La startup cinese DeepSeek ha sconvolto il mercato con il lancio del suo assistente di intelligenza artificiale generativa, in grado di competere con le piattaforme statunitensi grazie a prestazioni strabilianti, un prezzo ipercompetitivo e un consumo inferiore di dati ed energia. I benchmark confermano che DeepSeek non è lontano dal leader del settore OpenAI, ma offrendo ai consumatori un prezzo inferiore del 97%.
In aggiunta, il suo chatbot può essere utilizzato gratuitamente ed è disponibile in versione open source, mentre il costo delle API è di 0,55/2,19 dollari per input/output. Non solo: l’assistente AI cinese non ha bisogno di chip avanzati. Una caratteristica che ha fatto crollare in Borsa i titoli statunitensi ed europei del tech, compresi Nvidia e Asml.
DeepSeek: cos’è questo assistente AI
Nel settore dell’intelligenza artificiale, DeepSeek rappresenta un’autentica rivoluzione: un’AI a basso costo, open source e gratuita, accurata ed efficace. L’assistente virtuale made in China è un classico chatbot conversazionale nello stile di ChatGPT, Gemini e Copilot, in grado di comprendere e generare testi in modo naturale su una vasta gamma di argomenti. Il modello di AI generativa sul quale si basa è chiamato DeepSeek-R1: si tratta di un LLM incisivo e performante, capace di superare in accuratezza GPT-4o di OpenAI, Claude 3.5 Sonnet di Anthropic e LLaMA 3.1 di Meta.
Lanciato sul mercato il 20 gennaio con l’integrazione del modello R1 nelle versioni web e app del suo chatbot, DeepSeek è entrato subito nella Top 5 della Chatbot Arena di Berkeley (la piattaforma che valuta gli LLM con confronti anonimi e casuali) svelando le sue avanzate capacità di ragionamento, combinate con sorprendenti ricerche sul web in tempo reale.
L’innovazione più impressionante introdotta dal sistema è legata alle sue prestazioni: R1 offre un servizio gratuito e illimitato, usa meno dati e soprattutto meno risorse computazionali dei concorrenti statunitensi. Da quando è disponibile su App Store per dispositivi iOS e su Google Play per dispositivi Android, ottenendo recensioni più che positive da parte degli utenti pari a, rispettivamente, 4,6 e 4,9 su 5, l’app è finita in vetta alla classifica dei download gratuiti sugli app store in Cina, Stati Uniti, Australia, Canada, Regno Unito e Singapore.
L’AI “per tutti” di DeepSeek è alimentata da un modello con 671 miliardi di parametri e 37 miliardi di parametri tecnici attivati. L’architettura di machine learning è Mixture of Experts (MoE) e divide il modello in sottoreti separate, attivando soltanto una parte dei parametri durante l’inferenza. L’algoritmo è addestrato esclusivamente con apprendimento per rinforzo, senza il supervised fine-tuning (SFT). Utilizza invece un’ottimizzazione GRPO progettata per massimizzare le capacità di ragionamento riducendo l’impatto computazionale.
DeepSeek è in grado di aggiornare le sue informazioni in rete e di esplicitare i ragionamenti, descrivendo all’utente i diversi passaggi tramite i quali è arrivato al risultato finale. Inoltre, ha versioni ottimizzate che funzionano alla perfezione sia su computer che su smartphone e vanno da 1,5 a 70 miliardi di parametri, adattabili alle diverse capacità hardware degli utenti.
Chi c’è dietro l’intelligenza artificiale cinese
Senza dipendere in alcun modo da Big tech locali come Alibaba, Baidu e ByteDance, DeepSeek arriva dall’esperienza di High-Flyer Capital Management, una società di hedge fund quantitativo con sede a Hangzhou, fondata nel 2015 dall’imprenditore Liang Wenfeng con gli ingegneri informatici Xu Jin e Zheng Dawei.
Inizialmente High-Flyer usa l’AI per fare trading: dall’accumulo di know-how, giovani talenti, GPU e supercomputer per analizzare i dati finanziari, nasce nel 2023 la startup che dà vita agli LLM V2 e V3 e infine all’assistente R1. La strategia di DeepSeek punta tutto sull’efficienza, utilizzando per l’addestramento i chip H800 di Nvidia, processori a capacità ridotta considerati di seconda fascia e vietati dalle ultime sanzioni statunitensi.
R1 è costato poco più di 5 milioni di dollari (questa è la spesa dichiarata), appena due mesi di lavoro e due ordini di grandezza di chip in meno rispetto ai competitor. Per ovviare alle restrizioni imposte dall’amministrazione di Joe Biden all’esportazione in Cina di tecnologie chiave come i chip H100 di Nvidia, gli sviluppatori hanno aguzzato l’ingegno ottimizzando i costi di addestramento e lavorando di fino sul software, riducendo la dimensione dei campi per risparmiare memoria e personalizzando i sistemi di comunicazione fra semiconduttori. Il risultato è un assistente AI tra i migliori modelli open source in circolazione, realizzato con un decimo del potere computazionale dei rivali.
Come funziona il modello R1
Il funzionamento di DeepSeek è piuttosto semplice. Per provarlo, basta andare sul sito ufficiale, creare un account (oppure fare il login con Google) e inserire numero di telefono o indirizzo mail e password. In alcuni casi la registrazione può risultare lenta e difficoltosa perché nelle ultime ore, complice il boom sui mercati, il sito è oggetto di “attacchi malevoli su larga scala”. Il chatbot funziona sia in inglese che in italiano (ma occorre chiedergli di parlare la nostra lingua) e può essere utilizzato per rispondere a domande, scrivere testi, riassumere informazioni, tradurre lingue, generare codice di programmazione e molto altro ancora.
Nella parte sinistra della finestra di dialogo c’è la cronologia delle sessioni, nel profilo (sempre in basso a sinistra) si possono modificare le impostazioni scegliendo il tema preferito e cancellare le chat. Sotto la finestra di dialogo ci sono le opzioni DeepThink (R1), la funzionalità di deep thinking per generare risposte articolate e approfondite, e Search per le ricerche sul web come SearchGPT. L’AI è capace di leggere e analizzare il contenuto di PDF e immagini come screenshot o foto di documenti, purché siano caricati correttamente, mentre non riesce ancora a elaborare elementi grafici complessi, tabelle, file Excel, fogli di calcolo e formati simili.
Naturalmente DeepSeek è allineato con le politiche del governo cinese e non sa come rispondere a domande di storia, cultura e attualità su argomenti censurati in Cina come le proteste di piazza Tienanmen, il problema dei diritti umani in Tibet, le elezioni di Taiwan, le proteste di Hong Kong, i libri, i film e le serie televisive che includono tematiche scomode o sensibili. Diversi test hanno infatti dimostrato che conversazioni su tematiche di questo tipo finiscono in un vicolo cieco. La risposta che DeepSeek fornisce a questioni del genere è sempre la stessa: “Scusami, questa domanda è oltre il mio attuale ambito di applicazione. Parliamo di qualcos’altro”.









