Energia nucleare: le azioni su cui puntare con le trimestrali in corso

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(Articolo sponsorizzato) L’energia nucleare non è più guardata con la stessa diffidenza che aveva caratterizzato il periodo successivo al disastro di Fukushima del 2011. Quanto accaduto allora aveva generato paure e opposizioni in gran parte del mondo, portando molti paesi a bloccare, o quantomeno rallentare, investimenti e nuovi progetti nel settore.

Oggi, però, lo scenario internazionale è profondamente cambiato. La crescente domanda di elettricità, insieme alla necessità di ridurre le emissioni di CO₂, ha spinto governi e aziende a rivalutare l’energia atomica come fonte stabile e continua. Anche le tensioni geopolitiche, come la guerra in Iran e le conseguenti preoccupazioni sull’approvvigionamento energetico, hanno reso il tema ancora più urgente. Molti paesi temono infatti di dipendere eccessivamente da gas e petrolio provenienti da aree instabili del pianeta.

A questo si aggiunge il boom dell’intelligenza artificiale, che richiede enormi quantità di energia per alimentare data center e infrastrutture digitali. Le grandi aziende tecnologiche, sempre più energivore, stanno quindi cercando fonti affidabili e a basse emissioni per sostenere la propria crescita. Non a caso, diverse big tech hanno già firmato accordi con società specializzate nel nucleare per garantirsi forniture energetiche nel lungo periodo. In questo nuovo contesto, il settore sta vivendo una fase di rilancio che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente immaginabile.

 

In questo articolo:

 

  • Energia nucleare: a cosa guardare in Borsa
  • Come investire con i certificati

 

Energia nucleare: a cosa guardare in Borsa

Puntare sul nucleare comporta ancora ostacoli e problematiche rilevanti, non tanto sotto il profilo della sicurezza e delle normative, quanto dal punto di vista dei tempi di realizzazione. Costruire nuove centrali richiede infatti molto tempo, generalmente tra i 7 e i 10 anni, mentre il problema del fabbisogno energetico si fa sempre più urgente. Per questo motivo, diverse società si sono specializzate negli Small Modular Reactors (SMR), ossia piccoli reattori modulari che vengono piazzati in posti strategici e richiedono circa 3 anni per essere costruiti. Alcune di queste aziende sono già diventate redditizie, come Constellation Energy e Vistra Energy; altre, tipo NuScale Power e Oklo, operano invece ancora in perdita.

Le azioni di queste società hanno vissuto una fase di grande entusiasmo, alimentata dalla prospettiva di un forte rilancio dell’energia nucleare, ma negli ultimi mesi hanno perso quota. Constellation Energy ha ridotto la propria capitalizzazione di mercato dell’11,40% da inizio anno fino alla fine di aprile. Vistra Energy ha invece limitato il calo al 2,16% nello stesso periodo. NuScale Power ha visto le proprie azioni scendere del 12,07%, mentre Oklo è stata l’unica del gruppo a registrare un progresso, con una performance positiva dell’1,03%. Indicazioni importanti potrebbero arrivare dalla stagione delle trimestrali: oggi è il turno di NuScale Power e Vistra Energy, mentre Constellation Energy e Oklo pubblicheranno i risultati la prossima settimana.

 

Come investire con i certificati

 
Per puntare sui quattro titoli citati, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con barriera, quotato sul Sedex e identificato dal codice Isin DE000VJ1AW03. Lo strumento segue le performance di Davide Campari, Diasorin, Ferrari e Moncler, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 2,33 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo del 27,96%. Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni scenda sotto la barriera, fissata al 50% del livello iniziale. Se, alla data di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni. Alla scadenza finale (15 dicembre 2027), se anche una sola azione scende sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria. L’aspetto molto interessante è che il certificato quota attualmente circa 25 punti percentuali sotto la pari, ma i prezzi di tutte le azioni sottostanti risultano distanti dalla barriera. Ciò significa che, alle condizioni attuali, il ritorno economico potenziale dello strumento, sommando tutte le cedole da qui in avanti e il capital gain, è di oltre il 70%. 
 
 
 
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Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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