Dark green: cos'è e cosa significa sul fronte degli investimenti
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Dark green: cos’è e cosa significa sul fronte degli investimenti

Dark green: cos'è e cosa significa sul fronte degli investimenti

Le società di gestione degli investimenti stanno gradualmente sensibilizzandosi agli aspetti che hanno a che fare con il cambiamento climatico, per questa ragione si stanno interessando al dark green. Una di queste è ad esempio Tabula Investment Management che, all’inizio di febbraio, si è resa protagonista dell’emissione dell’ETF High Yield Paris-Aligned, riconducibile a dark green, ai sensi dell’art.9 del Sustainable Finance Disclosure Regulation. Vediamo quindi di saperne di più con una guida che illustra come questi aspetti possano influire sulle scelte delle società nell’ambito degli investimenti.

 

SFDR: cos’è e come è nata

La Sustainable Finance Disclosure Regulation è un insieme di regole elaborate dall’Unione Europea, entrate in vigore il 10 marzo 2021 e che si pongono come obiettivo di trasmettere a fondi ed ETF un certo profilo di sostenibilità, attraverso la distinzione di varie categorie di prodotto che valutano gli impatti ESG nel processo d’investimento. 

Il regolamento dell’SFDR rientra in una serie più ampia di normative dell’UE volte a migliorare l’approccio con la finanza sostenibile, promuovendo gli investimenti di questo tipo in tutta la Regione. Tutto ciò in recepimento sia degli Accordi di Parigi del 2015, sia del grande progetto della Next Generation EU, messo in piedi dalla Commissione Europea, che mira a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050

 

Dark green: cos’è l’art.9 dell’SFDR

L’SFDR dà grande risalto ai fondi che hanno la massima attenzione nei confronti di criteri Enviromental, Social and Governance quando scelgono le aziende da inserire in portafoglio. Questi fondi fanno parte del gruppo dark green, sancito dall’art.9 del regolamento. I dark green sono quindi veicoli che fanno della sostenibilità un credo e che tengono ferma la convinzione che senza di essa non vi possa essere alcuna profittabilità negli investimenti, almeno nel lungo periodo. 

Tali fondi sono ben visti normalmente dagli investitori che prestano particolare attenzione a determinati aspetti legati alla green economy. L’impegno che hanno i gestori degli ETF è quello di mostrare ai propri clienti quanto i loro investimenti siano sostenibili, con dati quantitativi certi e inoppugnabili.

 

Dark green: differenze con light green e grey

I Dark Green hanno una marcata differenza nei confronti di altri 2 gruppi che sono classificati dall’SFDR. Uno è il light green, previsto dall’art.8, a cui fanno parte tutti quei fondi che promuovono obiettivi ESG e tengono in considerazione caratteristiche di sostenibilità, sebbene ciò non sia lo scopo principale dei fondi stessi. 

L’altro gruppo riguarda i fondi grey, enunciati dall’art.6, che sono i meno virtuosi dal punto di vista della sostenibilità, dal momento che possono tranquillamente includere nel paniere società che investono in settori controversi come armi, tabacco e combustibili fossili. Questi veicoli non sono ben visti dagli investitori che cercano qualcosa in più del rendimento, proprio sotto l’aspetto della sostenibilità.

 

Dark green: solo il 5% dei fondi è art.9

Una recente ricerca da parte di MainStreet Partners, società londinese specializzata in ESG Advisory e Portfolio Analytics, ha analizzato lo stato dell’utilizzo di principi ESG da parte di 160 asset manager, che comprendono 4.200 fondi e ETF e 5,6 miliardi di euro di asset gestiti. Dallo studio è emerso che solo il 5% dei fondi può considerarsi dark green, mentre il 25% fa parte della categoria light e ben il 70% appartiene all’articolo 6. 

Il criterio utilizzato dalla società nella valutazione della sostenibilità dei fondi si è basata su 3 pilastri: la società nel suo complesso e il portfolio management, la strategia green del fondo e le partecipazioni di portafoglio. A essere particolarmente deficitari in tema di sostenibilità figurano i fondi multi-asset, che tendono a essere poco integrati nei loro obiettivi d’investimento ESG e poco allineati agli obiettivi di sviluppo sostenibile come le altre categorie. 

Nell’ambito degli ESG comunque vi è una maggiore concentrazione sulle tematiche ambientali e molto meno su quelle sociali. Questo fa sperare perché la maggior parte dei fondi a tema ambientale sono classificati come art.9 e al riguardo si registrano importanti afflussi in questi ultimi tempi.

 

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Redazione

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