Debito russo: tra 2 giorni sarà default, ecco perché - Borsa e Finanza

Debito russo: tra 2 giorni sarà default, ecco perché

Debito russo: tra 2 giorni sarà default, ecco perché

È iniziato il conto alla rovescia per il debito russo in scadenza domenica 26 giugno. La Russia sarà chiamata a onorare interessi sulle obbligazioni pubbliche per 100 milioni di dollari, alla fine del periodo di grazia di 30 giorni durante il quale occorre saldare gli impegni per evitare il default. Il problema grosso è che Mosca ha affermato di aver effettuato il pagamento agli obbligazionisti, ma a causa delle sanzioni non riesce ad accedere alle infrastrutture di mercato per regolare il debito all’estero.

I fondi sarebbero stati inviati al National Settlement Depository della Russia, che in genere li trasferisce a depositari internazionali di titoli come Euroclear in Belgio e Clearstream in Lussemburgo. Questi regolano le negoziazioni per i clienti. Dal momento che l’NSD risulta sanzionato dall’UE da inizio giugno, è impossibile ricevere i pagamenti da lì. La Russia ha anche enormi quantità di valuta estera grazie alle entrate derivanti dell’export di gas e petrolio, ma le misure punitive dell’Occidente hanno reso impossibile pagare gli obbligazionisti stranieri, essendo bloccato l’accesso al sistema finanziario internazionale.

 

Russia: gli effetti di un default

Cosa significa tutto questo per il debito russo? L’unica strada che in questo momento si riesce a vedere è il default, il primo dalla grande crisi russa del 1998. Il Ministro delle finanze russo Anton Siluanov ha affermato che i Governi occidentali stanno costruendo un default artificiale per il Paese, che ha cercato di aggirare le sanzioni parlando di pagamenti in rubli se non era possibile effettuare quelli in dollari. Questa settimana il Premier Vladimir Putin ha firmato un decreto con il quale viene attuato un nuovo meccanismo per consentire agli investitori di essere pagati in rubli e poi effettuare la conversione in valute estere, per quel che riguarda 400 milioni di dollari in scadenza tra ieri e oggi.

Tutte queste scappatoie sul debito russo sono però destinate a non funzionare e l’epilogo secondo molti a questo punto non potrà essere che il peggiore degli scenari, con molti creditori che ricorreranno alle vie legali per tentare di recuperare quanto gli spetta. Un default formale sarebbe denso di significato perché impedirebbe alla Russia di tornare sui mercati obbligazionari internazionali per il futuro, il che comporta che per finanziare la spesa pubblica il Governo dovrà attenersi esclusivamente ai mercati domestici e al supporto della Banca di Russia. Tuttavia, Tatiana Orlova, capo economista dei mercati emergenti presso Oxford Economics, ritiene che l’impatto per la popolazione russa sarà limitato, ma tutto questo sarà visto come un duro colpo alla credibilità del Paese.

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