Crowdfunding: Banca Valsabbina compra il 9% di Opstart
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Crowdfunding: Banca Valsabbina compra il 9% di Opstart

Crowdfunding: Banca Valsabbina compra il 9% di Opstart

Banca Valsabbina entra nel mercato del crowdfunding. Con oltre 100 anni di storia alle spalle, l’istituto bresciano ha acquisito il 9% Opstart, fintech bergamasca tra i leader del settore. Con questa operazione, s

ubordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, permette alla banca di allargare il proprio raggio operativo e di indirizzare la propria strategia verso quell’universo Fintech cresciuto in modo significativo negli ultimi anni.

Oltre ad allargare la propria offerta su una nuova area di business, Banca Valsabbina prova così a dare slancio a un canale di finanziamento che permette di sostenere le esigenze di crescita delle imprese del territorio, in genere start up o PMI che necessitano di forme di finanza alternative per permetterne la nascita o l’ulteriore sviluppo. E il crowdfunding, canale alternativo per la raccolta di capitali di rischio on-line, rappresenta un tassello di rispondere concretamente alla sensibilità della banca in materia.

Nato appositamente per favorire lo sviluppo di aziende e start-up, il crowdfunding risponde perfettamente a questa esigenza di finanziamento dell’economia reale grazie anche alla vigilanza CONSOB cui sono sottoposte le piattaforme autorizzate alla raccolta. Dal lancio in Italia, sono già diverse le aziende che da start-up sono diventate società quotate in Borsa: Crowdfundme, CleanBnB e Glass to Power ne sono un esempio concreto. 

Per quanto riguarda Opstart, in attesa di capire se Banca Valsabbina crescerà ancora nel capitale o se l’ingresso odierno nella compagine dei soci sia un passo propedeutico a una quotazione, nel corso degli anni la PMI innovativa bergamasca si è evoluta e ha creato un ecosistema capace di raccogliere dal 2015 in avanti 50 milioni di euro, finanziando oltre 100 imprese e contribuendo a creare più di 300 posti di lavoro.

Il core business di Opstart è l’equity crowdfunding, ossia il collocamento di quote di capitale di rischio. Il sistema di raccolta e di alternative a disposizione degli investitori si completa con la divisione di “debt crowdfunding”, dove le imprese si finanziano tramite obbligazioni e mini-bond, e il “lending crowdfunding”, il finanziamento peer-to-peer. Accanto al portale principale, l’hub è stato così completato con il lancio di diversi siti online: Crowdlender, specializzato in prestiti digitali peer-to-peer; Crowdbond, dedicato al collocamento online di bond e minibond; Crowdre, rivolto al Real Estate Crowdfunding; Crowdlegal, segmento lanciato da poche settimane che si occuperà del finanziamento di azioni legali.

“L’ingresso di Banca Valsabbina nel nostro capitale è  un traguardo decisivo”, ha commentato Giovanpaolo Arioldi, CEO e Co-Founder di Opstart, sottolineando come l’alleanza con Banca Valsabbina nasca “dal connubio fra tradizione e innovazione”. Se con oltre 100 anni di storia l’istituto bresciano conosce il territorio, le imprese e i risparmiatori, Opstar dalla sua nascita è stata in grado di ” introdurre soluzioni nuove che rispondono concretamente alle esigenze delle piccole e medie imprese e degli investitori grazie alla nostra conoscenza del mercato finanziario tradizionale maturata sul campo in diversi anni di attività professionale”.

In un’epoca di sensibilità ai temi ESG, l’investimento in Opstart mette Banca Valsabbina in prima linea per quanto riguarda la sostenibilità. L’azienda bergamasca seleziona società a loro volta sensibili a queste tematiche, nella redazione del bilancio ESG e nell’abbattimento delle proprie emissioni di CO2 grazie alle foreste di bambù. Una sensibilità unita all’innovazione della finanza che si è dimostrata determinante per l’ingresso nel capitale di Opstart della banca bresciana.

 

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