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Enel: conti in chiaroscuro nei primi 9 mesi del 2022, dividendo confermato

Enel: conti in chiaroscuro nei primi 9 mesi dell'anno, confermato il dividendo

Azioni Enel in calo dell’1% a 4,53 euro oggi a Piazza Affari, dopo la presentazione dei conti per i primi 9 mesi del 2022 che segnalano un considerevole aumento dei ricavi ma un calo dell’utile netto su base annua. Il boom delle vendite, come spiega la società, deriva da una maggiore quantità di energia elettrica e di gas venduta a prezzi medi crescenti e da un incremento della produzione. Inoltre, hanno esercitato un ruolo molto importante alcune cessioni come la vendita parziale della quota detenuta in UFINET, multinazionale delle telecomunicazioni con sede a Madrid. “I risultati dei primi nove mesi del 2022 dimostrano la resilienza del gruppo Enel che, grazie alla robustezza del proprio modello di business integrato e alla sua diversificazione geografica, conferma la previsione di EBITDA ordinario per il 2022 nonostante l’avverso contesto geopolitico, energetico ed economico”, ha commentato l’Amministratore Delegato della compagnia energetica Francesco Starace.

 

Enel: tutti i numeri dei primi 9 mesi dell’anno

Il gruppo ha registrato al 30 settembre 2022 un incremento dell’84% dei ricavi, passati da 59 a 108,18 miliardi di euro, rispetto ai primi nove mesi del 2021. L’EBITDA ordinario invece ha subito una leggera flessione (-0,8% a 12,7 miliardi di euro), per effetto di minori margini nei Mercati Finali e in Enel Green Power. Questi sono derivati da costi di approvvigionamento in salita e dalla siccità che ha condizionato la produzione da fonte idroelettrica. L’EBIT è crollato del 13,6%, a causa di maggiori ammortamenti, svalutazioni e adeguamenti di valore delle attività in Brasile e in Russia.

L’utile netto ordinario è sceso del 9,5% a 2,98 miliardi rispetto ai 3,3 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Il management di Enel ha segnalato che la variazione riflette sostanzialmente l’andamento della gestione operativa ordinaria, che è stata solo in parte compensata dagli effetti positivi derivanti dalla gestione finanziaria netta e dalla minore incidenza delle imposte. L’utile netto attestato invece ha subito un tracollo del 29,8% a 1,76 miliardi di euro, dai 2,5 miliardi di euro dei primi nove mesi del 2021.

Peggiorano le condizioni dell’indebitamento finanziario netto, che cresce del 34,2% e raggiunge 69,7 miliardi di dollari dai quasi 52 miliardi di dollari di fine 2021. La risalita è stata attribuita essenzialmente a tre fattori: un aumento del 17,8% a 9,3 miliardi di euro degli investimenti di periodo; il saldo positivo tra operazioni di acquisto e di vendita; l’effetto sui cambi valutari negativo. Il free cash flow generato dalla gestione operativa è stato limitato dalla tassa sugli extra-profitti che ha imposto il Governo Draghi.

 

Enel conferma il dividendo

Enel ha confermato la cedola di 40 centesimi per azione, deliberando un acconto del 50% che sarà staccato il 23 gennaio 2023 e corrisposto il 25 gennaio. Rispetto alla cifra distribuita nel mese di gennaio di quest’anno, c’è stato un incremento del 5,3%. Enel ha precisato che l’ammontare dell’acconto sul dividendo è coerente con la politica dei dividendi contemplata dal Piano Strategico 2022-2024. “La positiva evoluzione della performance operativa, la nostra solidità finanziaria e il piano di semplificazione societaria in atto ci consentono di guardare con ottimismo agli obiettivi futuri, anche in previsione del perdurare di un quadro generale complesso. Sulla base di queste premesse, confermiamo la nostra politica di remunerazione degli azionisti per il 2022”, ha detto Starace.

 

La guidance

Le stime per il futuro di Enel presentano delle zone grigie. Se l’EBITDA ordinario per il 2022 stimato dalla società rimane stabile nella fascia 19-19,6 miliardi di euro, l’utile netto ordinario è stato rivisto al ribasso tra 5 e 5,3 miliardi di euro. Questo a causa di un calo delle attività produttive in Italia rispetto ad altre zone geografiche in cui il gruppo è presente, oltre che per effetto di un aumento della pressione fiscale rispetto alle previsioni in alcuni Paesi come la Spagna. L’indebitamento finanziario netto alla fine dell’anno però è atteso in calo dai quasi 70 miliardi di euro attuali a circa 62 miliardi di euro.

Enel intende proseguire gli investimenti nella transizione energetica in modo da favorire l’indipendenza nella produzione dell’energia nei Paesi ove è presente. “Proseguiamo i nostri investimenti nelle rinnovabili e nelle reti per accelerare la transizione verso fonti di energia sempre più sostenibili e favorire l’indipendenza energetica nei Paesi in cui operiamo, contribuendo a ridurre la volatilità dei prezzi a tutela dei clienti finali”, ha dichiarato Starace.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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