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Eltif pronti al decollo: l’effetto di nuove norme e incentivi fiscali

Private equity: ecco perché gli ELTIF sono pronti a decollare

Gli European Long Term Investment Funds (Eltif) sono stati introdotti nell’Unione europea nel 2015 e da allora hanno avuto una crescita dignitosa. Inferiore, tuttavia, a quelle che erano le attese iniziali per un prodotto a cui è stato affidato il compito di “democratizzare” i mercati privati. La causa che ha finora frenato il decollo degli Eltif è da ricercarsi nella regolamentazione predisposta dall’Ue, troppo restrittiva. Ora però si è posto rimedio e con la nuova normativa che diverrà effettiva a partire dal primo trimestre 2024 la diffusione di questi prodotti è destinata ad accelerare.

 

Volumi oltre i 10 miliardi nel 2022

Il mercato dei fondi di investimento europei a lungo termine è cresciuto di poco più del 50% nel 2022 rispetto all’anno precedente e si è attestato a 11,3 miliardi di euro. In un contesto difficile, dove quasi tutte le asset class hanno perso quota, gli investitori sono andati a cercare rendimento nei mercati privati. Secondo i dati raccolti da Scope Ratings oltre 4 miliardi di euro sono confluiti negli Eltif europei nel corso dell’anno passato. Obiettivo centrato – superare i 10 miliardi di euro di patrimonio in gestione – per l’Alternative Investment Management Association che prevede un mercato moltiplicato per 10 nei prossimi cinque anni.

Gli Eltif rappresentano una delle soluzioni preferite per avvicinare gli investitori ai mercati privati. Tra i vantaggi di questi ultimi, oltre alla possibilità di ottenere rendimenti maggiori rispetto ai mercati regolamentati (ma controbilanciati da una minore liquidabilità), ci sono la possibilità di diversificare il portafoglio e la maggiore accessibilità del prodotto, peraltro aumentata dalla nuova regolamentazione approvata da Parlamento europeo e Commissione europea.

 

La nuova regolamentazione degli Eltif in quattro punti

Secondo il vicepresidente del Comitato permanente per la regolamentazione dei fondi di Efama, Antoine de la Guerroniére, le modifiche approvate dall’Unione europea avvicineranno investitori al dettaglio e mercato private, permettendo ai primi di accedere agli investimenti in asset reali di lungo termine, al secondo di diventare un’importante forma di finanziamento per l’economia reale europea. Le modifiche più importanti approvate nel nuovo regolamento sono:

 

  • Ampliamento della gamma di attività che possono essere selezionate per essere inserite in un Eltif, con la possibilità anche di investire in società fintech, obbligazioni versi e cartolarizzazioni sintetiche;
  • Maggiore flessibilità nei requisiti di diversificazione del rischio e possibilità di investire in fondi di fondi, nonché utilizzo di una maggiore leva finanziaria;
  • Eliminazione della soglia di ingresso a 10.000 euro, del requisito del patrimonio netto minimo e allineamento alla Mifid 2.

 

Francia e Italia prime della classe in Europa

L’indagine condotta da Scope Ratings sulle società di gestione vede primeggiare Francia e Italia per volume di collocamenti di prodotti Eltif, con una accelerazione 2022 più marcata in Francia dove la cifra totale ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro. L’Italia si è fermata a 2,6 miliardi di euro, ben sopra la Germania a 1,50 miliardi. Tuttavia, mentre la Francia ha raddoppiato i volumi, l’Italia ha registrato una crescita del 50% circa.

In entrambi i paesi, ha sottolineato Scope Ratings nel suo studio, hanno avuto un ruolo importante gli incentivi fiscali che hanno stimolato gli investimenti da parte della clientela privata retail. In particolare, nel Belpaese il 95% dei 2,6 miliardi di euro di masse totali è costituito da prodotti venduti alla clientela privata mentre in Francia prevalgono i prodotti destinati ai clienti istituzionali.

Tra i principali emittenti di Eltif la ricerca cita Amundi, Azimut, BlackRock, Commerz Real, Generali Investments, Eurazeo, Muzinich, Neuberger Berman e Partners Group. A fine 2022 questi emittenti mettevano a disposizione un totale di 77 Eltif, dei quali 44 registrati in Lussemburgo.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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