Dividend Day: gli effetti nel medio termine dello stacco dividendi

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Il Dividend Day è uno dei giorni più attesi dagli investitori del Ftse Mib. Ventitre società su quaranta staccano la cedola e l’indice, di conseguenza, si alleggerisce dell’1,7% circa. Verrà recuperato? Ecco cosa dice la stagionalità nell’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

Oggi è il Dividend Day di Piazza Affari. Ben 23 società tra le 40 che compongono il Ftse Mib hanno staccato il dividendo. Tra saldi, acconti, trimestrali e annuali, l’ammontare delle cedole totali che in questi giorni arriverà agli investitori sarà di circa 15 miliardi di euro. Tra i comparti più remunerativi, quello finanziario e bancario. In termini di rendimenti, a guidare la classifica Mps con un ritorno superiore ai 10 punti percentuali rispetto ai valori di chiusura di venerdì scorso. Sopra il 7% anche Anima Holding, Bper Banca e Saipem.

Le quotazioni del Ftse Mib riceveranno un impatto negativo di circa 700 punti. Storicamente, lo stacco dei dividendi del terzo lunedì di maggio rappresenta una tappa importante per l’indice di riferimento di Borsa Italiana. Se i minori valori dei titoli azionari ex-cedola permettono agli investitori di entrare a prezzi più bassi, al tempo stesso la stagionalità mostra come l’incasso dei frutti dell’esercizio precedente spinga il mercato verso qualche settimana di riflessione e di studio prima di un riposizionamento.

Analizzando il comportamento del Ftse Mib a 3, 5, 7, 10, 15, 20 e 25 anni, si nota come questo atteggiamento fosse più marcato in passato. Guardando all’analisi dell’ultimo decennio si nota infatti come, dopo una velocissima fase di correzione, l’indice tenda a riprendere vigore fino alla fine del mese di maggio/prima settimana di giugno. Quella finestra appare il vero slot temporale in cui gli investitori fanno scattare le prese di beneficio. Dall’analisi della stagionalità su tutti i timeframe indicati in precedenza, il mese di giugno si è mostrato negativo per il Ftse Mib. Rispetto al passato va considerata la variabile Trump, con la stagionalità del Ftse Mib che negli ultimi mesi, e ancor più negli ultimi giorni, si è slegata dalla normale evoluzione del basket italiano.

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Redazione

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