Energie rinnovabili: rischio greenflation con guerra Russia-Ucraina

Energie rinnovabili: rischio greenflation con guerra Russia-Ucraina

Energie rinnovabili: la guerra Russia-Ucraina fa crescere i costi

Tra i tanti danni che la guerra Russia-Ucraina ha provocato vi è anche quello di aver contribuito in maniera determinante all’aumento del costo dei progetti nelle energie rinnovabili. Infatti, da quando è scoppiato il conflitto nell’Est Europa, sono stati molti i ritardi nel completamento dei piani da parte degli sviluppatori eolici e solari, che già hanno dovuto combattere dall’inizio della pandemia con le tensioni sulla catena di approvvigionamento e il prezzo alto delle materie prime.

La brutta notizia è che, nonostante le pressioni dei Governi di tutto il mondo affinché si acceleri la transizione verso le energie rinnovabili, i progettisti denunciano l’impossibilità di muoversi più rapidamente nel breve, in questo contesto generale.

 

Energie rinnovabili: rischio di “greenflation”?

Negli ultimi 10 anni, i costi dell’energia solare ed eolica sono costantemente diminuiti, soprattutto rispetto a quelli dei combustibili fossili. In base ai dati forniti da S&P Global Commodity Insights, generare energia solare lo scorso anno ha avuto un costo di 45 dollari a megawattora, mentre nel 2010 costava 381 dollari. Per quanto riguarda la produzione di energia eolica, vi è stato un calo nello stesso periodo di tempo da 89 a 49 dollari.

Nel frattempo le energie rinnovabili sono cresciute rispetto al contesto globale, con una quota del 6,4% nel 2021 rispetto al 3,8% del 2016 per quanto concerne il solare e del 4% rispetto all’1,4% di 5 anni prima con riferimento all’eolico. Ora però queste fonti di energia subiscono una forma di “greenflation”, per effetto del fatto che componenti chiave come alluminio e acciaio sono aumentati molto di prezzo, insieme a un cospicuo incremento dei costi di trasporto dovuto all’impennata delle quotazioni di gas e petrolio.

Il problema si fa sentire in maniera particolare negli Stati Uniti. Oltre il 30% dei progetti che doveva essere completato nel quarto trimestre dello scorso anno è stato ritardato e il 13% di quelli previsti per quest’anno ha avuto un rinvio o addirittura un annullamento.

 

Energie rinnovabili: le aziende coinvolte nell’aumento dei costi

Tutto questo contribuisce ad aggiungere incertezza agli investitori che hanno puntato nei progetti. Dave Carroll, responsabile delle energie rinnovabili in Nord America per Engie SA, ha affermato che la previsione dei costi è diventata molto più complessa rispetto a un anno fa e non è chiaro come andrà a finire.

David Hardy, Amministratore Delegato di Ørsted Offshore North America, uno dei principali sviluppatori di energia eolica, ha dichiarato che il prezzo di trasporto delle navi è spinto al rialzo dalle quotazioni del petrolio e questo sta creando pressione ai progetti eolici offshore in programma negli Stati Uniti.

Competitive Power Ventures, società di rinnovabili del Maryland, ha fatto sapere che sta accumulando pannelli solari e altre apparecchiature effettuando ordini superiori rispetto al necessario, proprio per evitare vincoli di approvvigionamento in futuro e ulteriori ritardi nei progetti.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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