Gli ETF azionari statunitensi hanno avuto un anno di ottime performance nel 2024, grazie soprattutto al rally dei titoli tecnologici, delle banche, delle utility e dei beni di consumo ciclici. Viceversa, le azioni legate all’energia e ai materiali di base hanno sottoperformato. Nel contesto, l’inizio del ciclo dei tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve e il boom dell’intelligenza artificiale hanno dato una grande spinta. Per l’esattezza, i tassi più bassi di norma non favoriscono le banche, perché fanno diminuire la redditività netta da interesse che rappresenta nella stragrande maggioranza dei casi il core business degli istituti. Tuttavia, le aziende di credito hanno tenuto botta, compensando con il trading e la risalita delle attività di dealmaking dopo alcuni anni anemici. In generale, comunque, tassi più bassi spostano capitali dall’obbligazionario all’azionario, in quanto gli investitori vanno a caccia di rendimenti più allettanti rispetto a quelli del reddito fisso.
ETF: ecco dove investire
Per il 2025 occorre fare attenzione ai prezzi che, in virtù del lungo trend positivo, ora sono molto alti. Per questo è importante effettuare una attività di selezione, distinguendo quegli ETF che hanno ancora delle notevoli potenzialità di rialzo. Bryan Armour, analista di Morningstar ne ha individuato tre: due azionari e uno obbligazionario.
Il primo è il Vanguard Total Stock Market ETF, che raggruppa 3.600 azioni statunitensi. L’obiettivo del fondo è quello di evitare il market timing e la selezione dei titoli, concentrandosi invece sulla limitazione dei costi che possono incidere molto sulla performance. A quest’ultimo riguardo, l’ETF addebita una commissione appena dello 0,03%, molto al di sotto della commissione media dello 0,70%. Armour ritiene che questo investimento è ideale per chi ha una prospettiva di lungo termine senza la velleità di voler battere il mercato. Sotto questo profilo, “sarebbe difficile trovare un ETF più diversificato per gli investitori buy and hold“, ha affermato.
Il secondo ETF è il Dimensional US Targeted Value ETF, che si rivolge alle small e mid cap. L’obiettivo in tal caso è quello di combinare una buona redditività acquistando a prezzi ragionevoli e costi sotto controllo. Anche qui c’è un’ampia diversificazione con oltre 1.500 società detenute e solo il 6% impiegato nelle 10 posizioni più grandi. Il turnover limitato dei titoli in portafoglio consente di tenere bassi i costi. Lo scorso anno, ad esempio, c’è stato solo il 3% di turnover, con le commissioni pari allo 0,28%.
Il terzo ETF della lista è il Fidelity Total Bond ETF. Si tratta di un fondo obbligazionario denominato in dollari USA che investe in titoli societari investment grade, nei mutui e nei titoli di Stato USA che costituiscono il benchmark Bloomberg US Aggregate Bond Index della strategia. L’allocazione massima consentita nelle obbligazioni non investment grade – tipo il debito high yield e quello dei mercati emergenti – è del 20%, e solo quando le valutazioni sono ritenute interessanti. Le commissioni del fondo sono sostanzialmente basse.









