Eni: nuova scoperta di gas in Egitto, azione pronta a nuovo rally?
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Eni: nuova scoperta di gas in Egitto, azione pronta a nuovo rally?

Eni: nuova scoperta di gas in Egitto. Azione pronta ad un nuovo rally?

E’ un inizio di ottava volatile per le azioni Eni che, dopo aver aperto le contrattazioni in terreno positivo, scambia al giro di boa in leggero ribasso. Tutto questo nonostante le news positive in arrivo dalla società, che ha comunicato nelle ultime ore una nuova scoperta di gas al largo dell’Egitto. Nello specifico la scoperta arriva dal pozzo esplorativo Nargis-1, nella concessione Nargis Offshore Area che ha un’estensione di 1.800 metri quadrati e di cui Eni detiene una quota del 45%.

Nel dettaglio il pozzo Nargis-1, che è stato perforato in 309 m d’acqua, ha incontrato circa 61 m di arenarie del Miocene e dell’Oligocene che contengono gas. Quest’ulteriore scoperta, che potrà essere ora sviluppata sfruttando nelle vicinanze le infrastrutture del cane a sei zampe, si inquadra all’interno dell’ambizioso piano industriale presentato da Eni nel marzo del 2022 e che prevede di arrivare entro il 2050 a zero emissioni nette.

Ricordiamo infine che l’azienda guidata da Claudio Descalzi non solo è il principale produttore presente nel Paese, con una produzione di idrocarburi che arriva a 350.000 barili di olio giornalieri, ma è impegnata a decarbonizzare il settore energetico egiziano.

 

Azioni ENI: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa aspettarsi dall’azione quotata a Piazza Affari nel breve e medio termine. Il recupero innescatosi sul titolo Eni nella seduta del 20 dicembre 2022 dai 12,80 euro con la realizzazione di un Oops rialzista, classico pattern di inversione, continua ancora oggi a sostenere il recupero delle quotazioni, che nelle ultime due sedute hanno testato i massimi degli ultimi 40 mesi situati in area 14,60 euro. Nel breve termine sarà fondamentale il superamento di queste resistenze, oltre i quali si avrebbe un miglioramento della struttura grafica dell’azione che proseguirebbe lungo la strada degli acquisti con nuovi target situati sui 15 euro e successivamente la soglia dei 16 euro, che rappresentano i massimi dal 2019. Oltre queste aree aumenterebbero le chance di rivedere i corsi sui top del 2018 situati sui 16,90 euro.

Al contrario sarà solo con discese sotto i 13,50 euro che il titolo potrebbe andare incontro ad una fase di vendite, che avrebbero un primo target sui 13 euro e a seguire i 12,70 euro. Nel caso di realizzasse questa view, sarà  importante non perdere tali livelli per evitare discese in direzione degli ex massimi di agosto 2022 situati sui 12,50 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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