia dei 5 euro. Questo supporto rappresenta l’ultimo baluardo per evitare alle azioni di andare a rivedere i minimi degli ultimi 10 anni situati sui 4,5-4,45 euro.

Al contrario, la ripresa dei 6,40-6,45 euro potrebbe aprire le strada a un importante recupero da parte delle azioni, prima verso i 6,60-6,65 euro e a seguire la soglia dei 7 euro. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere superati dovremmo assistere a una continuazione del rimbalzo, prima verso i 7,15 euro e in seguito in direzione dei 7,45-7,50 euro, che rappresentano gli ex supporti di quella lateralità che aveva contrassegnato negli ultimi mesi il titolo. Sarà solo oltre tali aree che si avrebbe un primo segnale di allentamento della pressione ribassista, con possibili apprezzamenti fin verso l’area degli 8 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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