Difesa: le grandi aziende europee cercano un’alternativa a Starlink

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I colossi europei della difesa stanno cercando un’alternativa al sistema satellitare Starlink di Elon Musk. La società italiana delle costruzioni aerospaziali e militari Leonardo è in trattativa da mesi per costruire un’alleanza con le francesi Airbus e Thales. L’amministratore delegato Roberto Cingolani ha dichiarato alla Cnbc che le tre compagnie stanno lavorando per verificare se sia possibile avviare “una buona sinergia, se sia conveniente dal punto di vista del mercato e, naturalmente, se sia accettabile dal punto di vista dell’antitrust”. Un potenziale accordo accenderebbe probabilmente l’attenzione delle autorità di regolamentazione ed è per questo che a inizio settimana Reuters ha parlato di colloqui delle tre società con i regolatori europei.

Le aziende della difesa sono state le principali protagoniste nei mercati azionari negli ultimi mesi. In particolare dopo che il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto un piano di spesa per il settore da 800 miliardi di euro e la Germania ha approvato la modifica costituzionale per rimuovere i limiti al deficit fiscale autoimposti dal 2009 e poter varare un programma da 1.000 miliardi di euro, in parte da destinare al riarmo. Aziende come Leonardo, Rheinmetall e Thales hanno aumentato notevolmente la loro capitalizzazione di Borsa sull’aspettativa di questi maggiori investimenti.

 

Difesa: perché l’Europa cerca un’alternativa a Starlink

Da qualche tempo si parla di un’Europa sganciata dagli Stati Uniti sul fronte della difesa. L’approccio aggressivo del presidente USA Donald Trump in tema di sostegno all’Ucraina nella guerra con la Russia ha convinto Bruxelles a correre ai ripari. Il timore è che in caso di aggressione a uno dei membri dell’Unione europea in futuro, potrebbe non esserci il pieno appoggio dell’altra sponda dell’Atlantico. “La cosa più rilevante al momento è garantire la deterrenza e la sicurezza, più del miglior prezzo per un carro armato”, ha detto Cingolani, aggiungendo che insieme ad Airbus e Thales ci sono le motivazioni per raggiungere un accordo e presentare un business plan. Sulla tempistica, il top manager ha precisato che non ci vorranno anni, ma piuttosto mesi, parlando di “tempi di emergenza”.

Cercare un’alternativa a Starlink potrebbe dare maggiore sicurezza. Il mese scorso si è vociferato che la società satellitare  francese Eutelsat potesse sostituire Starlink nella fornitura del servizio all’Ucraina. Il titolo in Borsa, infatti, nei primi 10 giorni di marzo era arrivato ad aumentare di circa 4 volte il suo valore. “Stiamo lavorando attivamente con le istituzioni europee e i partner commerciali per consentire il rapido dispiegamento di ulteriori terminali utente per le missioni e le infrastrutture critiche”, aveva dichiarato Eutelsat, “mentre i nostri servizi in orbita terrestre bassa sono già distribuiti in Ucraina e supportano le comunicazioni governative e istituzionali”. Tuttavia, Cingolani ha precisato che un’alleanza satellitare europea non è stata progettata per sfidare Musk, ma piuttosto per fornire un’opzione a quella americana. “Un monopolio tecnologico non è un bene per nessuno”, ha chiosato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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