Wto, Via libera agli Usa per i dazi all'Ue. Crollano i mercati

DAZI CONTRO L’UE, VIA LIBERA DEL WTO AGLI USA. MERCATI GIU’

wto

Sì a sanzioni su 7,5 mld di dollari di export europeo. Dax -2,76%, oro di nuovo a 1.500 $

 

Un via libera previsto, quello concesso agli Stati Uniti da parte del Wto: sì a sanzioni su 7,5 miliardi di dollari di prodotti d’importazione dall’Europa. E anche la reazione dei mercati, preoccupati per una nuova guerra commerciale, non poteva essere diversa, con un’accelerazione al ribasso da parte delle borse europee che ha accentuato le perdite, già consistenti nella seduta di oggi, superando i due punti percentuali di rosso: il Dax è arretrato oltre la soglia psicologica dei 12.000 punti (-2,76%), Piazza Affari (-2,87%) ha rotto i supporti a quota 21.600, il Cac 40 di Parigi ha aggiornato i minimi dal 29 agosto scorso nonché maglia nera dei mercati del vecchio continente (-3,12%) e anche l’Ibex spagnolo è sprofondato oltre la soglia dei 9.000 punti (-2,77%) mentre Londra ha perso il 3,23% sui timori della proposta di Boris Johnson per una Brexit rigorosamente No Deal.


Grafico Dax by TradingView

Nel 2020 probabile una sentenza simile contro gli Usa

La World Trade Organization, ovvero l’Organizzazione Mondiale del Commercio, aveva definito illegali gli aiuti al consorzio Airbus da parte dell’Unione Europea in relazione alla disputa con Boeing, a sua volta sostenuta in modo (probabilmente) illegittimo dai sussidi degli Stati Uniti. E infatti, nei prossimi mesi è attesa una sentenza simile ma a parti invertite: sotto osservazione infatti ci sono proprio gli Usa e i loro aiuti economici nei confronti del colosso aeronautico americano.

“In caso di dazi americani, l’Ue risponderà con le stesse armi”

Da oltre dieci anni Unione Europea e Stati Uniti si scontrano sui rispettivi aiuti a Airbus e Boing. I due casi sono trattati parallelamente dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. “La mossa degli Stati Uniti di imporre sanzioni sulle importazioni sarebbe miope e controproducente e rischia di causare danni su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico” ha fatto sapere attraverso una nota la Commissione Ue. Che minaccia di rispondere per le rime, nel caso in cui Washington dovesse propender per l’introduzione di tariffe aggiuntive sui 7,5 miliardi di dollari di prodotti Ue: “Se decidessero di imporre contromisure autorizzate dal Wto spingerebbero l’Unione Europea in una situazione in cui non ci sarebbe altra scelta se non fare la stessa cosa”.

Trump deciderà entro il 13 novembre

Non resterà a guardare dunque l’Europa, la cui posizione rimane quella di chi ha tutti gli interessi ad aprire un negoziato con la Casa Bianca per trovare un compromesso favorevole per entrambe le parti, proprio in virtù del fatto che non passerà molto tempo prima che gli americani stessi saranno condannati per i loro sussidi alla Boing, sempre dal Wto. L’ultima parola ovviamente spetta a Donald Trump, il quale ha tempo fino al 13 novembre se imporre o meno tariffe sulla merce europea, in particolare su automobili, ricambi industriali ma anche prodotti agroalimentari provenienti dall’Italia. E si sa che il presidente americano, quando si parla di dazi, ha sempre dimostrato di avere il grilletto molto sensibile. Il problema è che, in caso di via libera, l’Ue si è dichiarata pronta a rispondere, come confermato anche dalla portavoce capo della Commissione europea, Mina Andreeva. Dunque, andrebbe a generarsi un’altra trade war parallela a quella tra Stati Uniti e Cina. “L’imperativo è evitare di imporci dei dazi reciprocamente. Sarebbe dannoso per le nostre economie, per il commercio mondiale e per l’industria aeronautica in generale”, ha detto Andreeva.

A rischio anche i prodotti italiani

Il premier Giuseppe Conte ha incontrato martedì il segretario di Stato americano Mike Pompeo a Palazzo Chigi dopo la visita al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre mercoledì è stata la volta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: il governo italiano è al lavoro per limitare il più possibile l’impatto delle eventuali nuove tasse sull’export Ue negli Stati Uniti autorizzate dal Wto. I dazi, come detto, coinvolgerebbero anche una cospicua quantità di prodotti agroalimentari italiani (in primis vino, formaggi e salumi).


Grafico scorte di petrolio Usa (Eia) source: tradingeconomics.com

Altre reazioni del mercato

L’oro si è subito riapprezzato, raggiungendo nuovamente la soglia dei 1.500 dollari l’oncia, recuperando quasi 50 punti in poco più di 24 ore. Anche il prezzo del petrolio è in caduta libera, ora in area 52 dollari al barile, complice l’aumento delle scorte rilevato dall’Eia nel suo report settimanale: i 3,100 milioni di barili rilevati sono superiori alle attese (1,567 milioni), al periodo precedente (2,412 milioni) e sono il valore massimo da giugno. Dato che, aggiunto a quello della variazione dell’occupazione non agricola a settembre, negativa (135mila i lavoratori assunti dalle imprese private americane, meno dei 140mila previsti e dei 157 mila rivisti al ribasso del mese di agosto), sta determinando un ritracciamento anche del dollaro, poco sopra i 99 nel suo indice di riferimento (e quindi ancora forte) e in area 1,0950 nel cambio con l’euro.


Grafico Gold by TradingView

 

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