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ENI: conti 2023 meglio delle attese, ecco i dettagli tra dividendi e buyback

ENI: conti 2023 meglio delle attese, ma le azioni scendono in Borsa

Le azioni ENI sono in calo oggi alla Borsa di Milano dopo la presentazione dei conti trimestrali e relativi all’intero anno da parte della società. I risultati sono stati soddisfacenti in base delle aspettative, grazie al comparto del gas naturale che ha compensato la debolezza della domanda nell’unità di raffinazione e chimica. “Il 2023 è stato per ENI un altro anno di eccellenti risultati, nonostante uno scenario incerto e volatile”, ha commentato l’amministratore delegato Claudio Descalzi. “Abbiamo conseguito ottimi risultati sia finanziari che operativi, progredendo nella nostra strategia di creazione di valore, di decarbonizzazione e di contestuale garanzia di stabilità e affidabilità delle forniture energetiche. Il nostro modello satellitare distintivo si conferma un’efficace leva nell’accelerazione della crescita di valore, contribuendo alla nostra performance in modo sostanziale”, ha aggiunto.

 

ENI: ecco i risultati nel dettaglio

Nel quarto trimestre 2023, il gigante energetico italiano ha realizzato ricavi complessivi per 24,62 miliardi di euro, in calo del 22% rispetto ai 31,53 miliardi di euro dello stesso periodo del 2022. Con riferimento all’intero anno, le entrate totali nel 2023 sono state di 93,72 miliardi di euro, a fronte di 132,51 miliardi di euro dell’anno precedente. Il calo è determinato essenzialmente dalla riduzione del prezzo di gas e petrolio lo scorso anno rispetto al 2022, quando lo scoppio della guerra Russia-Ucraina aveva determinato una crisi energetica facendo schizzare in alto le quotazioni dei combustibili.

L’utile netto adjusted del quarto trimestre 2023 si è attestato a 1,64 miliardi di euro, in decrescita del 34% rispetto ai 2,49 miliardi di euro dell’ultimo quarto del 2022. Gli analisti in media si aspettavano guadagni per 1,63 miliardi. Nello specifico, il business del gas naturale ha guadagnato 677 milioni di euro nel trimestre, sopra le stime degli analisti di 477,2 milioni di euro. Nel comunicato ENI attribuisce l’ottima performance “all’ottimizzazione del portafoglio di gas naturale e GNL e ai benefici di rinegoziazione dei contratti”. Il risultato positivo compensa la perdita operativa di 87 milioni di euro dell’unità di raffinazione e chimica, mentre gli analisti si aspettavano un utile di 182,8 milioni di euro. Ciò è da ascrivere alle “tendenze negative nel settore che hanno ridotto i margini di circa il 40% su base annua, alla flessione della domanda e all’incremento della pressione competitiva da parte di prodotti più economici, nonché al significativo deterioramento dello scenario della raffinazione che ha determinato una sensibile riduzione dell’utile operativo della raffinazione”, ha riferito la società. Per quel che riguarda le energie rinnovabili, l’utile operativo rettificato di Plenitude è stato di 166 milioni di euro, in calo di 104 milioni di euro rispetto all’esercizio 2022 a causa dei minori margini derivanti dalle vendite di energia elettrica nonostante l’espansione della capacità produttiva a 3 GW. Alla fine del 2023, l’utile netto  complessivo di ENI si è attestato a 8,3 miliardi di euro, in contrazione del 38% rispetto ai 13,31 miliardi di euro del 2022.

Dal punto di vista finanziario, Eni ha riportato nel quarto trimestre un flusso di cassa da attività operativa di 3,6 miliardi di euro, generando un free cash flow di 1,2 miliardi di euro, dopo la copertura di investimenti organici per 2,4 miliardi di euro. Nell’intero anno, il flusso di cassa è stato pari a 16,5 miliardi di euro, superando il fabbisogno per gli investimenti di 9,2 miliardi di euro e quindi generando un free cash flow di 7,3 miliardi di euro. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2023 è pari a 10,9 miliardi di euro, in aumento di circa 3,9 miliardi rispetto all’anno precedente.

 

Dividendi e buyback

Il ricco flusso di cassa generato da ENI lo scorso anno ha consentito il pagamento di dividendi per 3 miliardi di euro e il finanziamento di un programma di riacquisto di azioni proprie per 1,8 miliardi di euro. Nello specifico, a novembre 2023 è stata distribuita la seconda di quattro tranche di dividendo relativo al 2023 pari a 0,23 euro per azione. La terza tranche, deliberata dal consiglio di amministrazione, sarà messa in pagamento il 20 marzo e corrisponderà a 0,24 euro per azione. In totale la cedola varrà 0,94 euro, che corrisponde a un rendimento di circa il 6,5% rispetto ai prezzi odierni delle azioni ENI. Per il 2024, l’azienda rimanda all’appuntamento del 14 marzo nella giornata dedicata al mercato dei capitali, allorché delineerà il piano sul dividendo e le prospettive economiche e finanziarie per l’intero anno. Nel mese di settembre la società ha avviato un piano di buyback da eseguirsi entro aprile 2024 fino a un massimo di 1,375 miliardi di euro, comprendente un numero massimo di 275 milioni di azioni, che corrispondono all’8% del capitale sociale. Lo scorso 9 febbraio sono state acquistate 84,5 milioni di azioni che hanno determinato una spesa per la società di 1,275 miliardi di euro.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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