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Dividendi giù nel terzo trimestre, ecco chi ha tagliato la cedola

Una mano solleva la tessera di un puzzle completamente bianco. al posto della tessera cè la scritta dividendi in bianco su sfondo nero

I pagamenti globali dei dividendi nel terzo trimestre sono scesi. I tagli sono stati effettuati soprattutto nei settori petroliferi e minerari a causa dell’oscillazione dei prezzi delle materie prime. L’indice dei dividendi globali di Janus Henderson registra un calo dello 0,9% delle cedole, anche se, tenendo conto delle variazioni dovute ai cambi e ai dividendi extra, c’è stato un aumento dello 0,3% .

Il calcolo della crescita complessiva viene effettuato considerando l’importo pagato in un trimestre rispetto a quello precedente. La cifra però può essere condizionata da alcune situazioni particolari, come ad esempio i pagamenti una tantum elargiti dalle aziende che realizzano profitti eccezionalmente alti o cedono alcune attività facendo cassa. Il caso più emblematico riguarda gli extra-profitti realizzati dalle compagnie energetiche a seguito dell’impennata dei prezzi di gas e petrolio lo scorso anno. Molte di queste imprese hanno incrementato le cedole. Allo stesso modo, alcuni eventi straordinari possono portare le aziende a tagliare o sospendere i pagamenti, come avvenuto nel 2020 durante il periodo pandemico che ha messo in ginocchio gran parte dell’industria a livello mondiale.

“La crescita dei dividendi delle società rimane generalmente forte in un’ampia gamma di settori e regioni, ad eccezione dei settori legati alle materie prime, come l’estrazione mineraria e la chimica”, ha affermato Ben Lofthouse, responsabile del reddito azionario globale presso l’asset manager Janus Henderson. “Tuttavia è abbastanza comune e ben compreso dagli investitori che i dividendi delle materie prime aumentano e diminuiscono con il ciclo economico”.

 

Dividendi: ecco chi ha tagliato

La contrazione dell’indice di Janus Henderson scaturisce da alcuni grossi tagli che hanno depresso il risultato complessivo. Al netto di queste sforbiciate l’indice sarebbe cresciuto del 5,3%.Tra i tagli due sono stati particolarmente importanti:

  • Petrobras: ha pagato 9,6 miliardi di dollari in meno rispetto allo scorso anno realizzando il più grande calo dei pagamenti del mondo per il secondo trimestre consecutivo. La scelta è frutto del forte calo dei prezzi del petrolio quest’anno rispetto al picco di 140 dollari al barile del 2022.
  • BHP Group: ha ridotto i pagamenti di 6,9 miliardi di dollari dopo essere stato il principale distributore di dividendi nel 2021 e nel 2022. Il calo dei prezzi delle materie prime è alla base della mossa della società mineraria. Oltre il 50% delle società minerarie ha ridotto le cedole nel 2023 e alcune hanno abbandonato la politica di innalzamento progressivo dei dividendi. Tra le società focalizzate sulle materie prime che hanno tagliato la cedola ci sono anche Rio Tinto e Fortescue Metals.

 

Ecco chi ha aumentato le cedole

Tra i virtuosi, ossia che hanno contribuito alla crescita del monte dividendi complessivo, emergono le banche. Gli istituti di credito hanno aggiunto ai pagamenti circa 5,8 miliardi di dollari, che corrisponde al 9,3% della crescita delle cedole su base annua. Hanno potuto farlo grazie  extra-profitti realizzati per effetto dell’aumento dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali.

Le banche hanno potuto aumentare la loro redditività netta da interesse, ovvero la differenza tra i tassi applicati a mutui e prestiti e quelli riconosciuti ai depositi. In tal modo hanno creato liquidità in eccesso da destinare agli azionisti. “Le banche hanno recuperato terreno dopo la pandemia. Non crescono particolarmente ma sono attori stabili” ha affermato Jane Shoemake, gestore di portafoglio clienti di Janus Henderson.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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