Curva dei rendimenti invertita: cos'è e perché è importante

Curva dei rendimenti invertita: cos’è e perché è importante

Curva dei rendimenti invertita: cos'è e perché è importante

In questo periodo un argomento molto in voga negli Stati Uniti riguarda la curva dei rendimenti invertita nei titoli di Stato USA. Questo è un fenomeno che non si verifica spesso e quando accade scatta automaticamente un segnale di allarme che preannuncia un peggioramento delle condizioni economiche dell’economia. Attualmente la curva dei rendimenti dei Treasury Bond sta vivendo questa fase di inversione. Entriamo quindi nei dettagli per capire in cosa consista l’inversione della curva e quale importanza riveste per un investitore.

 

Curva dei rendimenti: 3 modi in cui si presenta

La curva dei rendimenti obbligazionari può presentarsi in tre modi. Il primo è quello di una curva crescente, ovvero dove i rendimenti dei titoli crescono a mano a mano che aumenta la scadenza. Questa delinea una condizione di normalità dell’economia, con gli investitori che chiedono un premio al rischio maggiore per il proprio capitale che verrà rimborsato più lontano nel tempo, perché tale premio include un elemento di incertezza superiore. In questo caso, l’investitore viene protetto dall’eventualità che i tassi sul mercato salgano, cosa che avviene quando l’economia è in salute. Infatti, allorché in futuro dovesse configurarsi tale aumento, il proprio investimento non sarebbe svantaggiato in termini di rendimento rispetto ai nuovi titoli emessi.

Il secondo modo consiste in una curva piatta, cioè dove i rendimenti a breve scadenza sono uguali o vicini a quelli a lunga scadenza. In tale circostanza, emergono alcuni elementi di incertezza nel mercato sulle aspettative future dei tassi d’interesse e l’economia è in bilico sulla direzione che intenderà prendere nel prossimo futuro. Il terzo modo riguarda una curva decrescente, o invertita, dove i rendimenti a breve risultano essere superiori rispetto a quelli a lunga scadenza. Questa è la situazione peggiore, perché nella gran parte dei casi preannuncia l’arrivo di una recessione.

 

Curva dei rendimenti invertita: cosa significa realmente

La curva dei rendimenti invertita, quindi, ha un significato negativo per l’economia. Se i rendimenti a breve superano quelli a lunga scadenza, vuol dire che gli investitori hanno aspettative che in futuro la Banca Centrale riduca i tassi d’interesse per rilanciare l’economia. Ciò rispecchia una situazione in cui nel breve termine il quadro è molto depresso, per cui gli investitori chiedono alti rendimenti per comprare titoli a reddito fisso. Al punto che l’economia potrà cadere in una forte contrazione e costringerà le Autorità monetarie a intervenire abbassando il costo del denaro.

In termini pratici avviene quanto segue. Un investitore con un orizzonte temporale di 10 anni potrebbe acquistare bond a 1 anno e a scadenza ripetere l’operazione per altre 9 volte. In questo caso però si esporrebbe alla riduzione dei tassi d’interesse della Banca Centrale, in un’economia depressa. Quindi, preferisce comprare obbligazioni che hanno una scadenza di 10 anni e un rendimento più alto rispetto alle aspettative che ha sui tassi. Tutto ciò determina un aumento della domanda dei titoli a lungo termine, con una crescita del prezzo e un calo dei rendimenti.

 

Curva dei rendimenti invertita: è sempre un segnale allarmante?

Nella maggior parte dei casi, la curva dei tassi invertita non presagisce nulla di buono. Negli ultimi giorni si è creata una differenza di 0,8 punti percentuali tra i rendimenti dei T-Note USA a 2 anni e i rendimenti dei T-Note USA a 10 anni. Per trovare una distanza così ampia bisogna ricorrere agli inizi degli anni ’80, quando dopo poco tempo gli Stati Uniti furono colpiti da una profonda recessione. L’economia però non è sempre una scienza esatta e spesso entrano in gioco altre variabili e sfumature che possono modificare il quadro d’insieme. Ad esempio, in questo momento l’economia americana non è depressa, essendo che gli utili aziendali resistono e la disoccupazione è molto bassa. Questo nonostante un’inflazione molto alta che ha costretto la Federal Reserve a ripetuti aumenti dei tassi d’interesse. Adesso però il carovita sta prendendo la strada della discesa, il che implica che non necessariamente dovrà arrivare una recessione anche se l’inversione della curva suggerisce diversamente. Quantomeno la contrazione economica potrebbe non manifestare effetti tellurici o addirittura potrebbe colpire di striscio, senza che qualcuno se ne accorga veramente.

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