ETF: come posizionarsi nel 2023 - Borsa&Finanza

ETF: come posizionarsi nel 2023

Una macchina da scrivere dalla quale esce un foglio con scritto Exchange Traded Fund

Dopo un 2022 a due facce, il 2023 per il mercato degli ETF potrebbe proseguire il recupero iniziato nella parte finale dell’anno passato. E anche se la vera svolta arriverebbe solo con la fine della guerra tra Russia e Ucraina o con la dichiarazione di una tregua, le premesse dell’anno in corso appaiono migliori. Il gradimento per gli ETF, che costituiscono gran parte del mercato degli ETP (insieme con ETN ed ETC), è destinato a crescere secondo Charles Schwab che, in una ricerca pubblicata nell’ultimo trimestre del 2022 ha rivelato che l’80% degli investitori li sceglie come veicolo principale di investimento. Su questo trend positivo di fondo si innestano le attese per l’andamento dei mercati finanziari. Nonostante la volatilità continuerà a essere presente secondo tutti gli asset manager, ci sono minori incertezze sullo scenario, cosa sempre gradita da chi investe.

 

ETF europei a due velocità nel 2022

Il 2022, dopo l’inizio positivo, è stato funestato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Nei mesi successivi – nota Francesco Lomartire, responsabile SPDR ETFs Southern Europe – gli ETP europei hanno registrato deflussi netti”. Il trend di fuoriuscita di capitali è proseguito con la svolta delle Banche centrali. In particolare “quando la Fed ha aumentato i tassi di interesse di 75 punti base in luglio, gli ETP europei hanno registrato deflussi netti per 4 miliardi di dollari” aggiunge Lomartire.

Gli ETP europei hanno continuato a perdere capitali per tutto il terzo trimestre e solo con il primo dato in rallentamento dell’inflazione in Usa il vento è cambiato e gli investitori sono tornati a prendere posizione su ETF azionari e obbligazionari con una raccolta rispettivamente di 9,2 e 8,2 miliardi di dollari che gli ha consentito di chiudere l’anno in positivo.Nel complesso, nel 2022 la raccolta netta degli ETP europei si è attestata sopra gli 88 miliardi di dollari, 59 miliardi in azionari e 32 miliardi in obbligazionari mentre dai prodotti sulle materie prime sono usciti 4,8 miliardi di dollari.

 

Il grafico mostra il recupero della raccolta netta degli ETF europei nel terzo trimestre del 2022
La raccolta netta degli ETF domiciliati in Europa nel 2022 – Fonte: Bloomberg Finance, State Street GA (al 31/12/2022)

 

I favoriti del 2023

Gli asset manager sono concordi, la volatilità rimarrà elevata sui mercati anche nel corso del 2023. Tuttavia i fattori di incertezza si sono ridotti rispetto allo scorso anno. Mettendo da parte le imprevedibili evoluzioni della guerra tra Russia e Ucraina, le Banche centrali hanno messo sul tavolo quasi tutte le loro carte mentre la recessione in arrivo sarebbe la più attesa di sempre. I mercati, che anticipano le svolte dell’economia, stanno già guardando oltre la metà dell’anno. Jason Xavier, responsabile EMEA ETF Capital Markets di Franklin Templeton pensa che il 2023 sia un anno “adatto per giocare in difesa”. Secondo le sue previsioni i cinque segmenti di ETF favoriti saranno:

 

  • ETF Smart Beta multi-fattoriali;
  • ETF obbligazionari e su dividendi;
  • ETF azionari emergenti.

 

Gli ETF Smart Beta multi-fattoriali rientrano bene nella strategia difensiva di Xavier, soprattutto per i prodotti focalizzati su quality e generazione di reddito. Partendo dall’osservazione che “è finito il decennio del denaro a basso prezzo e dei tassi di interesse a minimi record”, Jason Xavier ritiene che il contesto attuale richieda scelte più tattiche di asset allocation. “Gli investitori in ETF – spiega – possono cominciare a guardare favorevolmente a programmi di ponderazione alternativa, ad esempio gli ETF Smart Beta multi-fattoriali, che tengono conto anche dei fondamentali dei titoli azionari, invece di limitarsi alla loro capitalizzazione di mercato”.

Strumenti fondamentali per la generazione di reddito sono, tradizionalmente, dividendi e cedole obbligazionarie. È per questo che il responsabile EMEA di Franklin Templeton inserisce gli ETF obbligazionari e sui dividendi tra le sue preferenze per il 2023: “Siamo convinti che l’anno prossimo potranno registrare buoni afflussi gli ETF con distribuzione di dividendi globali e regionali, soprattutto quelli che selezionano i titoli migliori in base ai fondamentali tramite un approccio quality e value”. Inoltre, l’income sarà una presenza importante nei portafogli degli investitori, in quanto “l’aspettativa di una riduzione dei tassi di interesse nel 2023 rende il reddito fisso una asset class molto interessante che potrà offrire rendimenti a fronte di un rischio minore”. All’interno del segmento, Xavier ritiene particolarmente interessanti le obbligazioni societarie investment grade e le obbligazioni verdi in euro.

Anche gli ETF azionari reciteranno la loro parte nel 2023, nonostante siano quelli più esposti alla volatilità dei mercati e agli effetti della recessione sugli utili aziendali. Alcune soluzioni interessanti per il 2023, secondo Xavier, sono “Corea del Sud, Taiwan e India. Riteniamo che possa essere vantaggioso selezionare paes ‘amici’ degli USA che possano beneficiare di settori innovativi come sanità e tecnologia e che possano sottrarre quote di mercato manifatturiero alla Cina”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *