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Elezioni Italia 2022: quando e come si vota

Domenica 25 settembre

, dalle ore 7 alle 23, i cittadini italiani sono chiamati al voto per le elezioni politiche 2022. Gli elettori (50.869.304, di cui 4.741.790 all’estero) andranno ad eleggere 400 deputate e deputati alla Camera (dei quali 8 eletti nella circoscrizione Estero) e 200 senatrici e senatori al Senato, di cui 4 nella circoscrizione Estero.

È la prima elezione nella storia repubblicana con un numero ridotto di parlamentari, conseguenza del referendum del 20 e 21 settembre 2020 che ha confermato la riforma costituzionale e tagliato i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Inoltre, sempre per la prima volta, i neoelettori diciottenni, in seguito alla modifica dell’articolo 58 della Costituzione, potranno votare sia per la Camera che per il Senato. Ma di preciso come si vota e come si sceglie tra gli oltre 6.000 candidati? Ecco tutte le informazioni utili e i dati necessari per questa importante tornata elettorale, arrivata a seguito delle dimissioni di Draghi e dello scioglimento anticipato del Parlamento.

 

Elezioni 2022: sistema elettorale e collegi

Il 25 settembre si vota con il cosiddetto Rosatellum, il sistema elettorale introdotto dalla Legge n. 165 del 3 novembre 2017 che prende il nome dal suo relatore, Ettore Rosato del Partito Democratico. È un sistema elettorale misto: una componente è maggioritaria uninominale ed una è proporzionale plurinominale. Cosa vuol dire? Significa che due terzi dei seggi del Parlamento (Camera e Senato) sono eletti con il sistema proporzionale (nei collegi plurinominali, quelli in cui si elegge più di un rappresentate, è eletto un numero di candidati in proporzione ai voti ricevuti da ogni lista o coalizione) e un terzo è eletto con il sistema maggioritario: nei collegi uninominali, quelli in cui si elegge un solo rappresentante, ogni partito o coalizione presenta un candidato e il più votato di tutti vince.

I collegi uninominali sono 147 per l’elezione alla Camera e 74 per l’elezione al Senato; i collegi plurinominali sono 49 per la Camera e 26 per il Senato. Alla Camera, 146 seggi (i 3/8 di 400) sono assegnati nei collegi uninominali con il sistema maggioritario: viene eletto il candidato più votato. A parte gli 8 eletti nella circoscrizione Estero e il collegio uninominale unico della Valle d’Aosta, sempre con maggioritario, i restanti 245 seggi sono attribuiti con metodo proporzionale a livello nazionale nei 49 collegi plurinominali.

La formula è simile al Senato: 67 seggi (i 3/8 di 200) sono assegnati nei collegi uninominali con il maggioritario (vince chi prende più voti), mentre i restanti 122 seggi (tolti i 4 eletti nella circoscrizione Estero, uno in Valle d’Aosta e 6 in Trentino-Alto Adige solo con sistema uninominale) sono assegnati con il metodo proporzionale (i quozienti interi e i maggiori resti si dividono tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato la soglia di sbarramento) nei 26 collegi plurinominali in ciascuna regione.

A proposito di circoscrizioni: sono 28 alla Camera e 20 al Senato. Gli eletti con maggioritario nei collegi uninominali sono il 37% a fronte del restante 63% eletto con il proporzionale nei collegi plurinominali e nella circoscrizione Estero. Al Senato, oltre ai 200 eletti, sono presenti 5 senatori a vita di nomina presidenziale e chi è stato Presidente della Repubblica.

Riepilogando, con il Rosatellum i 400 seggi alla Camera per deputate e deputati sono assegnati in questo modo:

 

  • 245 nei collegi plurinominali con metodo proporzionale;
  • 147 nei collegi uninominali con metodo maggioritario;
  • 8 nella circoscrizione Estero con metodo proporzionale.

 

Al Senato, invece, i 200 seggi per senatori e senatrici sono ripartiti così:

  • 122 nei collegi plurinominali con metodo proporzionale;
  • 74 nei collegi uninominali con metodo maggioritario;
  • 4 nella circoscrizione Estero con metodo proporzionale.

 

Quanto alle soglie di sbarramento, per le coalizioni la soglia è fissata al 10% a livello nazionale nei collegi plurinominali e per i singoli partiti al 3% nazionale e al 20% regionale al Senato. Questo principio vale anche per i partiti all’interno delle coalizioni: se prendono meno del 3%, ma sopra l’1%, i loro voti non vanno dispersi ma si distribuiscono in proporzione tra i partiti della coalizione che hanno invece superato il 3%. Se prendono meno dell’1%, i loro voti vanno persi.

Nel collegio uninominale è previsto 1 candidato per lista/coalizione e i candidati sono proclamati eletti secondo l’ordine di presentazione, mentre nel collegio plurinominale si possono presentare da 2 a 4 candidati. Sono garantite le pluricandidature: lo stesso candidato può candidarsi al massimo in 5 collegi plurinominali e in un collegio uninominale. Nella circoscrizione Estero, invece, non ci si può candidare in nessun collegio plurinominale o uninominale.

Non è possibile il voto disgiunto né l’indicazione della preferenza. Non è previsto un premio di maggioranza e non ci sarà un ballottaggio con un eventuale secondo turno di votazione.

 

Elezioni politiche 2022: come si vota

Per votare, servono innanzitutto la tessera elettorale e un documento d’identità (con fotografia per il riconoscimento) non necessariamente in corso di validità: va bene “anche se scaduto”, fanno sapere dal Ministero dell’Interno. Al seggio l’elettore riceve due schede uguali ma di colori diversi: una rosa per la Camera e una gialla per il Senato. Ciascun elettore esprime due voti: uno per la Camera e uno per il Senato.

All’interno della scheda ci sono vari rettangoli con i simboli dei partiti, raggruppati insieme se aggregati per coalizione, affiancati da un elenco di nomi dei candidati scritti in piccolo, sormontati da un nome scritto più in grande dentro un altro rettangolo. I nomi più grandi sono i candidati dell’uninominale, quelli in elenco e più piccoli (è la cosiddetta lista “bloccata”, cioè decisa dai partiti) sono i candidati del plurinominale.

Il voto si esprime mettendo una “X” su ciascuna scheda. Si può votare sia indicando il simbolo del singolo partito (in quel caso il voto va sia al candidato dell’uninominale che ai candidati al plurinominale), sia facendo la “X” sull’elenco dei candidati al plurinominale e sia tracciando la “X” sul nome più in grande del candidato all’uninominale: in questo terzo caso, il voto è ripartito tra tutti i partiti che lo sostengono in coalizione. Ovviamente si può porre il segno sia sul simbolo del partito che sul nome del candidato, oppure sia sul candidato all’uninominale che sulla lista dei candidati del plurinominale, ancora sia sul simbolo che sulla lista dei candidati: l’importante è che siano di una stessa coalizione e che non siano di due liste diverse perché, come detto, non è previsto il voto disgiunto.

C’è anche un terza opzione: quando l’elettore indica soltanto il nome del candidato all’uninominale ma di una coalizione. In questa circostanza, il voto al plurinominale è attribuito ad una delle liste dell’alleanza. La distribuzione di questi voti avviene in modo proporzionale ai voti che ciascun partito della coalizione ha preso in tutto il collegio uninominale.

Quindi, riepilogando, l’elettore può mettere la “X”:

 

  • sul simbolo del partito e votare così il candidato del collegio uninominale e i candidati dei collegi plurinominali;
  • sul nome del candidato nel collegio uninominale e votare così quel candidato e il partito corrispondente;
  • sul nome del candidato di una coalizione con più partiti nel collegio uninominale e votare così anche una delle liste nel plurinominale;
  • sul listino del plurinominale (l’elenco di candidati “bloccati”) e votare così il partito, il candidato all’uninominale e l’eventuale coalizione.

 

Non si può entrare nella cabina elettorale con il cellulare, lo smartphone, il computer e il tablet. Non si possono fare foto alla scheda elettorale e non si può entrare in cabina accompagnati dai figli minorenni. Non si può votare in un seggio diverso dal proprio né al di fuori del comune di residenza. Gli unici che possono farlo sono:

 

  • le persone ricoverate in ospedali e case di cura;
  • le Forze dell’ordine;
  • i militari;
  • i naviganti;
  • i componenti dell’Ufficio elettorale di sezione.

 

L’elenco di collegi, liste e candidati, consultabili per comune di residenza, si trova sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno. Infine, va ricordato che il 25 settembre stesso si svolgono pure le elezioni in Sicilia per il rinnovo dell’Assemblea Regionale. Sono interessati 4.657.192 elettori di 391 comuni, di cui 66 con una popolazione superiore a 15.000 abitanti e 325 fino a 15.000 abitanti.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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