Cosa prevedono le due nuove strategie di sviluppo per l’AI europea

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Henna Virkkunen, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea e commissaria per le tecnologie digitali e di frontiera, ha presentato all’Europarlamento le due nuove strategie per sostenere lo sviluppo di un’AI europea e raggiungere la sovranità digitale. Le iniziative si chiamano Apply AI Strategy e AI in Science Strategy e si rivolgono all’applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nei settori chiave dell’economia e all’utilizzo dell’AI nella scienza. Per sostenere queste misure, la Commissione sta mobilitando circa 1 miliardo di euro.

Approvati dal Collegio dei commissari, i due piani “rappresentano un altro chiaro passo in avanti verso la nostra visione: rendere l’Unione europea un vero continente dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Virkkunen nel suo intervento. Il pacchetto ratificato dalla Commissione parte da un dato di fatto: nell’Ue sono in costruzione 13 AI factory, arriveranno 5 gigafactory con un investimento previsto di 230 miliardi e già si contano 7.000 startup che ogni giorno si dedicano all’innovazione digitale, ma solo il 13,5% delle aziende europee utilizza attualmente soluzioni di intelligenza artificiale.

 

In questo articolo:

 

  • L’obiettivo delle due strategie per l’AI europea
  • Apply AI Strategy per 11 settori strategici
  • AI in Science Strategy per ricerca e sviluppo

 

L’obiettivo delle due strategie per l’AI europea

“Il nostro obiettivo è semplice: stimolare l’innovazione e rendere le nostre aziende più competitive in tutto il mondo”, ha sottolineato Virkkunen in merito all’Apply AI Strategy. Si prevede che le spese totali a livello globale che le imprese effettuano per acquisire e migliorare le tecnologie necessarie allo sviluppo e all’implementazione dell’intelligenza artificiale raggiungeranno i 490 miliardi di dollari nel 2026, con una proiezione che arriva a 4.000 miliardi nel 2030.

A dominare il settore, però, sono le big tech statunitensi e cinesi. Nella graduatoria delle 10 maggiori startup dell’intelligenza artificiale per valore di mercato, ci sono soltanto tre europee: la francese Mistral, la tedesca DeepL e l’italiana Domyn (la ex iGenius, il primo unicorno italiano nel settore). La valutazione di Mistral aggiornata ad ottobre 2025 è di 12 miliardi di euro, lontanissima dai 500 miliardi di dollari di OpenAI e pure dai 185 di Anthropic. Senza considerare i volumi e gli investimenti di colossi come Amd, Google, Meta, Microsoft, Nvidia, Oracle e Palantir.

 

Apply AI Strategy per 11 settori strategici

Il progetto per accelerare l’uso dell’AI nell’industria europea individua 11 settori chiave su cui intervenire: agro-alimentare, cultura, difesa, edilizia, energia, farmaceutico, mobilità, produzione industriale, pubblica amministrazione e salute. In futuro, saranno integrate la finanza, il turismo e il commercio elettronico. “Per le aziende, l’AI significa enormi progressi in termini di produttività, miglioramento delle operazioni, costi inferiori e grande innovazione; per il settore pubblico, l’AI contribuisce ad offrire servizi nuovi e migliori ai cittadini e supporta l’elaborazione di politiche basate su dati concreti”, ha spiegato Virkkunen.

L’approccio settoriale si concentra sulle specifiche esigenze delle industrie e della pubblica amministrazione, ma al momento le attuazioni pratiche sono ancora nebulose. La commissaria ha garantito “politiche mirate ed efficaci”, accennando soltanto ad alcuni esempi. Gli investimenti nella mobilità saranno focalizzati sulla diffusione delle auto a guida completamente autonoma. Nell’healthcare, verrà lanciato un network di centri di screening avanzati per accelerare le diagnosi basate sull’intelligenza artificiale negli ospedali e portare i servizi specialistici nelle aree remote.

Nel campo della robotica, la strategia vuole mettere in contatto gli sviluppatori con le industrie utilizzatrici per velocizzare “la creazione di soluzioni europee che soddisfino le esigenze del mercato”. Quanto alla pubblica amministrazione, la Commissione è al lavoro su una serie di strumenti open source per l’alfabetizzazione, la modernizzazione e l’organizzazione del settore. Per acquistare AI europea, in particolare nel pubblico, è previsto il potenziamento della rete di European Digital Innovation Hubs, gli sportelli unici che offrono supporto alle imprese, soprattutto le Pmi, e agli enti pubblici.

Gli Edih verranno trasformati in centri di esperienza per l’intelligenza artificiale, dove le aziende potranno testare e integrare soluzioni basate sull’AI e costruire competenze distintive. Gli hub faciliteranno anche l’accesso alle infrastrutture dell’Ue come le AI factory. Nell’ambito dell’Apply AI Strategy, rientrano pure l’iniziativa European Frontier AI per accelerare i progressi nell’intelligenza artificiale più avanzata (i cosiddetti modelli di frontiera), l’AI Act Service Desk (uno sportello che fornirà assistenza e informazioni sull’AI Act) e il Compliance Checker, un revisore che aiuterà le aziende a comprendere i propri obblighi legali.

 

AI in Science Strategy per ricerca e sviluppo

Il secondo piano è una strategia per l’AI nella scienza che riflette l’ambizione di creare quella che Ursula von der Leyen ha definito all’AI Action Summit di Parigi “un Cern per l’IA”. Per raggiungere questo obiettivo, l’Unione europea ha già stanziato 230 miliardi per le sue gigafactory. Il prossimo passo è attrarre talenti da tutto il mondo attraverso il progetto pilota Raise (Resource for AI Science in Europe): una piattaforma che riunirà risorse strategiche (finanziamenti, potenza di calcolo, dati e ricercatori) per “ampliare i confini della tecnologia dell’intelligenza artificiale e raggiungere risultati scientifici straordinari”.

I finanziamenti per attrarre talenti scientifici e professionisti altamente qualificati ammontano a 58 milioni di euro per le reti di eccellenza e i network di dottorato. L’aspirazione è avvicinare, formare e trattenere in Europa le migliori menti a livello globale nell’AI e nella ricerca scientifica. La potenza di calcolo verrà implementata con 600 milioni dal programma quadro Horizon Europe per un accesso dedicato alle gigafactory dell’AI. La ricerca diretta sull’AI sarà potenziata fino a superare i 3 miliardi di euro.

Virkkunen ha definito i due pilastri principali di Raise come Science for AI (la scienza per l’intelligenza artificiale: il sostegno alla ricerca di base per far progredire le capacità fondamentali dell’AI) e AI in Science (l’intelligenza artificiale nella scienza), ovvero la promozione dell’uso dell’AI per il progresso in diversi campi scientifici. “L’adozione dell’AI deve essere diffusa e con queste strategie contribuiremo ad accelerare il processo: mettere l’intelligenza artificiale al primo posto significa anche mettere la sicurezza al primo posto”, ha aggiunto la presidente von der Leyen.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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