Si è chiusa a Firenze, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la sedicesima edizione dell’Efpa Italia Meeting, appuntamento dedicato alla consulenza finanziaria e alla certificazione delle capacità professionali. La seconda giornata dell’evento, intitolato “Market timing vs time in the market – Il tempo giusto, il ritmo per le nuove generazioni”, si è aperta con la presentazione della ricerca di Finer Finance Explorer, commissionata da Efpa Italia, che ha analizzato i comportamenti di 14mila risparmiatori e professionisti suddivisi in quattro cluster generazionali. Dallo studio emerge un quadro poco confortante per i risparmiatori italiani, affetti da “miopia” come affermato da Nicola Ronchetti, amministratore delegato e fondatore di Finer.
La miopia finanziaria degli italiani
Il tempo, la previdenza e il passaggio generazionale rappresentano i tre pilastri del futuro del risparmio, ma la consapevolezza degli italiani su questi fattori resta limitata. Secondo la ricerca di Finer, solo il 10% degli intervistati considera un fondo pensione come opzione concreta, mentre quasi il 60% continua a confidare nel sistema statale, nonostante le ripetute prove delle difficoltà di quest’ultimo.
Il 57% degli italiani risparmia ma appena il 30% investe, con un orizzonte temporale medio di soli cinque anni. Una visione di breve periodo che tradisce una sorta di “miopia finanziaria” e un radicato scetticismo culturale verso gli strumenti azionari, che richiedono conoscenza e pazienza.
I risultati dello studio sono stati ripresi da Nicola Ardente, presidente di Efpa Italia, che ha sottolineato l’importanza di avere professionisti preparati in grado di guidare i risparmiatori e diffondere una cultura finanziaria più consapevole, soprattutto tra i giovani che potrebbero beneficiare maggiormente di un approccio di lungo periodo. “Accompagnare i risparmiatori nel cammino che li porta a essere investitori è il compito dei consulenti finanziari” ha dichiarato Ardente.
“La gestione di questo passaggio – ha sottolineato Emanuele Maria Carluccio, presidente di Efpa Europe – è finalmente diventato il tema di maggior rilevanza sui tavoli di dibattito europei relativi alla consulenza finanziaria”.
Carluccio ha poi proseguito con la presentazione dei risultati di una ricerca sulla salute finanziaria degli individui e quelli sul numero di consulenti finanziari certificati Efpa. Questi ultimi hanno raggiunto quota 101.000 (in Italia), ha espresso con soddisfazione il presidente di Efpa Europe. La ricerca, presentata in occasione di un convegno organizzato a Bruxelles, ha invece evidenziato, su un campione di 14.318 intervistati in tutta Europa, che in un punteggio da 1 a 7 la salute finanziaria percepita si attestata in media a 4,3. La lettura in positivo di questo dato l’ha data lo stesso Carluccio: “C’è uno spazio enorme per voi per gestire queste insicurezze, questa incapacità di impostare il giusto cammino per raggiungere gli obiettivi”.
Le sfide per l’Europa e i 25 anni di Efpa Italia
Prima dei saluti finali del presidente di Efpa Italia, Nicola Ardente, il presidente dell’Istituto Adriano Olivetti, Nicola Baldassarre, ha sollecitato l’Europa a “svegliarsi”, evidenziando come gli squilibri commerciali con gli Stati Uniti non dipendano dai prezzi ma dalla domanda interna. 350 miliardi di euro di risparmi europei vengono investiti ogni anno negli Stati Uniti, risorse che, ha detto Baldassarre “se indirizzate a livello domestico, potrebbero sostenere crescita e occupazione”.
In chiusura, Ardente ha salutato tutto lo staff di Efpa Italia che ha permesso la realizzazione dell’evento e ha citato lo chef Gualtiero Marchesi: “L’esempio è la più alta forma di insegnamento” invito ai consulenti finanziari a rinnovare l’impegno verso la formazione continua e la crescita professionale.









