Economia di guerra: i consigli dell’Iea per risparmiare energia

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Il conflitto in Medio Oriente sta diventando sempre più problematico e l’International Energy Agency (Iea) è scesa in campo per cercare di attutire gli effetti nefasti del rincaro del petrolio e del gas. Questa settimana il Brent ha sfiorato i 120 dollari al barile, un prezzo che non si vedeva dal 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Il gas naturale in Europa è schizzato fino a 74 euro a megawattora, massimo da gennaio 2023. Lo Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del gas e del petrolio commerciati a livello globale, è bloccato, mentre Europa e Giappone si sono resi disponibili a unirsi agli Stati Uniti per scortare le navi che transitano nel canale e proteggerle dagli attacchi iraniani.

In questo articolo:

  • Iea: i consigli sul risparmio energetico
  • Il rilascio record delle riserve strategiche

Iea: i consigli per risparmiare energia

Il problema che tiene in ansia il mondo intero è che la chiusura di Hormuz faccia salire ulteriormente le quotazioni di gas e petrolio, generando un forte shock energetico dopo quello di quattro anni fa. I prezzi dei carburanti sono andati alle stelle, anche per effetto di dinamiche speculative delle compagnie energetiche. Stanno però aumentando in modo significativo anche i prezzi di altri beni, in particolare quelli alimentari. Tutto ciò si traduce in una nuova ondata inflazionistica che rischia di rallentare l’economia globale, alimentando il temuto fenomeno della stagflazione.

L’Iea ha pubblicato oggi un report con alcune proposte per alleviare la pressione dei prezzi di petrolio e gas sui consumatori e risparmiare energia Tra le misure indicate figurano il lavoro da remoto, la riduzione dei limiti di velocità di almeno 10 chilometri orari e l’evitare, in questa fase, i viaggi in aereo quando sono disponibili mezzi alternativi. “Il rapporto odierno fornisce un insieme di misure immediate e concrete che possono essere adottate sul lato della domanda da governi, imprese e famiglie per proteggere i consumatori dagli impatti di questa crisi”, ha affermato in un comunicato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Iea.

Il rilascio record delle riserve strategiche

Il report odierno dell’Iea arriva dopo che l’agenzia con sede a Parigi ha concordato questo mese un rilascio record di petrolio dalle riserve strategiche, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e cercare di frenare il forte rialzo del greggio. La decisione è stata presa l’11 marzo per un totale di 400 milioni di barili, con gli Stati Uniti che contribuiscono con la quota maggiore. “Abbiamo recentemente avviato il più grande rilascio di sempre delle scorte petrolifere di emergenza dell’Iea e sono in stretto contatto con i principali governi di tutto il mondo, inclusi i maggiori produttori e consumatori di energia, nell’ambito della nostra diplomazia energetica internazionale”, ha dichiarato Birol nel comunicato odierno.

Basterà? I prezzi del petrolio continuano a salire, anche perché si intravedono pochi spiragli per una rapida conclusione del conflitto. Gli analisti di Goldman Sachs ipotizzano uno scenario in cui si assisterà a una graduale ripresa dei flussi petroliferi a partire da aprile, con il Brent in discesa fino a 70 dollari entro il quarto trimestre del 2026. Tuttavia, avvertono che l’incertezza sulla riapertura della foce del Golfo e la prosecuzione della guerra rappresentano un rischio significativo per le prospettive di lungo periodo. “Lo shock legato a Hormuz sarebbe il più grande mai registrato”, ha affermato il team della banca d’investimento americana.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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