L’economia Usa potrebbe cadere nella stagflazione. L’avvertimento è stato lanciato dall’amministratore delegato di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, nel corso del Global China Summit organizzato dalla banca a Shanghai. La stagflazione è un fenomeno che prevede la presenza congiunta di crescita stagnante e inflazione. Il top manager ha affermato che il “Paese deve affrontare enormi rischi legati alla geopolitica, ai deficit e alle pressioni sui prezzi”. Secondo Dimon la Federal Reserve sta seguendo una politica monetaria giusta e fa bene ad aspettare prima di prendere le sue decisioni. La Banca centrale ha mantenuto stabili i tassi di interesse quest’anno, in considerazione dell’incertezza dettata dai cambiamenti delle politiche commerciali dell’amministrazione Trump.
In attesa di vedere l’impatto dei dazi sull’economia, la Fed si è riservata di agire nei prossimi mesi, ma senza specificare in che modo. L’istituto centrale guidato da Jerome Powell vuole osservare attentamente l’andamento dell’inflazione prima di tagliare i tassi di interesse. Le ultime letture sul carovita non hanno dato segnali di crescita, mentre l’occupazione si mantiene a livelli sostenuti. Tuttavia, la guardia viene mantenuta alta, anche per evitare di ripetere errori di sottovalutazione come in passato.
Economia Usa: la Cina e il deficit
La questione chiave per l’economia Usa in questo momento è il rapporto degli Stati Uniti con la Cina, ha sottolineato Dimon. Le due più grandi superpotenze economiche mondiali hanno concordato una tregua di 90 giorni sui dazi reciproci, in attesa di trovare un accordo più ampio. Durante il periodo, le tariffe sono state ridotte del 115%: i prelievi americani sono scesi al 30% e quelli cinesi al 10%. Dimon è ottimista: “Non credo che il governo americano voglia lasciare la Cina”, ha detto augurandosi che i due contendenti riescano a giungere a un compromesso che sia soddisfacente per entrambi.
L’amministratore delegatwo di JPMorgan ha toccato anche la questione del deficit, esortando il governo a risolvere il problema “anche perché gli investitori potrebbero ridurre gli asset in dollari americani”. Ieri sera alla Camera i repubblicani hanno presentato una nuova versione del disegno di legge fiscale, con un limite più alto alla deduzione per le tasse statali e locali, nonché altre agevolazioni, per convincere gli incerti del partito a votare la legge. Tuttavia, recentemente gli investitori hanno venduto i titoli di Stato Usa, spingendo i rendimenti trentennali oltre la soglia psicologica del 5%. Lo stesso hanno fatto con il dollaro, che ha perso terreno contro tutte le principali valute. “Non mi preoccupo delle fluttuazioni a breve termine del dollaro” ha detto Dimon. “Ma capisco che le persone potrebbero ridurre gli asset in dollari”.









