Enel mette sul tavolo 53 miliardi di euro di investimenti per il triennio 2026-2028 e ridisegna il proprio piano industriale dopo la fase di dismissioni e riduzione del debito avviata nel 2022. Il nuovo piano prevede capex lordi in aumento di circa 10 miliardi rispetto al precedente, con un focus su reti regolamentate, sviluppo delle rinnovabili e rafforzamento del business con i clienti finali, a fronte di una leva finanziaria attesa intorno a 3 volte il margine operativo lordo (ebitda) e di un percorso di crescita dell’utile netto ordinario per azione e della politica di dividendo lungo l’orizzonte di piano.
A Piazza Affari, Enel guida con ampio margine il Ftse Mib, spingendosi fino a 9,51 euro (+4,67%). Dal punto di vista tecnico il movimento resta improntato al rialzo, con prime resistenze individuate in area 9,57 euro e, più in alto, a 9,77 euro, mentre il primo livello di supporto si colloca intorno a 9,38 euro.
In questo articolo:
- Enel, investimenti in accelerazione nelle reti e nei mercati “core”
- Rinnovabili, retail e data center: la nuova frontiera del business integrato
- La traiettoria al 2028
Enel, investimenti in accelerazione nelle reti e nei mercati “core”
Il nuovo piano prevede investimenti totali lordi per circa 53 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, con un aumento di circa 10 miliardi rispetto al piano precedente. Di questi, oltre 26 miliardi sono destinati al business integrato e più di 26 miliardi alle reti. Nel business integrato, più di 23 miliardi saranno concentrati in Europa e Nord America e circa 3 miliardi in America Latina, con priorità alle geografie definite “Tier 1”, caratterizzate da contesti regolatori stabili e da una domanda elettrica in aumento. Sul fronte delle reti, oltre 20 miliardi di euro saranno impiegati in Europa, principalmente in Italia e Iberia, mentre oltre 6 miliardi saranno destinati all’America Latina.
Secondo la pianificazione del gruppo, l’aumento degli investimenti nelle infrastrutture regolamentate porterà la Regulated Asset Base (Rab) a circa 58 miliardi di euro nel 2028, rispetto ai circa 47 miliardi stimati a fine 2025, con una crescita di circa il 22%. “Enel presenta oggi un piano strategico ambizioso e credibile, con una forte accelerazione della crescita grazie all’aumento degli investimenti, Brownfield e Greenfield, che porteranno all’ulteriore miglioramento del profilo rischio/rendimento del gruppo” ha affermato Flavio Cattaneo, amministratore delegato del gruppo Enel. “Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica”.
Per sostenere il nuovo ciclo di capex, Enel prevede di portare la leva finanziaria (rapporto indebitamento finanziario netto/ebitda) a circa 3 volte nel periodo di piano, un livello che il gruppo indica come inferiore alla media di settore, liberando così circa 15 miliardi di euro addizionali da destinare agli investimenti e alla remunerazione degli azionisti.
Rinnovabili, retail e data center: la nuova frontiera del business integrato
All’interno del business integrato, Enel programma una forte accelerazione sulle rinnovabili, con circa 20 miliardi di euro di investimenti, pari a un incremento di circa 8 miliardi rispetto al precedente piano. L’obiettivo è aumentare la capacità installata del gruppo oltre 80 GW nel 2028, partendo da circa 68 GW a fine 2025, attraverso circa 15 GW di nuova capacità rinnovabile, di cui circa 9 GW da progetti greenfield e circa 6 GW da interventi brownfield, come repowering e ibridizzazioni. Oltre il 75% della nuova capacità sarà costituito da eolico e tecnologie programmabili, in particolare sistemi di accumulo a batteria. Sul fronte retail, il gruppo punta a rafforzare la fidelizzazione dei clienti con offerte bundle che includono, oltre a elettricità e gas, servizi aggiuntivi come le telecomunicazioni, e indica come target un aumento della base clienti sul mercato libero (elettricità, gas e fibra) a circa 26 milioni nel 2028, dai circa 23 milioni del 2025. Il piano dedica inoltre spazio alla produttività: le efficienze già conseguite nel precedente piano, pari a circa 1 miliardo di euro rispetto alla base costi 2022, saranno affiancate da ulteriori efficienze per circa 700 milioni entro il 2028, anche attraverso la digitalizzazione delle attività core, la migrazione al 100% delle applicazioni su cloud e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale. In questo ambito si inserisce anche lo sviluppo del business dei data center, per il quale Enel segnala un vantaggio competitivo legato alla disponibilità di siti industriali già pronti (otto quelli già identificati), alla connessione alla rete elettrica e alla possibilità di fornire energia con contratti a medio e lungo termine (Ppa).
La traiettoria al 2028
Sul piano economico-finanziario, Enel indica per il triennio 2026-2028 un ebitda ordinario cumulato di circa 74 miliardi di euro, con oltre il 90% atteso da attività regolate o coperte da contratti di lungo termine, tra reti, generazione con schemi regolatori pluriennali, Ppa con durata media di otto anni e forniture alla clientela finale con strutture di prezzo definite. L’utile netto ordinario per azione è previsto in crescita rispetto ai circa 0,69 euro stimati per il 2025, con un tasso medio annuo nell’ordine del 6%, al quale viene agganciata la politica dei dividendi, che parte dalla proposta di una cedola complessiva di 0,49 euro per azione sull’esercizio 2025. Il consiglio ha inoltre approvato una nuova tranche del programma di riacquisto di azioni proprie, fino a un massimo di 1 miliardo di euro, in attuazione dell’autorizzazione assembleare del 22 maggio 2025 per buy-back e annullamento di titoli fino a 3,5 miliardi.
Il piano conferma anche le traiettorie oltre il 2028, con la crescita della capacità rinnovabile installata e della Rab delle reti a tassi annui composti stimati rispettivamente intorno al 5% e al 6% rispetto ai livelli del 2025 e una dinamica dell’utile per azione in linea con questi ritmi fino al 2030, coerente con il percorso verso la neutralità climatica al 2040 su tutti gli Scope. “Grazie alla chiara visibilità sui risultati del Gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buy-back – conclude Cattaneo – prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, con un utile netto ordinario per azione che aumenterà fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028 e che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale”.









