Dollaro Usa: marzo in grande spolvero, le banche rivedono le aspettative

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Il dollaro Usa sta per chiudere il suo mese migliore da settembre 2022. Il Dollar Index – indice che riproduce le performance del biglietto verde rispetto a un paniere delle principali valute – ha guadagnato quasi il 3% a marzo. Nel contempo, gli investitori hanno penalizzato altre divise come l’euro e lo yen giapponese.

In questo articolo:

  • Dollaro Usa: la corsa degli investitori verso un bene rifugio
  • Le aspettative del mercato

Dollaro Usa: la corsa degli investitori verso un bene rifugio

I flussi monetari verso il dollaro Usa sono stati motivati dal ruolo di bene rifugio che la moneta americana ricopre durante le fasi di tensione economica e geopolitica. La guerra in Iran ha ingenerato negli investitori il timore che l’economia globale possa andare incontro a una stagflazione, a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio e di una crisi energetica. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha messo in rilievo la dipendenza di Europa e Asia (in particolare del Giappone) dalle importazioni di petrolio e gas naturale. Gli Stati Uniti, invece, hanno rafforzato la loro posizione di maggiore produttore mondiale di greggio. Anche questo ha contribuito a sostenere la loro moneta.

“Il dollaro è salito grazie alla domanda da bene rifugio, in un contesto di indebolimento delle aspettative di crescita globale”, ha dichiarato Noah Buffam, strategist presso CIBC Capital Markets. Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, “le caratteristiche di bene rifugio del dollaro si sono rafforzate dall’inizio della guerra in Iran, quando è diventato chiaro che non si trattava di un conflitto locale con impatto limitato sui cambi”. A loro giudizio, “i rialzisti del dollaro possono contare su un’elevata avversione al rischio, anche se l’andamento dei prezzi è stato finora inferiore alle attese, coerentemente con la visione secondo cui l’imprevedibilità geopolitica degli Stati Uniti rafforza le strategie di diversificazione”.

Le aspettative del mercato

Prima dell’ultimo rimbalzo, il dollaro Usa aveva vissuto un lungo periodo di declino, soprattutto a causa delle tensioni commerciali internazionali innescate dai dazi introdotti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Molti investitori si erano allontanati da quella che è sempre stata la valuta più scambiata a livello mondiale, mettendo in discussione il ruolo del biglietto verde come divisa di riferimento. Ora i trader stanno abbandonando le loro posizioni ribassiste e detengono oltre 7 miliardi di dollari di posizioni rialziste nel mercato dei derivati, secondo quanto riportato da Bloomberg. Si tratta del livello più alto dallo scorso dicembre.

A conferma di un cambio di sentiment nei confronti del dollaro, anche alcune grandi banche di Wall Street, come JPMorgan Chase e Goldman Sachs, hanno riconsiderato la loro visione sulla valuta statunitense, che all’inizio dell’anno era negativa. Un altro aspetto importante da considerare è l’approccio della Federal Reserve. La guerra in Iran ha generato aspettative inflazionistiche e, quindi, la Banca centrale americana molto probabilmente quest’anno non taglierà più i tassi di interesse, come aveva fatto nel 2025. Anzi, potrebbe aumentarli se l’inflazione dovesse tornare a correre come nel 2022, in seguito alla guerra Russia-Ucraina. Tassi più alti significano un rendimento maggiore per la detenzione di dollari, il che spinge a una maggiore domanda per la moneta americana.

“I rischi geopolitici e i rinnovati timori inflazionistici hanno spinto gli investitori verso i beni rifugio e rafforzato i differenziali dei tassi di interesse a favore degli Stati Uniti”, ha dichiarato Nathan Thooft, senior portfolio manager presso Manulife Investment Management. Tuttavia, l’esperto sottolinea che “gran parte del premio da bene rifugio nel breve termine è ormai già scontato”, quindi “il rally potrebbe attenuarsi”. Il mercato delle opzioni indica che, per il prossimo mese, dominano ancora le prospettive rialziste, ma per i periodi successivi il posizionamento degli investitori suggerisce aspettative di un indebolimento.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari