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Elon Musk: come pagherà realmente il prezzo per Twitter

Elon Musk: come pagherà realmente il prezzo per Twitter?

Elon Musk ha fatto vivere in questi mesi una giostra di situazioni altalenanti riguardo l’acquisizione da 44 miliardi di dollari di Twitter. Quando la scorsa primavera ha lanciato l’offerta a 54,2 dollari per azione, con un premio del 40% rispetto al prezzo del momento, sembrava tutto fatto una volta che dal social network era arrivato il via libera. Non si erano però fatti i conti con le improvvise giravolte dell’uomo più ricco del mondo, che prima si è tirato indietro trincerandosi dietro la presenza nella piattaforma di account fake e spam costringendo Twitter a trascinarlo in Tribunale, poi ha proposto di sospendere la causa ridando vita all’accordo originario.

Il tira e molla non è ancora giunto all’epilogo. Il processo che avrebbe dovuto iniziare il 17 ottobre nel Delaware sarà rinviato dal giudice per dare il tempo di mettere la parola fine a una querelle che ha sfibrato gli investitori e non solo. Ma c’è un ma: Musk ha posto come condizione per il rispetto dell’accordo originario quella di trovare il finanziamento per eseguire il pagamento della somma concordata: la domanda è come e in che modo pagherà quanto dovuto.

 

Elon Musk: da dove arrivano i soldi per Twitter

In origine Musk si è impegnato a fornire 46,5 miliardi di dollari in finanziamenti azionari e di debito per coprire la cifra proposta e i costi di chiusura dell’affare. Le banche, tra cui Morgan Stanley e Bank of America, si sono impegnate a elargire un prestito di 13 miliardi di dollari. L’amministratore delegato di Tesla ha detto che gli istituti di credito stavano lavorando per sostenere la chiusura entro il 28 ottobre, ma Twitter contesta il fatto che gli stessi non fossero stati avvertiti dell’intenzione di voler porre termine alla transazione.

Rimangono altri 33,5 miliardi di dollari, di cui 4 miliardi derivano dalla quota del 9,6% che Musk possiede nell’azienda di San Francisco e 7,1 miliardi racimolati da investitori come Oracle, Larry Ellison e il principe saudita Alwaleed bin Talal. A questo punto ancora ballano 22,4 miliardi di dollari, la cui provenienza resta incerta. Con un patrimonio netto di quasi 220 miliardi di dollari secondo le stime di Forbes, Musk potrebbe in teoria attingere dalla sua ricchezza. Tuttavia, la gran parte della sua fortuna riguarda le partecipazioni in Tesla e Space X. In realtà, il miliardario 51enne avrebbe circa 20 miliardi di liquidità generati dalla vendita di azioni Tesla nel periodo novembre-dicembre 2021 e aprile-agosto 2022.

Se utilizzasse questo tesoretto, lo scoperto sarebbe di 2-3 miliardi di dollari. Come potrà essere colmato? A questo punto le opzioni sono due. Una è quella di vendere altre partecipazioni Tesla o darle in garanzia alle banche per ottenere un prestito. Per fare questo, però, occorre presentare un piano di vendita prestabilito secondo la Regola 10b5-1, altrimenti Musk non potrebbe cedere alcun titolo per settimane. Questa estate il capo dell’azienda di Palo Alto ha detto che non intende vendere altre azioni ma, visti i continui capovolgimenti, è difficile prendere queste dichiarazioni come oro colato.

L’altra opzione è quella di trovare altri investitori e qui l’incertezza è massima. Finora, tra quelli che si sono impegnati a sostenere l’affare non c’è stata una dichiarazione pubblica di volersi tirare indietro, ma questo non significa che essi vogliano o abbiano la possibilità di incrementare la cifra a didposizione. Alla fine l’affare Twitter può bloccarsi per 2-3 miliardi? È difficile da pensare ma con Elon Musk c’è sempre da aspetta rsi di tutto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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