Economia: per Roubini in arrivo crisi peggiore di quella anni '70
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Economia: per Roubini in arrivo crisi peggiore di quella anni ’70

Economia: per Nouriel Roubini in arrivo crisi peggiore di quella anni '70

L’ultima previsione di Nouriel Roubini sull’economia globale è di quelle che lasciano interdetti. La crisi che sta per arrivare sarà peggiore di quella che si è avuta negli anni ’70, quando il mondo è stato devastato da due shock stagflazionistici. In sintesi, è questo il concetto espresso dal guru della finanza, che desta sempre molta attenzione nelle sue previsioni, il più delle volte rivelatesi profetiche. L’Amministratore Delegato di Roubini Macro Associates aveva annunciato le ultime crisi finanziarie e nel 2020 avvertì che qualsiasi ripresa economica post-Covid sarebbe stata seguita da un periodo di alta inflazione a causa di una combinazione di shock dell’offerta e allentamento aggressivo.

Così in realtà è stato e ora Roubini vede davanti uno scenario in cui le Banche centrali non riusciranno a mantenere i tassi così alti fino a quando l’inflazione non arriva agli obiettivi prefissati, perché una profonda recessione distruggerà l’economia dei Paesi. “L’inflazione non scenderà abbastanza velocemente perché c’è lo shock negativo dell’offerta”, spiega Roubini. “Ricorda che quando hai uno shock negativo dell’offerta, hai una recessione e un’inflazione elevata. Non avremo un calo dell’inflazione abbastanza rapido da arrivare al 2%”, aggiunge.

Il grande esperto ritiene che oggi la situazione sia peggiore rispetto a quella di 50 anni fa, perché l’indebitamento a livello globale è molto più alto. “All’epoca il rapporto debito/PIL si aggirava intorno al 100%, oggi arriva al 350% e addirittura al 420% nelle economie avanzate”, ha dichiarato.

 

Economia: ecco perché sarà recessione e alta inflazione

Roubini vede inoltre ostacoli strutturali più grandi e continui, in grado di mantenere alta l’inflazione e bassa la crescita, come il Covid-19 e le continue interruzioni delle attività in Cina, la guerra Russia-Ucraina, la deglobalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, la guerra cibernetica, i limiti all’immigrazione, la politica populista, l’aumento del potere sindacale, ulteriori pandemie e gli effetti dei cambiamenti climatici. E inoltre, è in arrivo un altro grande cambiamento: lo sforzo in tutto il mondo di evitare il dollaro USA dopo l’imposizione delle sanzioni contro la Russia. Queste modifiche avranno insomma un impatto su un quadro generale che difficilmente potrà essere controllato.

Roubini riporta a titolo di esempio quanto è successo in Gran Bretagna, dove il Governo ha lanciato un piano di riduzione delle tasse che ha letteralmente sconvolto il mercato dei Gilt e messo a soqquadro la situazione dei fondi pensione. Di fronte a uno shock di tale portata, la Bank of England ha provato a coprire la falla con un breve piano di acquisti di obbligazioni e ritardando a ridurre il bilancio. Questo è un assaggio su ciò che “accadrà su tutta la linea”, sostiene Roubini. “Non credo alle Banche centrali quando dicono ‘combatteremo l’inflazione ad ogni costo’, perché hanno l’illusione di un atterraggio morbido o di un atterraggio duro che è breve e poco profondo. Questo non accadrà. Diventerà brutto, la recessione, e avrai una crisi finanziaria”. Gli investitori insomma sono avvisati.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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