Eredità: consulenti finanziari poco coinvolti, preferiti amici e familiari

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Il mondo sta vivendo un cambiamento epocale nella distribuzione della ricchezza. La più grande transizione patrimoniale della storia, conosciuta come great wealth transfer, è in pieno svolgimento. Secondo il Global Wealth Report pubblicato da Ubs GWM, più di 83mila miliardi di dollari passeranno di mano entro il 2050 e di questi, oltre 74mila miliardi saranno ereditati dalle nuove generazioni, Millennial e la Gen X.

Sul tema Capital Group, gestore globale con 2.800 miliardi di dollari di masse in gestione, ha presentato uno studio condotto da Financial Times Longitude nei mesi di febbraio e marzo 2025. Sono stati intervistati 600 soggetti appartenenti alla categoria high-net-worth (hnw) ovvero con oltre un milione di dollari di patrimonio netto, tra 250.000 e 10 milioni di dollari di patrimonio investibile ed eredità ricevuto comprese tra 100.000 e 50 milioni di dollari. Secondo quanto emerso dalla ricerca, le famiglie con un elevato patrimonio netto stanno accelerando i piani di successione e ridefinendo le modalità con cui la ricchezza viene trasmessa da una generazione all’altra.

 

In questo articolo:

 

  • Eredità: solo il 20% si rivolge ai consulenti finanziari
  • Insoddisfazione elevata nella gestione del patrimonio ereditario

 

Eredità: solo il 20% si rivolge ai consulenti finanziari

Gestire una successione rimane una questione complessa. I problemi riguardano sia la difficoltà nel realizzarla che la scelta dei professionisti a cui rivolgersi, fino alle decisioni prese sulla destinazione del patrimonio, spesso insoddisfacenti.

“Si stima che nei prossimi decenni saranno trasferiti migliaia di miliardi di dollari dai baby boomer alle generazioni più giovani negli Stati Uniti, in Europa e nei Paesi asiatici sviluppati. I millennial e la generazione Z stanno ricevendo eredità più consistenti in età più giovane e potrebbero trarre vantaggio dalle conoscenze del mercato e dalla prospettiva di investimento a lungo termine di un consulente finanziario”, ha dichiarato Guy Henriques, presidente del Client Group Europa e Asia di Capital Group”.

La pianificazione successoria è ancora un tabù per molti. Tre quarti dei titolari di patrimonio ammettono difficoltà nel comunicare in modo efficace le proprie preferenze ereditarie. Addirittura il 79% non lascia istruzioni specifiche su come debba essere utilizzata l’eredità. Ancora più preoccupante è la scarsa presenza dei consulenti finanziari nei processi di pianificazione: solo il 20% degli intervistati dichiara di averli coinvolti, preferendo spesso avvocati (61%), commercialisti (49%) o persino amici e familiari. In Italia questa tendenza si accentua: il 66% si affida alla cerchia privata per decidere come trasferire il proprio patrimonio.

Per quanto riguarda le nuove generazioni, invece, cresce l’utilizzo di strumenti digitali mentre è ancora più bassa la percentuale di chi si rivolge ai consulenti finanziari: il 27% dei millennial si affida ai social media e ai cosiddetti finfluencer per consigli di investimento, mentre solo il 18% si rivolge a un consulente finanziario professionista.

 

Insoddisfazione elevata nella gestione del patrimonio ereditario

Il risultato è che una quota rilevante del capitale ereditato resta inutilizzata o sottoutilizzata. In media, solo il 22% viene investito in fondi comuni e appena l’11% in strumenti previdenziali.

Non è un caso, quindi, che il 65% degli eredi della generazione X e dei millennial dichiari di avere rimpianti su come ha utilizzato l’eredità ricevuta e quasi il 40% afferma che avrebbe voluto investire di più. Un’anomalia interessante riguarda l’Italia: i titolari di patrimonio italiani, secondo lo studio, risultano più inclini a investire l’eredità ricevuta (38% contro il 33% globale) o a destinarla ad acquisti significativi. Tuttavia, anche nel Belpaese, molti avrebbero voluto fare ancora di più.

Questo dimostra che esiste consapevolezza, ma resta latente un bisogno di guida esperta. Ed è proprio in questo spazio che i consulenti finanziari potrebbero e dovrebbero giocare un ruolo centrale.

 

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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