Davos, mercati finanziari: ecco la view dei leader mondiali per il 2025

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La 53esima edizione del World economic forum di Davos è terminata lasciandosi dietro opinioni diverse sui mercati finanziari per il 2025. Sono stati molti i leader dell’economia e della politica globali saliti sul palco al meeting che si tiene ogni anno in Svizzera. Le discussioni  sono andate dai dazi del neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all’economia traballante di Cina ed Europa, alle politiche monetarie delle Banche centrali, fino ai conflitti militari in corso.

Nel frattempo, la scorsa settimana Wall Street ha registrato l’ennesimo record storico, con l’indice S&P 500 che ha superato per la prima volta i 6.120 punti. Gli investitori stanno puntando sul fatto che la riduzione delle tasse e la deregolamentazione da parte dell’amministrazione Trump porteranno un grande beneficio alle società quotate.

 

Mercati finanziari: cosa prevedono i leader mondiali

Il 2025 sarà un anno molto sfidante per i mercati finanziari, hanno sottolineato i leader mondiali riuniti a Davos, e non tutti sono rialzisti. Ecco una carrellata di opinioni di alcuni dei big della finanza mondiale.

Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, si è detto “cautamente ottimista”, ma ha avvertito che il rendimento dei titoli di Stato USA decennali potrebbe arrivare al 5-5,5% e “sconvolgere il mercato azionario”. Inoltre, ha posto un monito sulle “nuove pressioni inflazionistiche” che potrebbero essere innescate dalla crescita. “Questo rischio non viene preso in considerazione dal mercato”, ha aggiunto.

A giudizio di Ted Pick, a.d. di Morgan Stanley, i mercati potrebbero ricevere una grossa spinta dalla forza degli utili societari nei prossimi 12-24 mesi. Inoltre, Pick considera Wall Street ancora dominata dalle grandi società tecnologiche, che sono cresciute molto ma “se si guarda alle possibilità di deregolamentazione nel settore energetico e dei servizi finanziari, i multipli non sono così costosi”.

Nicolai Tangen, a.d. del fondo sovrano Norges Bank Investment Management, ritiene che uno dei rischi dei mercati finanziari sia l’inflazione guidata dai dazi, con “le tensioni geopolitiche che sono generalmente negative per i rendimenti”. Tuttavia, ha sottolineato come l’arrivo di Trump sarà “molto positivo per molte aziende americane”.

Non è molto ottimista Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, secondo cui “i prezzi degli asset statunitensi sono un gonfiati, ai livelli attuali, del 10% o 15%”. Per questo, “sono necessari risultati aziendali abbastanza buoni per giustificare quei prezzi e avere strategie pro crescita aiuta a far sì che ciò accada”. Ci sono però “aspetti negativi dietro l’angolo che possono sorprendere”, ha aggiunto.

Sull’importanza della crescita è del medesimo avviso David Solomon, numero uno di Goldman Sachs. “Un’agenda più orientata alla crescita è la strada migliore” per i mercati finanziari, che attualmente sono “in modalità propensione al rischio sia a causa della nuova amministrazione statunitense che grazie ai progressi tecnologici”. Solomon cita l’intelligenza artificiale come elemento chiave in grado di sostenere le quotazioni, nonostante sia difficile contestare il fatto che i multipli sono elevati. “Naturalmente non sarà uno sviluppo in linea retta, ma alcune delle tecnologie che stiamo vedendo sono straordinarie”, ha detto.

Brian Moynihan, amministratore delegato di Bank of America è convinto che la preoccupazione principale per le imprese e i servizi finanziari sarà la politica normativa, piuttosto che l’inflazione. Tuttavia, prevede che il mercato salirà, anche se “non tanto quanto l’anno scorso”. Wall Street ha avuto un paio d’anni di fila di crescita molto forte, ha sottolineato, “ma veniva anche da anni molto particolari”, ha precisato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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